Ante Rebić's point of view
Al mattino mi svegliai sul mio divano in salotto. Accanto a me c'era una bottiglia di vodka mezza vuota, adesso sapevo perché mi faceva male la testa. Perfetto Ante, bevi alcol e oggi hai la partita.
Al momento non avevo voglia di qualsiasi cosa, ma volevo solo dormire. Ieri notte prima di 'annegare i sentimenti nell'alcol' andai al parcheggio dell'ospedale. Chiamai anche Mijat affinché portasse quattro gomme nuove ed insieme le cambiammo. Quando terminammo, lui se ne andò e velocemente feci lo stesso.
Ma prima di andarmene lanciai un'altra occhiata alla macchina e notai che appeso allo specchietto retrovisore c'era una delle sue collane con le conchiglie. Mentirei se dicessi che a quella vista non mi sentii felice, mi ricordò di tutti quei bei giorni a Spalato. Ante, smettila di pensare a lei.
Respirai a fondo e passai una mano sul viso. Avevo la sensazione che questa sarebbe stata una settimana difficile per me. Mentre mi dirigevo verso il bagno, sentii che qualcuno suonò alla porta. Probabilmente era solo il postino, non aspetto nessun altro.
"Che cazzo?", domandai stordito quando davanti alla porta vidi quei tre cretini, ma non in versione normale. Tutti e tre in testa avevano una parrucca bionda e Filip aveva addirittura del rossetto sulle labbra. Qual è il numero dell'istituto mentale più vicino?
"Ciao, io sono Tiffany!", disse Filip con voce femminile dandomi la mano. Gesù, si è anche messo lo smalto sulle unghie. Vedo che l'idea di tutto questo circo era sua, considerando che Luka e Mijat non mostravano nemmeno un pezzetto di entusiasmo.
"Io sono Tihana.", disse serio Mijat, il quale non si impegnava a fare la voce da donna. Continuavo ancora a guardarli perplesso.
"Ed io sono Tihomira.", disse Luka facendo finta di essere entusiasta di ciò che stava facendo. "Mi hanno dato questo nome perché mio papà aveva fatto una puzzetta mentre scambiava i geni con mia mamma."
"Voi non siete normali.", mormorai cercando di chiudere la porta, ma Filip la bloccò con una gamba. "Ho detto che dovete lasciarmi in pace con queste stupidaggini."
"Ragazzo, non sappiamo di cosa tu stia parlando!", esclamò Filip infilando la testa in quel piccolo spazio tra la porta ed il muro. "Siamo venuti qui per tirarti su di morale prima della partita così puoi segnare taaaanti gol!"
"Andate a fanculo. Questo circo non mi interessa, né mi può tirare su di morale, grazie, arrivederci.", dissi e lui sbuffò, poi si tolse la parrucca dalla testa.
"Va bene Ante, non ci sarà nessun circo, lasciaci solo entrare.", disse con la sua voce normale ed io alzai le sopracciglia. "Prometto che non faremo nessuna stupidaggine."
"Io ho portato un gioco di società!", esclamò Luka che era dietro Filip. Ricevette un sguardo confuso da Mijat che sembrava non volesse nemmeno essere qui. "È 'Non ti arrabbiare'."
"Molto divertente.", dissi sarcasticamente, poi li lasciai entrare. Se non li avessi lasciati, probabilmente per tutto l'anno si sarebbero comportati come delle puttanelle offese. Soprattutto Filip.
Lasciai che si accomodassero, mentre io andai sotto la doccia, cosa di cui al momento necessitavo. Dopo la doccia mi vestii con una tuta grigia e una felpa nera ed andai giù per le scale in salotto dove si trovavano quei tre, che stranamente erano tranquilli.
"Hey Ante, abbiamo una notizia interessante.", disse Luka alzando lo sguardo dal telefono e guardandomi.
"Quale?", chiesi un po' disinteressato e mi sedetti sulla poltrona di fronte a loro. Tutti e tre si scambiarono uno sguardo e poi mi guardarono.
"Tessa viene a Francoforte.", disse Mijat serrando le labbra. Tessa è una ragazza con la quale ho avuto una piccola, breve e non troppo bella avventura in Florida.
"Perché? Comunque, come l'avete saputo?", chiesi perplesso raddrizzandomi sulla poltrona. Spero che quella pazza non venga per me.
"Cretino, le hai dato il mio numero invece che il tuo quella sera in cui l'abbiamo conosciuta in discoteca.", disse innervosito il signorino che ogni giorno si comporta come se avesse il ciclo. "Viene perché è convinta che quello che avete avuto non è stato qualcosa di divertente, ma qualcosa di più serio."
"Probabilmente si aspetta che all'improvviso Ante si trasformi nel principe azzurro.", farfugliò piano Filip, a cui feci vedere il dito medio.
"Bene, semplicemente le daremo l'indirizzo sbagliato e problema risolto.", dissi nervoso ridendo. È bello che sappia che giochiamo con l'Eintracht e che esista una grande possibilità che non mi si tolga di dosso.
"Devi solo pregare Sant'Antonio da Padova affinché non trovi il tuo indirizzo. Sai bene che un po' pazza.", disse Luka e tutti e tre risero. A me non faceva ridere
"Un po'? Fratello, l'ha quasi convinto a fingere di essere Mickey Mouse a Disneyland!", disse a malapena Filip ridendo. Si, la ragazza lavora a Disneyland come Elsa e voleva che io fossi Mickey Mouse. Eh, cosa non devo incontrare nella mia vita.
Tonka Strinić's point of view
"Buon viaggio.", dissi abbracciando Korina. Sarà un po' noioso senza di lei in questi giorni, ma troverò qualche divertimento con cui tenere occupati i pensieri.
"Grazie, divertiti a lavoro!", rise ed io alzai gli occhi al cielo. Non vedo l'ora che arrivi la fine di questo tirocinio a Francoforte e di ritornare a Zagabria.
"Andiamo?", mi domandò Dominik, io annuii e lanciai un bacio a Korina ed uscii dall'appartamento.
Dominik subito portò un braccio sopra le mie spalle quando notò che iniziai a tremare dal freddo.
"Tu davvero non sei abituata a questo freddo." "Non sono proprio abituata alla neve.", lo corressi guardandolo brevemente, uscimmo dall'ascensore che ci portò al piano terra.
"Okay, a me sta bene. Almeno ho una scusa per abbracciarti.", mi lasciò un piccolo bacio tra i capelli e poi entrammo nella sua auto.
"Tattica interessante signore.", dissi allacciandomi la cintura, lui rise e accese il motore.
Lo guardai mentre era completamente concentrato sulla strada. Fisicamente era totalmente il contrario di Ante. Aveva i capelli il doppio più scuri, gli occhi marroni e probabilmente era anche più alto di lui. Del carattere non parlerò nemmeno da quanto sono diversi.
Il tragitto per l'ospedale fu tranquillo fino a quando non passammo vicino al grande stadio, conosciuto come Commerzbank Arena. Sbuffai quando vidi un grande gruppo di tifosi festeggiare accanto alla strada, rallentando il traffico.
"Oggi c'è la partita.", disse Dominik osservando tutti quei tifosi. Ce n'erano migliaia e tutto mi diceva che avrei fatto tardi.
"Lo vedo.", risposi brevemente e respirai profondamente. Non amo tardare.
"Potremmo andare anche noi ogni tanto a vedere le partite dell'Eintracht. Ci sono anche quattro calciatori dai Balcani nella squadra. Ecco, appena torno a casa, comprerò i biglietti per la prossima partita.", disse deciso e strabuzzai gli occhi. Dio Dominik..
"Bello.", risposi di nuovo brevemente e appoggiai la testa al finestrino. Spero in qualche modo di riuscire a non andare alla partita o forse sarò anche fortunata e Ante quel giorno non giocherà. Se Dio vuole, la fortuna sarà dalla mia parte.
Dopo un lungo tragitto finalmente arrivammo davanti all'ospedale. Ringraziai Dominik ed uscii dalla macchina, andando subito in direzione del parcheggio dove avevo lasciato la mia macchina. Ebbi un piccolo shock quando la vidi. Era apparentemente apposto con quattro gomme nuove.
Sospirai e mi guardai attorno. Quante altre volte ha intenzione di sorprendermi?
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Splićanka #2 ~ Ante Rebić (ITA)
FanfictionSPLIĆANKA - SECONDA PARTE «Dicono che il tempo curi tutte le ferite. Ma come fanno le mie a guarire se tu, la ragione delle mie ferite, sei di nuovo accanto a me?» ~ traduzione della storia di @pjacazivot ~ prijevod priče od @pjacazivot