Capitolo ventotto

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(T/n) pensò che il viaggio sarebbe stato calmo e tranquillo, data la strada che avevano scelto di prendere, ma si innervosivano sempre più mentre si avvicinavano alla capitale, le sue mani presto divennero bagnate dall'ansia, tutto stava diventando così vivido e crudo per lei. Sapeva già in precedenza delle cose che le erano state raccontate, di quanto Shouto aveva combinato forzatamente. Ma era davvero pronta a vederlo con i suoi stessi occhi? Era davvero pronta a vedere la realtà della situazione?

Deglutì così forte da farlo sentire, al lontano, Kirishima, che stava dal lato opposto al suo. Mineta russava e si appallottolava come un bambino sul suo braccio. Kirishima provò a regalarle un piccolo sorriso.

"Siete nervosa?"

(T/n) annuì silenziosamente. "Già... questa situazione mi spaventa,"

"È vero che potrebbe essere spaventosa, ma siete una ragazza forte e determinata, principessa. Avete già combattuto diverse volte contro vari avversari, quindi perché questo vi spaventa?"

Ella guardò le sue mani, solo tremolii. "Perché cosa accadrebbe se il mio nemico riuscisse a convincere e macchiare l'uomo per cui vivo e che amo? L'uomo che sto cercando di salvare."

Kirishima emise un respiro profondo, tristemente. Non aveva realizzato che quello poteva essere il motivo, che avrebbero dovuto combattere Shouto, se fosse stato così tanto corrotto, se spinto troppo verso il male. Inclinò il suo corpo verso la principessa. La testa di Mineta, nel frattempo, cadde dal movimento del ragazzo. La sua mano serrò la coscia di (T/n). "Non avrete niente da temere, principessa, non finché saremo con voi. Se dovessimo mai fallire nel tentativo di recuperare e salvare il principe, troveremo sicuramente un nuovo modo per farlo tornare nel uomo che era una volta. Giuro ogni parola che ho detto, ci metto mano sul fuoco."

Kirishima baciò il dorso della mano della ragazza in segno di promessa. Lei lo guardò dolcemente. "Grazie, Kiri," disse. "E puoi anche smetterla con la tanta formalità verso questa principessa, ormai siamo amici,"

Ridacchiò, e si stirò di nuovo indietro colpendo leggermente il capo della testa d'uva.

Quando la loro conversazione finì, e gli altri gradualmente si risvegliarono dal sonnecchiare, la loro destinazione stava cominciando a prendere strada nel paesaggio attorno.

Ma non era affatto una bella vista.

Bakugou tirò le redini, facendo rallentare il cavallo ad un trotto prima di fermarsi completamente al cancello di entrata. "(T/n) e voialtri... siamo arrivati" disse. "Preparatevi,"

Quelli nella carrozza scesero e rimasero in piedi di fronte alla città. "Oh...mio..." La principessa non riusciva a credere ai suoi occhi.

Quella dinnanzi a loro era la tanto importante capitale. Un posto dove si diceva che le strade erano ricolme di gioia e vitalità , un posto sicuro che adesso si era trasformato nel suo contrario, questo per dirlo nel modo migliore possibile. Si riusciva a capire che c'era stato un carnevale, o comunque una grande festa poco prima degli attacchi. C'erano decorazioni sparse e ormai distrutte e coriandoli sparsi e calpestati sul terreno, ma mai puliti da lì . Camminarono quelle stesse strade che avevano portato alla rovina e miseria , le immagini di persone terrorizzate e famiglie annientate non smetteva di fare irruzione nei loro pensieri per un secondo. Riuscivano a sentire la paura rimanente nei corpi delle persone morte ai loro piedi. Corpi di donne, uomini e bambini , sembrava di stare in un inferno terrestre.

(T/n) fece un passo verso un piccolo pupazzetto giallo, sembrava da un lato intatto, lo raccolse. Da un lato era davvero pulito, ma sentiva una presenza liquida dal lato opposto, fu lì che lo girò e il suo cuore si fermò ancora una volta. Era bagnato zuppo di sangue.
La ragazza fece un passo indietro, scioccata dalla crudeltà, senza neanche accorgersi di aver indietreggiato in una pozza dello stesso mare. Lo percepì soltanto dal rumore dell'impatto con il liquido, dopo che l'azione fu ormai terminata. I suoi urli vennero trattenuti dalla sua mano libera , che portò alla bocca, sconvolta. Le lacrime scesero disperatamente, come presto piagnucolarono anche gli altri.

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