Capitolo venticinque

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*(Y/N)'s POV*

"Sbrigati o verremo catturati!" sussurrò Bakugou con lo stesso modo in cui ci avrebbe gridato.

Eravamo nel bel mezzo della fuga. Dopo che Bakugou aveva posizionato una pietra nella fessura fra la porta ed il muro, fermandola dal chiudersi completamente. Avevamo usato tutta la nostra forza per aprire quella porta, o almeno la maggior parte di noi l'ha fatto. Mineta aveva solo appoggiato la schiena contro la porta non spingendola completamente. Infatti, Katsuki si arrabbiò moltissimo e lo scalciò via, chiamandolo inutile. Ma comunque, siamo riusciti ad intrufolarci nel castello, pregando di non scontrarci con nessuno durante la nostra uscita.

E posso ufficialmente dire che nonostante sia rimasta qui per 6 mesi, non abbia ancora capito come orientarmi in questo posto.

"Bakugou, quanto siamo vici--" venni fermata da una mano. La mano di Izuku, per essere precisi. Il suo dito coperto dal tessuto del guanto era gentilmente appoggiato sulle sue labbra, segnalando il bisogno di silenzio. Tolse la mano da davanti alla mia bocca e puntò il dito contro chi mi stava dietro, in segno di dire di stare in silenzio anche ad Ochaco ed a Mineta.

Mi girai verso di loro, che camminavano veloci e silenziosamente. Mineta, molto spesso, guardava dietro di se ed intorno. È passato un anno da quando è stato rinchiuso nella cella segreta. Aprì la sua bocca per parlare, ma seguendo ciò che mi disse Izuku, io gliela coprii.

"Shhh," feci ad entrambi, facendo pochissimo rumore, ma era abbastanza forte per farlo sentire loro.

Sperando abbia capito, tolsi la mia mano da davanti alla sua bocca.

"Perché siete tutti così zitti?" chiese Mineta con un tono di voce alto.

"Mineta!" lo rimproverai sussurrando. "Sta zitto!"

Inclinò la testa. "Perché? Stiamo giocando a nascondino? Se è così, le ragazze è meglio che si nascondano con me!" e diede uno sguardo compiaciuto a cui volevo proprio fare un pugno.

Bakugou si voltò immediatamente per vedere di chi fosse la bocca tanto chiacchierona. "Cosetto d'uva, ora impreco a Dio. Ferma quella patetica e piccola bocca che ti ritrovi."

"Hey, non mi aggredire così, stavo solo dicendo che le ragazze, ed i loro corpi, dovrebbero stare vicino a me per essere più protette!"

Sentii dei passi venire nella nostra direzione. Il mio battito cominciò ad accelerare. "R-ragazzi, non parlate adesso, ho sen-"

"Ugh! Non farmi vomitare," rispose Bakugou. "Nessuno è al sicuro con te intorno, Grape Fruit!"

"Smettila di chiamarmi così!" lo avverti il più basso.

Bakugou prese un respiro prima di quasi ridere. "Va bene, non ti chiamerò più così, anzi, ti chiamerò Grape Fruit, ma senza la G iniziale," gli disse. "quindi, adesso sei Rape Fruit, ti si addice, non credi?"

"Heh, carina questa Bak- Aspetta, non è importante adesso. Devo dirvi una cosa importante, quindi state zitti.

Un ombra si distese su di noi. Sentii ancora il mio cuore accelerare. "Sì, sono d'accordo, principessa. Sarebbero dovuti stare zitti lungo il tragitto, vi avrebbe aiutati." parlò una voce.

Non mi azzardai ad alzare lo sguardo, nessuno lo fece. Ma la voce... era così... familiare. Ed era fin troppo felice e gentile. Non poteva altro che appartenere a:

"Capelli di merda, fottiti!" esclamò Bakugou.

"Kirishima," festeggiai io, ma tornai subito ad un'occhiataccia. "Hey, perché lo avresti fatto. Ci hai colti in metà del percorso verso la fuga con un mini attacco cardiaco."

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