Capitolo 8

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Era il primo giorno di scuola.

Il cancello dell'istituto era così pieno che a malapena si riusciva a camminare.

Le strade erano per la maggior parte occupate da macchine lussuose come Porche, B&W e Audi.

Penso che fui l'unica, o una delle poche, che venne in autobus.

"Abby!" Mi chiamò qualcuno.

Giungeva da una di quelle macchine nel parcheggio.

Li guardai attentamente e finalmente vidi Marianne, che sventolava le braccia per farsi vedere.

La raggiunsi da lei con il sorriso in faccia.

Avevo finalmente qualcuno con cui stare il primo giorno di scuola, non ero sola.

Corse verso di me e mi abbracciò forte.

Mi piacevano quei tipi di abbracci che ti facevano sentire la persona più importante del mondo.

"Mi sei mancata!" Disse in un sorriso.

"Anche tu, Mari." Risposi ricambiando il sorriso.

"Ti devo raccontare un sacco di cose.

Sai che la strega è andata a dire a mio padre che sono una figlia degenere e che l'ho insultata?!

Okay, è vero che l'ho insultata ma per il resto sono una figlia modello."

Risi.

La campanella suonò e tutti cominciarono ad entrare.

Era strano ritornare in quel posto dopo quasi 3 mesi di vacanza.

I corridoi sapevano ancora di alcol e i armadietti erano perfettamente puliti.

"Abby, mi aspetti qui? Devo andare un attimo in bagno." Chiese Marianne, che già correva via ancora prima che le rispondessi.

"Okay!" Urlai.

"Ciao stupida ragazza stronza e povera che non mi ha più scritto." Disse qualcuno dietro di me.

Mi voltai.

Eccoli, quegli occhi color mare che non vedevo un pezzo, erano di nuovo lì, davanti a me.

Lo guardai male.

"È il primo giorno di suola, già mi insulti?"

"Almeno ti ho detto ciao."

Lo guardai meglio, era diventato ancora più alto.

"Dio ma sembri un gigante."

"Oppure sei te che sei nana."

"Almeno non ho una faccia come la tua."

"Almeno non sono grasso come te."

Lo fulminai con lo sguardo.

"Almeno io ho un cervello."

Scosse la testa e sorrise.

"Non sei cambiata di una virgola."

"Avrei dovuto?"

"Comunque sì, sono cresciuto di quattro centimetri.

Ora sono alto 1.82m."

"Non starmi vicino, mi fai sembrare ancora più bassa di quanto non lo sia già."

Sorrise.

"E non sorridere!"

"Che c'è? Ti metto ancora a 'disagio'?" Chiese, con quel sorrisetto di chi la sa lunga.

Mi voltai e me ne andai.

Tempeste e UraganiDove le storie prendono vita. Scoprilo ora