In un momento in un luogo
Federico spalancò gli occhi alzandosi di scatto, qualche vetro si conficcò nei suoi palmi e altri entrarono nella camicia nera che indossava. Scendendo dal piedistallo notò una teca distrutta come la sua e altre intatte, girandosi a destra notò Monica racchiusa in una di queste. Sembrava che stesse dormendo, gli ricordò Bianca neve, osservò il suo volto privo di ferite, notò anche i troni vuoti ma in quello dietro alla sua amica vi era una bambina. Anche lei dormiva ma seduta e composta, pensò dovesse essere la sorellastra che l'aveva sacrificata, come si chiama? Si chiese senza sapersi dare risposta, inciampò in un bastone da passeggio nero con il manico in ferro a forma di colibrì che rimise nel portaombrelli, girovagò per la bottega toccando oggetti e spolverando libri, un game boy, una prima edizione di "Lo strano caso di dottor Jekyll e di Mr Hyde", una guida di Parigi degli anni settanta. Montagne di cianfrusaglie che raccontavano secoli di una storia che nessuno era in grado di capire. Tornò dalle teche e osservò una porta sulla parete opposta, si avvicinò per aprirla ma il Canta Storie apparve di fronte a essa. Si guardarono studiandosi a vicenda, l'uomo aveva in mano una rosa blu che annusava distrattamente mentre si guardavano negli occhi. < Hai apprezzato le dalie rosse? > Chiese. < Cosa? > Non capiva di cosa stesse parlando, con un movimento del capo l'uomo indicò la teca dalla quale era uscito. Non lo aveva notato ma la base era coperta di grossi fiori rossi per lo più schiacciati, vide anche che Monica era sdraiata su dei fiori verdi che non aveva mai visto e nella seconda teca rotta vi erano moltissime violette. Nelle altre i fiori erano indistinguibili essendo tutti secchi e morti, privi di colore. < Non capisco. > Disse rivolgendosi di nuovo al Canta Storie. < Non devi. > Posò la rosa in cima a una pila di giornali ingialliti. < Ora? Cosa faccio? > < Ricominci a vivere. > Si spostò e aprì la porta al ragazzo che vi entrò senza fare altre domande.
Lunedì diciassette ottobre a Siena
Il dolore alla testa era molto forte, sentiva freddo ovunque e il rumore del lettore CD che continuava ad andare. Lentamente alzò la testa e vide l'airbag esploso e pieno del suo sangue, il naso si era rotto all'impatto, le luci illuminavano la strada e un altro veicolo poco distante era distrutto. Guardò alla sua destra e vide il corpo morto di Mario, anche lui era coperto di sangue, teneva gli occhi aperti e una grossa scheggia di vetro era conficcata nella sua pancia, allungò la mano e chiuse le palpebre al fratello. Federico appoggiò la testa nella stessa posizione ma con lo sguardo verso l'inesistente portiera alla sua sinistra. Non aveva la forza per chiamare un'ambulanza però ricordava che qualcuno l'aveva chiamata poco dopo l'incidente quindi chiuse gli occhi e aspettò l'arrivo dei soccorsi sicuro che suo fratello non si sarebbe più salvato mentre lui sarebbe tornato alla sua vita.
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Un racconto per un'anima
FantasyQuando sei costretto a lottare per sopravvivere le fiabe non sono più magiche. Se i bambini muoiono mentre ascoltano le fiabe arriva una figura che gli propone un accordo, riavranno la loro vita in cambio di un'altra. Così Lucia si ritrova nei luogh...
