Il tramonto riempì gli occhi di Lucia, e per qualche istante ne rimase incantata. Quando cominciò a guardarsi intorno notò che lei e Clara si trovavano ai piedi di una torre che faceva parte di una palazzo in uno stile completamente diverso da quello a cui era abituata Blu. < Sembra di essere in Marocco. > Affermò Clara guardando la grande struttura davanti a loro. A parte la torre il resto dell'edificio era costruito su tre piani riccamente decorati all'esterno con colori e fregi decorativi. Intorno a loro la sabbia copriva ogni cosa ma vi era una strada, l'unica cosa visibile in mezzo a quel deserto. Poco lontano videro un mercato con gente che urlava e comperava e decisero d'incamminarsi in quella direzione in modo da attuare la loro strategia. Velocemente calò la notte, la temperatura si abbassò e Clara, con solo una maglia, cominciò ad avere dei brividi per tutto il corpo, stavano subendo troppi sbalzi di temperatura visto che quando la fiaba era cominciata il sole era così cocente che Blu si pentì di non avere qualcosa per legarsi i capelli. < Guarda! > La donna indicò la cima della torre, due figure volarono fuori dalla torre con un grande fagotto fra le braccia e lo tenevano come fosse un'amaca. Andarono in direzione delle due compagne, e quando le sorvolarono la scena intorno a loro cambiò. Era nuovamente il tramonto ma il paesaggio era diverso, alberi di ciliegio erano ovunque, un fiumiciattolo scorreva vicino a loro e poco distante un palazzo rosso nel tipico stile orientale, dominava il giardino in cui si trovavano. < Cina o Giappone? > Chiese Lucia senza pensarci. < Non saprei, forse Cina? > Le rispose la donna. Le due camminarono per un po' nel giardino superarono un ponticello e si godettero la breve tranquillità. Anche lì a breve calò la notte e le due figure che avevano visto nell'altro paesaggio, arrivarono con il fagotto e lo portarono all'interno del palazzo. Lucia improvvisamente ricordò, conosceva quella storia. < So in che fiaba siamo, ma non vedo come possa aiutarci. > Disse a Clara che si era seduta sul piccolo ponte per riposare i piedi doloranti. La donna sospirò, si tolse gli zoccoli e intinse i piedi nella fresca corrente d'acqua. < Quindi? Che succede in questa fiaba? > Domandò con voce stanca mentre fissava il movimento della corrente limpida. < Non ricordo i dettagli, so solo che c'è un principe persiano e una principessa cinese, durante la notte delle... creature, non ricordo chi fossero, li portano l'uno nel palazzo dell'altro in modo di farli innamorare. > Anche Lucia si sedette, ma non mise i piedi a bagno. < Ovviamente succede e finisce con tutti felici e contenti. > Disse la ragazza. < Tranne noi. > Ribatté Clara appoggiando il mento a una bassa balaustra del ponte. < Già, tranne noi. Comunque questo vuol dire che la scena tornerà in Persia e poi di nuovo qui in Cina ma non so ancora quante volte. > Affermò Lucia rimettendosi in piedi.< Quindi non metterti troppo comoda. > Clara la guardò per qualche secondo, poi tirò i piedi fuori dall'acqua e li asciugò velocemente, rimise gli zoccoli ma non si alzò in piedi, così la ragazza si sedette ancora al suo fianco. < Stavo pensando all'indizio, cosa intende con "L'indizio non va cercato"? Insomma ci deve cadere dal cielo? Sono qui da cinque fiabe e ancora niente. Ormai sono quasi a metà. > Clara alzò la sua manica e con la penna nera passo un stecca orizzontale sulle quattro verticali che si era disegnata in precedenza, passò la penna alla ragazza al suo fianco e lei tracciò la sua seconda tacca al fianco della prima. Riconsegnò la penna alla donna ma lei rifiutò. < Tienila tu, io ne ho un'altra. > Lucia la ringraziò con un timido sorrise, incastro la penna nella tasca dei Jeans, poi tornò a guardare il castello. < Credo dovremmo separarci. > Disse Clara con lo sguardo rivolto verso il basso. < Ma come?! Tu eri così felice di non essere più sola! Ti prego no, io non voglio rimanere sola ho paura! > Lucia le prese il braccio, stringeva così forte che Clara temeva le rimanesse il segno delle unghie sulla pelle. La ragazza parlò con la disperazione nella voce e sul viso. La paura era tornata a posarsi sulla sua cassa toracica, come fosse un macigno. Non voleva rimanere sola. < Io posso esserti utile, conosco queste fiabe io posso aiutarti! > Clara si alzò e prese Blu per le spalle. < Lucia calmati, intendevo per esplorare. Dobbiamo trovare dei personaggi quindi potremmo dividerci e cercarli. >Lucia tirò un sospiro di sollievo e si mise le mani sugli occhi mentre cercava di far rallentare il suo battito, per un istante il terrore di essere nuovamente sola l'aveva uccisa. < Non lo so Clara, secondo me non conviene in questa fiaba. Rischiamo di rimanere intrappolate o non ritrovarci. > La donna mise le mani sul rosario e pronunciò una preghiera silenziosa, si fece il segno della croce e guardò la ragazza. < Hai ragione, allora andiamo insieme, io direi di tentare di entrare nel castello. > La scena ricambiò e tornarono sotto il sole persiano.
Cominciarono a vagare senza una meta precisa, avevano paura, temevano di non trovare un personaggio in tempo e dover rimandare la ricerca alla fiaba successiva. La notte arrivò e in breve si trovarono ancora in quel bel giardino, erano più distante dal castello questa volta, così cominciarono a costeggiare il limite del giardino che saliva in pendenza. Volevano raggiungere il palazzo cosa che non erano riuscite a fare in Persia a causa delle alte mura. Sentivano il rumore delle onde e arrivate quasi in cima si trovarono vicino a un burrone che finiva in mare, una caduta da lì e sarebbero morte. < Meglio allontanarsi dal bordo. > Lucia trascinò via la donna e ricominciarono a salire, ormai la strada era così in pendenza che si stavano arrampicando usando anche le mani. Avevano visto che una strada abbattuta portava al palazzo ma era sorvegliata da molti soldati, quindi avevano deciso di arrampicarsi per il giardino approfittando della vegetazione per rimanere nascoste. < Avanti Lucia. > Clara le porse la mano e la ragazza l'afferrò, ma inciampò su una radice e sbilanciò entrambe. Caddero, rotolavano giù per la collina fra alberi e arbusti, Clara urlò e Lucia si fermò bloccata per lo stomaco da un tronco. < Clara dove sei? > Urlò Blu. < Sto bene, sono qui. > Con la luce della luna Lucia intravide la sua compagna molto più giù rispetto a lei, inoltre era caduta giù dal dirupo ma fortunatamente vi era un tratto di terra che le aveva impedito di finire in mare. < Da qui vedo un villaggio, ci vediamo lì va bene? > Lucia si raddrizzò massaggiandosi la pancia per il dolore. < Si va bene. > Quando si alzò in piede si tastò le tasche e tirò un sospiro di sollievo quando sentì la presenza sia dell'inalatore che della penna, con calma cominciò a scendere il pendio cercando di non inciampare mentre si toglieva delle foglie secche dai capelli arruffati. Tornò nel deserto e ne fu felice, odiava camminare e non ce la faceva più. Si sedette a terra per riprendere fiato poi cominciò a cercare con lo sguardo Clara ma non la vedeva da nessuna parte. Si alzò e cercò al mercato e nei dintorni, tentò di sbirciare oltre la porta che portava al palazzo ma le due guardie la fecero andare via. Provò anche a parlare con loro ma non vollero dirle nulla. Sconsolata Lucia pensò che era esattamente questo il motivo per cui pensava che separarsi fosse stupido, certo il loro era stato un incidente ma sarebbe servito da lezione.
La scena cambiò ancora e Lucia ricominciò a scendere il pendio, aveva paura. Ora era sola e senza la certezza di ritrovare Clara, così l'ansia si fece largo e il respiro della ragazza divenne più affannoso. Il suo obbiettivo era raggiungere il villaggio che la ragazza riusciva a vedere grazie alla luce di molte lanterne di carta. Si ritrovò vicino al ponticello sul quale poco prima le due si erano sedute così cominciò a cercare l'uscita da quel giardino. Vide alcune guardie con delle torce che davano le spalle al giardino, Lucia raccolse un grosso sasso e lo lanciò nel laghetto poco distante poi si nascose dietro un albero, le guardie accorsero e lei sfruttò quel momento per scappare. Camminò fino a uscire dal giardino e si ritrovò ai piedi della collina sulla quale il castello spiccava in cima, davanti a lei una strada in terra battuta scendeva verso il villaggio ora visibile anche grazie ai raggi di luna. Dovette nascondersi dalle guardie che erano tornati all'entrata del giardino ma riuscì ad andarsene senza farsi vedere e cominciò a scendere verso il villaggio nella speranza di ricongiungersi con Clara o almeno di trovare qualcuno o qualcosa che l'aiutasse a decifrare l'indizio. Il paesaggio cambiò nuovamente, apparve il palazzo in pieno giorno, era mattina e dietro quelle mura si stava celebrando un matrimonio. Poco lontano, in mezzo alla grande distesa di sabbia, Lucia vide una figura, pensò fosse Clara ma notò che non aveva i capelli lunghi e i vestiti erano diversi. Lentamente si avviò in quella direzione, sperava potesse essere un personaggio a cui chiedere aiuto ma più si avvicinava più notava dei dettagli, era un ragazzo con una maglia grigia, una felpa blu e capelli castani. Gli abiti moderni le fecero capire che era come lei e Clara, qualcuno portato lì contro la sua volontà. Non riuscì a raggiungerlo perché quel suono le perforò nuovamente i timpani. Tutto si bloccò, degli uccelli nel cielo erano immobili per aria, persino la polvere sollevata da una leggera brezza si era bloccata intorno a lei, le uniche cose in movimento erano le anime intrappolate in quella fiaba. Entrò nella camera, non si mosse e lo stesso fece il ragazzo, il silenzio era spezzato dai passi di qualcuno, la ragazza si girò sperando fosse Clara ma non vide nessuno. Anche se non visibili molte altre figure erano presenti nella camera, alcune ferme e altre in movimento. Lucia e il ragazzo s'incamminarono l'uno verso l'altro, lei non voleva rimanere da sola e sperava che il ragazzo volesse collaborare. La ragazza si portò una mano alla tasca dei jeans dove teneva la penna e l'inalatore, rischiavano di cadere a causa della scarsa capienza delle tasche, poi rimbombò di nuovo quel suono e la camera scomparve.
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Un racconto per un'anima
FantasyQuando sei costretto a lottare per sopravvivere le fiabe non sono più magiche. Se i bambini muoiono mentre ascoltano le fiabe arriva una figura che gli propone un accordo, riavranno la loro vita in cambio di un'altra. Così Lucia si ritrova nei luogh...
