14.

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Jeanine si svegliò con il leggero rumore dell'acqua che scorreva nella doccia. Era ancora sdraiata sul divano, accoccolata sotto alla coperta, avvolta nel calore della serenità che Harry le aveva donato. Aprì gli occhi e sbadigliò, socchiudendo gli occhi come un piccolo gattino. Un improvviso sorriso le spuntò sulle labbra mentre scostava il plaid e appoggiava i piedi sul pavimento tra due pile di libri e cd.

Si passò una mano tra i capelli, alzandosi lentamente, ancora intontita dal sonno. Camminò verso il corridoio in direzione del bagno, ma una volta arrivata vicino alla camera la colse un piccolo capogiro. Chiuse gli occhi e barcollò, allungando una mano nell'aria.

Ma invece del vuoto incontrò un torace caldo. La sua mano premette sulla pelle tonica e leggermente umida del ragazzo, accarezzandola involontariamente. Jeanine arrossì e sgranò gli occhi mentre la risatina roca di Harry le raggiungeva le orecchie.

- Se volevi toccarmi bastava chiedere e mi sarei spogliato - la canzonò ridendo. Jeanine avvampò e distolse rapidamente lo sguardo dagli intrecci di linee e inchiostro davanti a lei. La voce rauca di Harry di prima mattina le fece quasi cedere le gambe.

Probabilmente lui se ne accorse, poiché le afferrò il polso e la attirò a sé, intrappolandola dolcemente in un abbraccio. Jeanine sentì le guance surriscaldarsi mentre veniva a contatto con il petto tatuato del ragazzo. Grazie al cielo le sue braccia muscolose avvolte attorno alla sua vita le impedirono di cadere.

- Hai fame? - chiese lei dopo qualche istante, rompendo quel silenzio così imbarazzato -da parte sua- e rilassato -da parte di Harry.

- Forse.

Un sorrisetto fece capolino sulle labbra del ragazzo, mostrando una fossetta. - Andiamo a mangiare fuori, ti va?

Jeanine annuì mentre si scioglieva a malincuore dall'abbraccio. Evitò di fissare le due rondini davanti ai suoi occhi puntando lo sguardo sulle proprie mani. - Faccio anch'io la doccia, posso?

La risatina di Harry le arrossò le guance. Socchiuse gli occhi quando la baciò sfiorandole soltanto le labbra.

- Guarda che è casa tua - le rammentò.

- Oh - si lasciò sfuggire Jeanine, battendo le palpebre. - Già.

Harry la baciò piano un'altra volta prima di accarezzarle la guancia e lasciarla sola nel corridoio. Le ci volle qualche secondo per ricordarsi come camminare.

Intanto Harry si stava infilando il maglione, dopo aver constatato che non odorava di sudore. Si passò una mano tra i capelli lunghi, raccogliendoli disordinatamente. Si sedette sul divano e scrutò curioso a terra i piccoli mucchi di libri, cd, dvd e fogli vari. Si chinò e prese la pila accanto al suo piede destro, spostandola sulle proprie gambe.

Sorrise nel vedere il primo cd.

Midnight Memories.

Lo scostò, trovando Hugo Cabret, sia il libro che il film, Pirati dei Caraibi, X.

- Le piace Ed - si meravigliò tra sé e sé. Sorrise. Aveva una persona da farle conoscere. Ed era a Boston per una fortunata coincidenza, in quei giorni. Afferrò il cellulare.

Ed, ci vediamo? Voglio presentarti una persona.

La risposta arrivò nemmeno un minuto dopo. Harry afferrò il cellulare prima ancora che smettesse di vibrare.

Dimmi dove e quando.

· · ·

- Oddio, Harry, dico davvero - si lamentò Jeanine, anche se stava cercando in tutti i modi di trattenere un sorriso. Lui sbuffò e come un bambino piccolo agitò le loro mani intrecciate.

Solo un desiderio || Harry Styles ||Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora