13.

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- Cazzo - Harry si fermò di botto. Aveva le guance imporporate, e si era appena reso conto dell'enorme cazzata che aveva fatto.

Aveva baciato Jeanine -no, non era questa la cazzata- e le aveva sbattuto in faccia la sua età come pretesto per abbandonarla. Aveva avuto paura. Sì, paura. Di approfittare di lei. Che lei non lo volesse realmente. Che lo stesse solo usando perché, cazzo, lui era Harry Styles. Eppure sapeva che non era vero.

Solo che Jeanine non era come Caroline Flack, Taylor Swift o Kendall Jenner. Loro si sarebbero incazzate, rannicchiate sul divano, mandandolo al diavolo e urlando al telefono con la loro migliore amica.

Ma Jeanine era autolesionista.
E di sicuro in casa sua c'erano delle forbici.

- Merda - ansimò.

Senza perdere nemmeno un secondo girò sui tacchi e si scagliò con forza contro il portone, che si stava socchiudendo in quell'esatto momento.
Dimmi che non è tardi.

Jeanine era un'unico, immenso ammasso di dolore. Le lacrime non accennavano a fermarsi mentre guardava la lama gelida che rifletteva i suoi occhi azzurri e liquidi nel suo palmo. Se ne sarebbe pentita, poi, certo.

Ma aveva bisogno di farlo.

Fece scivolare la striscia di metallo tra le dita. La impugnò saldamente, prendendo un respiro profondo. Le sue spalle si abbassarono piano.
Sei una bambina.

Abbassò lentamente la mano e rabbrividì quando il metallo le sfiorò la pelle calda del braccio.

Premette.

- Jeanine! - Harry la strattonò per il braccio e lei trasalì violentemente. La lametta le cadde di mano, tintinnando sul pavimento del bagno. La ragazza si ritrovò a guardare con occhi sgranati e pieni di lacrime il volto del ragazzo. Era pieno di rabbia a malapena repressa, e lacerato dal senso di colpa. I suoi occhi color smeraldo erano duri, duri più che mai, le labbra serrate in una linea sottile. Senza pietà la strattonò e la sbatté con poca delicatezza contro la parete del bagno, il proprio corpo premuto sul suo per impedirle di divincolarsi.

- Mi vuoi spiegare che cazzo stai facendo? - urlò furioso, la voce roca per la rabbia e il terrore. Di essere stato lui la causa del suo gesto. Serrò la presa sul braccio della ragazza, che gemette di dolore. Le cicatrici bruciavano di dolore.

- Perché non capisci che è sbagliato, cazzo? È malato! Tu sei malata! - Harry continuava a gridare, senza accorgersi delle lacrime che le rotolavano abbondantemente sulle guance. - Tagliarsi non è la soluzione, lo vuoi capire?! Prima o poi morirai, se continui così! Perché cazzo continui a farlo? Avevi promesso che avresti smesso! Hai tutto ciò che ti serve per andare avanti, porca puttana! Me, Karin, hai noi! E non ti basta? CAZZO JEANINE NON POSSO PERDERTI!

Harry trasalì quando lo schiaffo lo colpì in pieno sulla guancia. Barcollò indietro, tenendosi premuta una mano sulla carne ferita e arrossata, guardando sbalordito la ragazza minuta che tremava davanti a lui.

- NON DIRLO, OKAY? NON CI PROVARE! - gridò rabbiosa - Mi abbandonerai anche tu, per te sono solo un cazzo di gioco! COS'HAI DETTO SOLO QUARANTA SECONDI FA, EH? Come mi hai lasciata sola? Esattamente come farai quando ti stancherai di me, ecco come! Non sai perché mi taglio, e allora non giudicare! Tu hai tutto, tutto che cazzo, Harry! Hai soldi, sei ricco, hai una famiglia e degli amici che a un tuo schiocco di dita correrebbero in tuo aiuto in meno di venti secondi! Ma io non ho tutto questo, va bene? Sono solo una stupida sedicenne che per caso si è ritrovata il proprio idolo in casa, una stupida sedicenne che anche quando non ti conosceva di persona moriva di gelosia a pensarti baciare o fare sesso con qualche cazzo di modella! E adesso sei qui, fottutamente perfetto e fottutamente te stesso, E IO TI AMO, che cazzo! E lo so che non ho la minima speranza, perché sei sempre stato con ragazze di dieci anni più grandi di te, mentre io sono PICCOLA! Sono un'adolescente, sono una cazzo di bambina sedicenne, una sedicenne che ha dato il suo primo bacio e cinque minuti dopo ha visto morire il ragazzo che le piaceva, d'accordo? Sono una cazzo di sedicenne che si taglia ed è vergine, va bene? Quindi smettila - concluse Jeanine asciugandosi le lacrime copiose che colavano dai suoi occhi azzurri. Harry la fissava a bocca aperta, stordito. Il suo cuore palpitava per diverse ragioni, ma nella confusione della sua mente riuscì a individuare un unico filo conduttore. Jeanine.

Si guardarono in silenzio per qualche secondo, entrambi ansanti e paralizzati da quella valanga di parole e verità inconfessate che si era abbattuta su di loro.

E poi Jeanine emise un verso strozzato mentre le labbra di Harry si impossessavano prepotentemente delle sue, le sue mani grandi e avide la sollevavano senza sforzo per deporla sul ripiano in marmo di fianco al lavandino. - Cosa cazz... - ansimò, ma la bocca di Harry risucchiò vorace ogni singola briciola del suo fiato. Era fuoco, era ghiaccio. Era Harry. Gemette di stupore, più che di dolore, quando le sue grandi mani affondarono nella pelle morbida della sua schiena e la spinsero a quel petto a cui migliaia di ragazze avevano sognato di appoggiarsi, ma che ora era suo. Immerse le mani nei suoi lunghi capelli scuri, mentre le dita le si impigliavano nelle ciocche disordinate, provocandogli brividi di dolore ed euforia. Le sue labbra erano ghiaccio bollente, fuse alle sue.

- Basta.

Non ce la faceva più. Aveva bisogno di ossigeno. Harry accolse la sua implorazione mormorata a fatica con un rantolo roco che le fece venire la pelle d'oca e le scaldò piacevolmente il ventre. Evitò di guardarla negli occhi, fissando il pavimento, con le guance rosse e a corto di fiato. Fece un passo incerto verso la porta, ma Jeanine andò in panico. I suoi occhi brillarono disperati mentre lo afferrava con forza per il braccio.

- Non andartene! - quasi gridò, con le lacrime agli occhi. Harry si affrettò a eliminare nuovamente la distanza tra i loro corpi, stringendola tra le braccia e baciandola ancora una volta, unendo le loro labbra come se fosse stato l'ultimo bacio della sua vita.

- Non me ne vado - mormorò.

Jeanine affondò il viso nella sua spalla, aggrappandosi disperatamente alla sua schiena. Ma le lacrime stavolta erano di gioia.

Jeanine rise quando Harry, invece di prendere il piatto che gli stava porgendo per farglielo asciugare, si chinò e le catturò le labbra in un bacio. Non si oppose quando lanciò lo strofinaccio alle sue spalle, liberandosi le mani per afferrarla per i fianchi e avvicinarla a sé. Zittì la protesta che gli negava quel dolce contatto con quelle labbra morbide intensificando il bacio.

- Baciami - si lamentò come un bambino. Lei rise e Harry ammirò quei lineamenti arrossati, cosparsi di qualche lentiggine e molto imbarazzo. Chiuse gli occhi e assaporò fino in fondo la sensazione delle sue labbra posate dolcemente sulle proprie.

- Molla quel piatto.

Lei obbedì, tastando la superficie del piano da lavoro cercando lo straccio che Harry aveva gettato a parte. Si asciugò la mano bagnata e inclinò la testa verso destra quando le labbra del ragazzo scivolarono sulla sua mandibola. Jeanine gemette quando sfiorò un punto particolarmente sensibile. Harry si scostò di qualche millimetro, respirando sorpreso sulla sua pelle. Jeanine voltò la testa e incrociò i suoi meravigliati occhi verdi.

Un sorriso luminoso apparve sulle labbra di Harry, facendola arrossire. - Ehi, no - le impedì di voltare la testa appoggiandole le mani sulle guance. Jeanine abbassò lo sguardo sul petto di Harry. Chiuse gli occhi quando le sue labbra si posarono di nuovo su quel punto sensibile tra la mandibola e il collo. Harry la sentì aggrapparsi alla sua camicia mentre lavorava sulla sua pelle morbida. La afferrò per i fianchi.

- Ha-Harry.

- Sei così bella - sussurrò lui, strofinando il naso lungo il suo collo. I capelli gli scivolarono da dietro all'orecchio e solleticarono la guancia della ragazza.

- Non è vero - rispose senza fiato lei. Harry rise e la baciò di nuovo.

- Oh, sì che è vero.

Erano sdraiati sul divano. Harry, invece di essere concentrato sulle immagini del Re Leone che scorrevano sullo schermo della televisione, era catturato dall'immagine di quella ragazza dai capelli blu che l'aveva stregato in così poco tempo. Allungò una mano e le sfiorò la pelle arrossata sulla mandibola, sorridendo piano. Jeanine sospirò nel sonno e si raggomitolò ancora più stretta a lui. Harry sorrise e allungò una mano ad afferrare il telecomando. Spense la televisione e rimboccò la coperta sui loro corpi abbracciati, baciandole delicatamente le labbra.

- Buonanotte, tesoro.

Solo un desiderio || Harry Styles ||La tua prossima ossessione. Scoprilo ora