9.

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- Jeanine - lei sussultò quando sentì la voce di lui scivolare delicata e dolce nell'aria, avvolgendosi attorno al suo corpo come un morbido abbraccio. Si voltò, con le guance rosse, e lo vide appoggiato allo stipite della porta del bagno, una mano persa tra i lunghi ricci scuri. Deglutì. Non pensava l'avesse seguita fino al bagno. Per lavarsi le mani prima di cominciare a cucinare si era congedata brevemente da lui. Solo che l'aveva seguita. Jeanine abbassò lo sguardo sulle proprie braccia pallide, arrossendo mogia. La sua pelle diafana marcava ancora di più le piccoli, innumerevoli cicatrici che le solcavano i polsi e gli avambracci. Sentì una lacrima rotolare leggera lungo la guancia. Lo sentì muoversi, ma non osò alzare il suo sguardo azzurro elettrico dalle proprie dita schiuse come petali, lasciate immobili come se non avessero vita. Quando Harry le si accostò, e il suo torace le sfiorò la spalla premendo con insistenza, sentì dei brividi caldi e al contempo freddi percorrerle la schiena.

Le mani grandi e affusolate di Harry presero con dolcezza le sue. Fece scorrere con gentile decisione i pollici lungo i suoi palmi fino ad arrivare alle sue piccole dita allungate. Dita da pianista, le dicevano tutti.

Jeanine aveva lasciato le maniche del maglione nero abbassate. Ma Harry non voleva vedere la stoffa.

Lentamente, mentre lei piangeva in silenzio, senza nemmeno un singhiozzio, spaventata dalla consapevolezza di poterlo inorridire, fece scivolare di nuovo le mani fino ai suoi polsi. Arrotolò con voluta lentezza la lana morbida e scura,contemplando tristemente le cicatrici delle vecchie ferite. Erano tante, ingarbugliate, sovrapposte; ma sempre in orizzontale. Mai in verticale. Jeanine voleva sfogare il dolore, non uccidersi.

Spinse le maniche fino ai gomiti della ragazza, che ormai aveva le guance che pizzicavano e le labbra umide, bagnate dal sapore dolceamaro delle lacrime.

Sempre in silenzio, guardando con i suoi comprensivi occhi verdi quel segreto, Harry posò le mani sui fianchi della ragazza.

La sollevò senza sforzo, nonostante non pesasse come una piuma. La depositò con delicatezza sul marmo freddo e bianco del mobile, cercando di incontrare l'azzurro elettrico delle sue iridi, ma Jeanine non ne voleva sapere.

Voleva solo scappare. Ma tra le sue gambe semiaperte c'era Harry, le cui mani stavano afferrando con delicatezza il suo polso sinistro.

Jeanine sentì il fuoco scorrerle nelle vene quando le labbra umide del ragazzo le si posarono sulla pelle, incontrando la superficie rosata e irregolare della ferita. Si lasciò scappare un sospiro misto a un debole gemito, mentre il tocco morbido e sconosciuto della sua lingua sfiorava la sua pelle. Alzò gli occhi e incontrò lo sguardo di Harry, completamente asciutto, a differenza del suo. Quando cercò di sottrarsi alla sua presa, Harry la trattenne. Salì con le labbra alla cicatrice distante solo pochi centimetri, baciando anche quella con un morbido schiocco.

Harry stava cercando di alleviarle il dolore che sentiva dentro. E ci stava riuscendo.

Baciò lentamente ogni sua vecchia ferita, percorrendo con le labbra il suo braccio con una delicatezza e un'intimità che non si sarebbe mai aspettata. Arrivò fino all'incavo del suo braccio, dove la pelle si ammorbidiva diventando più tenera e, soprattutto, intatta. Jeanine batté rapidamente le palpebre per cercare di dissipare le lacrime che le bagnavano gli occhi, abbassando lo sguardo sulle proprie ginocchia e sfiorando il collo di Harry con una mano. Lui sospirò sulla sua pelle segnata e Jeanine sentì un brivido di freddo percorrerle la schiena. Voleva risentire disperatamente il suo respiro sulla propria pelle. Accarezzò piano, esitante, la spalla di Harry, facendo scorrere le dita lungo il profilo che si incurvava piacevolmente verso l'alto. Harry socchiuse gli occhi quando le dita fredde di Jeanine gli passarono tra i capelli. Inclinò la testa all'indietro, respirando pesantemente e socchiudendo gli occhi. Non appena la mano della ragazza arrivò alla sua nuca, riaprì gli occhi.

Riportò lo sguardo sul viso pallido della ragazza. Adesso lo stava guardando, con i suoi grandi occhi azzurri pieni di emozioni e sentimenti contrastanti.

- L'altro braccio - mormorò con voce roca. Lei scosse la testa, attirando il braccio al proprio petto. - No - sussurrò piano.

Harry allungò la mano. Jeanine cercò di resistere alla sua forza, ma non servì a nulla. Riuscì ad afferrarle il polso e fece scivolare la lana nera in su, scoprendo la stoffa ruvida delle bende che coprivano il taglio fresco. Jeanine sussultò quando Harry passò delicatamente il pollice sulla stoffa candida che proteggeva il taglio recente, facendola rabbrividire per una fitta acuta di dolore. - Scusa - mormorò lui.

Ma le sue dita si aggrapparono al bordo delle bende. - Non farlo - mormorò. - Voglio vedere quello che ti ho fatto - disse a bassa voce Harry.

Lei scosse la testa. Sembrava disperata. - Non farlo, ti prego, non è stata colpa tua, te l'ho detto... ho avuto un attacco di panico...

Si zittì quando le labbra morbide e soffici di Harry si posarono sull'angolo della sua bocca. - Ssh.

Jeanine si morse il labbro e i verdi occhi di Harry si soffermarono su di esso. Avrebbe voluto tanto farla smettere posando la bocca su quella di lei. Ma non poteva.

Svolse con più delicatezza possibile le bende. Jeanine prese un respiro profondo e alzò il volto, facendo scivolare le labbra di Harry fino alla propria mascella.

Harry abbassò la testa. Abbassò la testa e prese con delicatezza il polso della ragazza, accarezzando la sua pelle con le dita. Stavolta, invece di baciare la ferita, posò le labbra sul profilo verdeazzurrino delle vene.

- Mi dispiace - mormorò. Jeanine deglutì. - Non è colpa tua - ripeté.

Harry alzò la testa e socchiuse gli occhi, fissando la scollatura profonda del maglione con occhi vitrei, senza nemmeno rendersene conto.

- Hai già baciato qualcuno? - chiese a bassa voce.

Jeanine annuì, ma proprio mentre lui stava per avvicinarsi girò il volto.

- Usciamo - mormorò tremante.

Lui annuì.

~ · ~ · ~ ♥ ~ · ~ · ~

23:49

- Karin?

Niall si sollevò dal letto, strizzando gli occhi per distinguere meglio la sagoma della ragazza. La luce era poca, quelle dei lampioni in strada arrivavano in poca quantità fino a lì. Karin era seduta sul bordo del letto, la schiena nuda e scura con qualche goccia di sudore a solcarla.

- Sì? - chiese lei, tesa.

Niall si mise seduto. Le coperte gli scivolarono di dosso, scoprendo il suo busto nudo e chiarissimo. Si passò una mano tra i capelli.

- Perché te ne stai andando?

Karin girò un poco la testa. I suoi occhi scuri erano bagnati di lacrime amare. Niall scivolò accanto a lei e le accarezzò la spalla.

- Non avrem...

- Sì invece - sussurrò lui. Karin posò la testa sulla sua spalla, senza preoccuparsi di coprirsi. Avevano fatto l'amore poco prima, si erano già visti nudi a vicenda.

- Ma...

- Io non me ne pento - sussurrò lui dolcemente. - Tranquilla.

- Se verranno a saperlo mi odieranno - la voce della ragazza tremava.

- Perché?

Karin sollevò il braccio e l'accostò al suo. Nero e bianco. - Sono nera, Niall. E sono andata a letto con te. Non è abbastanza? Non piacerò mai a nessuno. Mi insulteranno. Sporca negra. Ne approfitteranno per insultare te. Te e i tuoi amici.

- A me piaci così come sei - sussurrò lui. Le baciò la guancia e lei sorrise.

- Torniamo a nanna - sussurrò Niall.

Karin annuì e si accoccolò nuovamente al suo fianco. Ma stavolta non se ne andò.

Solo un desiderio || Harry Styles ||Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora