Era ormai notte fonda quando arrivammo all'hotel.
Continuavo a guardarmi in giro, non volevo perdermi una singola cosa.
Le palme, i negozi, le strade.
Grazie il cellulare di James riuscii a chiamare Mari, con la quale sapevo avrei condiviso la camera.
Scese nella hall in pigiama, continuando a sbadigliare e imprecare.
Il posto nel quale avrei dormito per quella settimana era semplicemente meraviglioso.
Letto morbido, servizio in camera, Tv a schermo piatto, c'era tutto ciò che avevo immaginato ci sarebbe stato.
Marianne si tuffò nel suo letto e ritornò a dormire subito.
Io mi tolsi la giacca e andai in bagno a farmi una doccia.
Continuai a pensare e a ripensare a ciò che era successo quel giorno.
"Solo amici."
Era una presa in giro, pensai.
Ritornai in camera e mi distesi sul letto.
Guardai per un po fuori dalla finestra, le luci emesse dalle auto, continuavano a muoversi avanti e indietro.
Verso le tre del mattino mi addormentai.
Durante quella gita non ci fu nessun obbligo di partecipare alle attività proposte.
Molti andarono al mare che fortunatamente era a proprio dietro il nostro hotel.
Nonostante fossero solo le 08:00 di mattina, la spiaggia era già affollatissima.
Marianne sarebbe rimasta in hotel a dormire un altro po.
Visto che avevo la pelle bianchissima e un corpo senza molte curve, mi misi un paio di pantaloncini e una maglietta e andai a fare una passeggiata sulla spiaggia, senza però farmi il bagno.
Mi piaceva sentire la sabbia tra le dita, l'aria salmastra attorno, le onde del mare che arrivavano e si ritiravano trascinando con se piccoli sassolini, quel leggero venticello che ti scompigliava i capelli e il mare, solo lui, meraviglioso nella sua infinità.
"Come mai non sei in costume?" Chiese qualcuno dietro di me.
George.
"Non mi piace essere mezza nuda." Borbottai.
Mi affiancò.
Continuammo a camminare lungo la riva.
"Non è essere mezzi nudi, è semplicemente esser in costume."
"Per me è stare mezzi nudi."
Scosse la testa e sorrise.
"Dov'eri finita ieri?" Chiese poi.
"Allora ti sei accorto che non c'ero!" Dissi fermandomi ad un tratto.
"Sì che me n'ero accorto."
"Perché non hai detto al professore che mancavo ancora io quando siete partiti?"
"Pensavo che alla fine eri arrivata ed eri andata a sederti con Marianne."
"Invece no, ero in bagno."
"E come sei riuscita ad arrivare alla fine?"
Rimasi zitta.
"Ah, quel James." Disse come stesse parlando di uno schifosissimo insetto.
"Già." Risposi.
"Ti piace ancora, dopo tutto quello che è successo?"
Non risposi e continuai a camminare.
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Tempeste e Uragani
Romans"Non importa quante battaglie dovrò combattere, finché sarai con me, so che le vincerò tutte." Abby ha 17 anni e frequenta una prestigiosa scuola di New York. Vive con la madre e il fratello in un piccolo appartamento lì vicino. Prima della scuola i...
