Capitolo 18

1.7K 118 155
                                        

Clyde's pov

«Tu non mi piaci proprio.» Jessie mi rivolge un'occhiata di fuoco il giorno successivo, mentre mi sto infilando una maglietta pulita. Non mi interessa cosa pensa di me un coglione del genere, ed è già tanto che non gli ho dato un pugno stanotte. Purtroppo non ho portato con me la pistola, ma sarebbe stato bello puntargliela alla tempia, senza premere il grilletto, solo per vedere la sua espressione. Lui e Adam fanno uscire i lati peggiori e più masochisti di me.

Mi giro a guardarlo, con un sorriso ironico che mi incornicia la faccia. «Che grande coincidenza. Non mi piaci neanche un po' pure tu.»

«Ridi finché puoi.» Minaccia, quando sto per uscire dalla tenda. «Presto scoprirò i tuoi segreti e quando li dirò a Paris, lei non vorrà più avere niente a che fare con te.» Mi congelo sul posto. E se lui sapesse? Ha detto che scoprirà, ma se è un modo gentile per dire che sa già tutto? Questo potrebbe rovinare tutto. Strano come prima di pensare alla missione che andrà a puttane, penso a Paris. Se dovesse scoprirlo, tra noi sarà finita. Niente più sorrisi, niente più baci, niente più strette di mano o guance arrossate per qualcosa di dolce che le ho detto.

Mi giro verso Jessie, respirando a fatica. Cerco di non far vedere che ho sul serio qualcosa da nascondere, e che le sue parole mi hanno messo più ansia del dovuto. «Cerca quanto vuoi. Non ho nulla da temere o da nascondere.» Non è assolutamente vero, ho tutto da temere e da nascondere, ma di certo non posso ammetterlo. Decido di uscire da questa fottuta stanza di tessuto prima di sentire la sua risposta, perché so già che mi metterebbe solo più ansia. Paris mi aspetta vicino la sua tenda. Ieri alla fine non abbiamo più passato del tempo insieme, perché i professori hanno deciso di farci fare lo stesso un'escursione anche se era pomeriggio perché "abbiamo sprecato la mattinata in macchina". Non mi sono lamentato, anche perché eravamo tutti insieme, per cui ci limitavamo ad abbracciarci e a darci brevi baci a stampo. Stamattina, invece, abbiamo fatto un'altra escursione, dall'altra parte rispetto a dove siamo andati ieri. Domani avremo una specie di verifica di orientamento nella natura, nessuno ha capito bene di che cosa si tratta, ed i professori hanno detto che scopriremo tutti domani. Io ho saltato il pranzo per trovare un bel posto dove portare Paris. È il momento.

Non dovrei essere nervoso di chiederle di stare insieme: è per la missione. Ma sento che non è solo questo. Non ho mai avuto una ragazza seria, e nessuna mi è mai piaciuta nel modo in cui fa lei, per cui voglio fare le cose per bene questa volta. Forse il destino mi ha dato questa missione perché è la mia seconda possibilità. Sto vivendo un'altra esperienza del liceo, questa volta senza mangiare in mensa da solo, o senza trascinare ragazze negli sgabuzzini nei cambi d'ora. Adesso ho degli amici con cui passare le ore, con cui ridere mentre ci lamentiamo del cibo della mensa e un cuore da conquistare.

Sospiro quando me la ritrovo davanti. Ha dei leggings grigi e una felpa nera con la cerniera, mezza chiusa. Mi mordo il labbro per non sperare che sotto non abbia nient'altro. Di fatto cerco di sorriderle e di guardarla negli occhi mentre mi avvicino. Prima o poi morirò, o le dirò qualcosa di così strano che scapperà a gambe levate. «Ciao. Pronta per l'esperienza migliore della tua vita?» Lei ride e mette il braccio intorno al mio quando glielo porgo. Mi chiedo se Dylan le ha dato problemi ieri sera. Non ne abbiamo parlato.

«Ultimamente sei molto modesto.» Mi prende in giro, non sapendo che sono sempre così. In genere non penso quello che dico. Io mi sparerei al suo posto piuttosto che stare con me, e alcune volte non mi sopporto neanche. Se potessi molte volte mi allontanerei da me stesso. L'unica cosa che non posso negare è che fisicamente non sono niente male. Caratterialmente faccio schifo, invece.

«Stavo solo scherzando.» Le dico, cercando di essere dolce e giustificarmi. Ci manca solo che adesso cambia idea su di me e inizia a pensare quello che io credevo su di lei all'inizio, prima di conoscerla: che sono superficiale, egocentrico e noioso. Paris è tutto il contrario.

UndercoverDove le storie prendono vita. Scoprilo ora