half past five| Amici d'infanzia

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T/N una ragazza forte ma debole dentro, con tante cicatrici, con ricordi a te mancanti, ti eri promessa che però non avresti permesso a tutti coloro che amavi ti farsi del male.
Era successo, nonostante tu abbia provato in tutti in modi ad evitare che accadesse, non ci eri riuscita, non eri riuscita a proteggere la tua migliore amica, la tua migliore amica, è vero, non è morta però se avessi agito prima, lei ora non avrebbe tutti quei segni sulle sue braccia, lei si era fidata di te e tu...te ne sei rimasta con le mani in mano.
Ricordi ancora come lei ti aveva detto ciò
"Avevo detto a mia madre di tagliarle gli artigli ma...sai è impegnata con gli altri animali"
"Ma mi sembra il minimo, fare la veterinaria è compilato..."
Quei tagli... erano delle forbici, erano troppo precisi.
Ti sentivi in colpa.
A scuola tu e le tue migliori amiche lo scopriste contro la sua volontà.
Tu le bloccasti mentre le altre due le alzarono di forza le maniche...aveva le braccia rovinate.
Ti sentivi in colpa...non eri riuscita ad evitarlo.
Tu T/N T/C una delle ragazze più ambiziose di tutto l'istituto, non sbagliavi mai, nessuno riusciva a correggerti, era perfetta ma adesso, era peggiore perché avevi fallito, proteggere una persona, non era così facile e tu lo sapevi... però in cuor tuo sapevi di aver tentato qualsiasi cosa, avevi parlato con i tuoi, insegnanti, eri andata persino in presidenza pur di far finire quello strazio di vita che aveva una delle tue migliori amiche, no, non potevi permetterti questo, era un'umiliazione per te, per il tuo orgoglio, che tu l'abbia voluto o no, ormai era troppo tardi, lei aveva quei segni e tu sapevi che era solo colpa tua, tua soltanto, eri l'unica a saperlo ed hai aspettato, hai esitato, per la prima volta riconoscesti il tuo errore, avevi sbagliato.
Continuavi a farti domande su domande:
E se continuasse a farsene altri?
E se fosse colpa mia?
E se le succedesse qualcosa?
Perché non ho avvisato i suoi genitori?
Perché cos'ho sbagliato?
Tu amavi la matematica e questa era come un'equazione con un risultato sbagliato, dovevi ricominciare per capire dove avevi sbagliato, l'unico problema? La vita non si può ricominciare.
Ormai la sua pelle era stata marchiata da delle forbici. Non eri arrivata in tempo.
Decidesti di staccarti un po' da questo posto, di stare da sola a pensare a te stessa.
Decidesti di andare alla stazione abbandonata, il tuo posto preferito.
Ti sedesti sulle vecchie ed non più utilizzate rotaie e, cominciasti ad ascoltare la musica più precisamente The Hills, amavi quella canzone, amavi ciò che ti trasmetteva, emozioni così forti e così contrastanti, poco dopo sentì un tumore molto forte, sobbalzasti per lo spavento e decidesti di andare a controllare, di nascosto, notasti un gruppo di ragazzi prendersela con un ragazzino palesemente più piccolo di loro ma più grande di te.
Non potevi permetterti più altri errori, decidesti di agire sul momento.
T/N: Ehy lasciatelo stare, lasciatelo in pace"
X: Ehy, guarda Jeon, hai una protettrice ahahah"
Y: non sa neanche difendersi da solo"
Questo fece imbarazzare quel ragazzo, la rabbia cominciò a prendere piede in me e cominciai a tirarne quanti più pugni potevo a quei ragazzi.
Riusciti a stenderli, ed ecco un altro motivo per cui tutti speravano di entrare nelle tue grazie, eri molto potente anche se non si andava a notare.
T/N: E-ehy..."
Dissi avvicinandomi lentamente a quel ragazzo impaurito.
Io: Non voglio farti del male..."
Lui ti guardò, i suoi occhi esprimevano una sola cosa...paura, lo abbracciasti e, lui lentamente ricambiò il tuo abbraccio.
T/N: Dai, vieni, ti ospito per oggi a casa mia ah, io sono T/N T/C e tu?" Gli chiesi sorridendo.
X: io sono Jeon Jungkook" disse lui in un sussurro, imbarazzato.
T/N: Oh bhe piacre!"
Jk: sicura non dia fastidio a casa tua?"
Tu anniusti.
Jk: ed i tuoi?"
T/J: bhe sono in un viaggio di lavoro, torneranno forse tra 2 anni"
Jk: oh e quando sono partiti?"
T/N: oggi"
Jk: allora sono contento di poterti fare compagnia"
Arrivammo a casa mia.
Facemmo molta più conoscenza, era di due anni più grande.
Jk: come mai eri alla stazione? Di solito una ragazza bella ed indifesa come te non dovrebbe andarci lo sai vero?"
Gli spiegasti la tua situazione, lui sorrise e ti abbracciò, ti sentivi protetta, al sicuro fra le sue braccia.
Cominciasti a piangere senza neanche rendertene conto, sentivi che di lui potevi fidarti.
Ma ancora non ti spiegavi una cosa... come mai sembrava conoscerti già da tempo?
Io: dai vieni, così ti disinfetto"
Dissi prendendogli la mano e portandolo in bagno, vicino al lavandino, notasti subito un particolare, il suo sguardo era diventato terribilmente teso.
T/N: J-jungkook"
Jk: dimmi"
T/N: Ma noi due ci conoscevamo già?"
Jk: O-oh bhe...è la prima volta che ti vedo" disse con una voce tremante.
Non gli credesti per niente.
T/N: è che mi sembri così familiare..."
Passarono due mesi e si, ormai eravate migliori amici e, lui si era "trasferito" a casa tua con la scusa "i tuoi non ci sono e non voglio lasciarti da sola".
Ormai eri cotta di lui.
Lo amavi, amavi il suo broncio, che faceva quando era arrabbiato conto e perché gli avevi detto per l'ennesima volta di non finire tutto il banana milk che avevi in casa.
Purtroppo era da una settimana che non lo vedevi, doveva andare da sua nonna che stava male.
Per te oggi erano finite finalmente tutte le lezioni e, a tua sorpresa notasti un esemplare di Kookie fuori ad aspettarti impaziente.
Gli sorridesti e, lui ricambiò, quel sorriso ti aveva letteralmente stesa.
Tu gli corsi in contro e lui aprì le braccia in modo da abbracciarti e stringerti a lui.
Ti sollevò.
Quando lui era presente, riuscivi a pensare a cose positive mentre quando era assente, lo era anche la tua felicità.
A rovinare quel momento fu una chiamata da parte di tua madre.
Ti disse che per questioni economiche, ti saresti dovuta sposare tra qualche anno, più precisamente, 5.
Tu inizialmente negasti però poi scopristi quello che sarebbe dovuto diventare tuo marito, Jeon Jungkook.
Un sorriso si formò sulle tue labbra così gli feci leggere il messaggio e, notando la tua espressione sembrò tranquillizzarsi.
Jk: T-t/N...devo dirti una cosa...ma andiamo in macchina"
Andaste nella sua auto.
Jk: Sai...devi sapere tutto, noi due in realtà ci conoscevamo già da tempo...solo che...poi tu ti dovetti trasferire...noi due non eravamo così amici... all'inizio mi era dispiaciuto molto la tua dimenticanza nei miei confronti però da un lato ne ero contento...hai evitato di soffrire ancora"
T/N: in che senso?"
Jk: T/N io sono il ragazzo che ti ha fatto quelli"
Disse indicando le tue cicatrici sul braccio.
E da lì cominciasti a ricordare tutto.
Jk: Mi dispiace..."
Disse lui asciugandoti una lacrima.
Ricordasti di come quel ragazzino all'elementari ti aveva trattata, lo odiavi così tanto però lo amavi allo stesso tempo.
T/N: Jungkook ti odio.












Però ti amo così tanto."

Dicesti tu sorridendo, e lui ti diede un dolce bacio sulle labbra.
T/N: Ma che ore sono adesso?"
Jk: Sono le cinque e mezza, dai andiamo a casa"
E detto questo lui fece partire l'auto, ritornando a casa.

A/A
Allora, il primo pezzo, parla di me... cioè io ho seriamente avuto un'amica con un problema del genere, lei è una delle mie migliori amiche che però non sono riuscita ad aiutare, scusami, ho fallito.
Ho deciso di scrivere comunque un immagina su questo per potermi sfogare.
Spero di esser stata chiara...se voi avete un problema del genere con dei vostri amici, ditelo, non aspettate, ve ne pentirete.
Detto questo vado a scrivere un nuovo immagina.
~Burty

𝐉𝐞𝐨𝐧 𝐉𝐮𝐧𝐠𝐤𝐨𝐨𝐤 ⁱᵐᵐᵃᵍⁱⁿᵃDove le storie prendono vita. Scoprilo ora