Mamma e papà sono usciti nel pomeriggio e io mi trovo a casa da sola. James, nemmeno a chiederlo, non è in casa e non so nemmeno se sia da Frank o Danielle, spero almeno da uno dei due. Si è chiuso in se stesso in questi due giorni e ci ho scambiato si e no due parole a cena.
Guardo verso il cielo nuvoloso che minaccia pioggia e mi stringo il maglione per l'aria fredda di novembre. Stare in giardino non è l'idea migliore che io abbia avuto, ma il silenzio della casa è opprimente e non mi va di chiamare le mie amiche, o Frank. Non so nemmeno se quel ragazzo verrebbe visto che è sparito dopo essere rimasto a dormire da me.Non riesco nemmeno ad essere arrabbiata con lui, ora ho altre cose a cui pensare e se si deve comportare in questo modo, forse è meglio che non si faccia vedere.
«Ciao.»
Mi volto di scatto e sorrido sorrido davanti ai capelli scuri che fanno capolino insieme ai teneri occhi marroni e alle manine che stringono la staccionata.
«Ciao.» dico avvicinandomi a lui.
«Cosa stai facendo?»
«Sto guardando le nuvole.» rispondo al piccolino di casa Candian.
Leonard mi guarda dubbioso. «Non è divertente. Vuoi giocare con me?»
«A cosa stai giocando?»
Le sue guance si colorano leggermente per l'imbarazzo. «Con le macchinine.»
«Voglio assolutamente giocare!»
«Davvero?» chiede sgranando gli occhi incredulo.
Annuisco e lui saltella andando vicino al mucchietto di macchinine. Scavalco la bassa recinzione e mi siedo accanto a lui sull'erba a giocare con le macchinine. Ne ha tantissime, tutte di forme e colori differenti. Mi spiega che le ha regalate la sua mamma, ogni compleanno e Natale ne riceve una, ma gioca solo quando suo papà non c'è perché altrimenti viene sgridato.
Non capisco quell'uomo che problemi abbia. Si vede lontano chilometri quanto questo bambino sia felice di giocare con le macchinine e non è il giocattolo in sè, ma per chi gliel'ha regalate. Quando parla della mamma gli si illuminano gli occhi, ma da quel che ho capito è stato lasciato indietro anche lui come Ben e Adam. Chissà se anche loro hanno dei giocattoli a cui tengono particolarmente.
Poco tempo dopo siamo costretti a correre in casa per la pioggia improvvisa tenendo le macchinine fra le braccia. Appena rientriamo ridiamo appoggiando i giocattoli sul tappeto.
«Cosa succede Leo?» chiede una voce scendendo dalle scale. Adam sbuca in salotto e appena mi vede sgrana gli occhi. «Sonya?»
Sorrido imbarazzata. «Proprio io.»
Non sembra particolarmente felice di vedermi. Corruga la fronte osservandomi fino a quando sua fratello parla. «Stavamo giocando quando ha iniziato a piovere. » dice Leonard recuperando le macchinine e mettendole tutte nella sua maglietta mentre tiene l'orlo con una mano per non frale cadere. «Le metto via prima che arrivi papà.»
Corre al piano superiore prima che il fratello possa dire qualcosa lasciandoci da soli. Ci guardiamo negli occhi e sento il mio cuore accelerare. Stupido cuore, l'altra sera sei scoppiato per Frank e oggi batti per Adam? Cos'hai che non va? Non possono piacermi due ragazzi contemporaneamente.
«Meglio che torno a casa.» dico cercando di sorridere.
«Resta.» dice avvicinandosi. Si blocca all'improvviso, sorpreso quanto me della sua reazione. «Fuori piove, aspetta almeno che diminuisca.»
«Va bene.» mormoro nervosa.
Passo il resto del pomeriggio con i due fratelli, anche se Adam se ne sta principalmente seduto in silenzio sul divano. Leo mi intrattiene in ogni modo fino a quando non crolla per la stanchezza e anche la tristezza. Ho visto il suo faccino smettere di sorridere radioso quando suo padre ha chiamato dicendo che sarebbe rimasto fuori a dormire. Ha fatto di tutto per non dare a vedere la sua delusione, ma è un bambino troppo sincero per riuscire a farlo. Al contrario Adam è stato più bravo a nascondere la rabbia per il padre, ma non mi è sfuggita.
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Il mio centro sei tu
Teen FictionA Hayward, una cittadina della California, vive una diciassettene cotta del migliore amico di suo fratello. Sonya è certa che quella cotta adolescenziale sia oramai passata, ma il bacio da parte di Frank la riempie di dubbi. Il ragazzo dagli occhi d...