Clara era ricoperta di fango, i capelli erano arruffati e sul collo aveva tanti piccoli graffi arrossati come se fosse finita in un cespuglio di rovi. Quando vide Lucia da lontano il suo primo pensiero fu di raggiungerla e abbracciarla ma quando vide le sue ferite il suo sorriso scomparve e corse ad aiutarla, la trovò sotto shock a terra coperta di sangue e sudore. S'inginocchio per essere alla stessa altezza della ragazza. < Lucia cos'è successo? > La donna avvicino le dita alla ferita sulla fronte per poterla esaminare, ma Lucia si ritrasse di scatto poi ricominciò a piangere. < Io volevo prendere il posto del protagonista, mi aveva avvertito ma io non l'ho ascoltato. Nella fiaba non succedeva nulla di simile, perché è diverso? > Clara non capiva, il discorso era troppo confuso e disordinato. La prese lentamente per i polsi e la fece alzare, la portò vicino alla riva del fossato poi bagnò una pezza che aveva rubato qualche fiaba prima e le pulì il viso. Lucia, in silenzio, si fece lavare e quando la donna di fronte a lei prese la sua mano destra per immergerla in acqua le tornò la sensazione di nausea al ricordo dei cadaveri, prese un respiro profondo e con calma raccontò l'accaduto. Dovette fermarsi a respirare molte volte, soprattutto ora che non aveva più il suo inalatore, quando arrivò alla parte dell'aggressione cominciò a singhiozzare e si portò le mani al ventre come per proteggersi. Clara, che aveva continuato a pulirla mentre ascoltava, si fermò e guardò verso i sui jeans notando uno strappo vicino alla zip, l'abbracciò stretta e poggiò il suo mento sulla testa della ragazza. < È successo anche a me e ti mentirei se ti dicessi che passera, perché non lo farà ma imparerai a conviverci e con il tempo forse le cose andranno meglio. > Lucia affondò il volto nella spalla di lei in cerca di conforto, si abbracciarono più forte, era inutile addolcire la pillola e loro lo sapevano. < Grazie Clara. >
Il rumore che precedeva la stanza cominciò ma le due figure rimasero abbracciate tutto il tempo e si staccarono solo quando la nuova ambientazione apparve. Clara prese subito la penna e si segno la sua ultima tacca e una nuova sulla pelle di Lucia. < Ti aiuto io, ti farò uscire Clara, lui mi ha detto che dobbiamo prendere il posto dei protagonisti. Prima mi sono ribellata e non ho seguito la storia per questo non ha funzionato ma stavolta ce la faremo e tu tornerai a casa. > Nonostante la generosità di lei la donna era riluttante, aveva perso le speranze ed era pronta a morire, dopotutto un collo che si spezza è una morte abbastanza veloce. < Non lo so Lucia, e se non funziona di nuovo? > La ragazza si alzò e le porse una mano per aiutarla. < Almeno ci avrai provato. > Clara accettò la mano e si alzò, erano su un sentiero in mezzo a un bosco di pini, un ruscello con una fontana incastonata nella roccia era alla loro destra. A pochi passi da loro il Canta Storie con al fianco un bambino le aspettava. Si avvicinarono e l'uomo baciò la mano di Clara con estrema delicatezza. < Mia cara, pronta ad andartene? > Lucia parlò ad alta voce. < Può ancora tentare, non è finita. > Lui la guardò con gli occhi colmi di gentilezza. < Certamente ma le probabilità non sono a suo favore, lo avrai notato anche tu mia cara Lucia. > Il bambino rimase inespressivo durante quello scambio di parole, poi posò lo sguardo sulla donna che aveva scelto da sacrificare. < Grazie, tu sei stata gentile con me, ma tanto mio padre ti avrebbe uccisa comunque lo ha già fatto in passato. Quando tornerò e sarò abbastanza grande mi vendicherò e la tua morte non sarà stata invano. > La donna era inorridita, questo bambino si era già macchiato del suo imminente omicidio e aveva intenzione di uccidere di nuovo. < Tu mi disgusti. > Il piccolo le sorrise e scomparve, il Canta Storie le guardò. < Tra poco saranno qui, non sbagliare stavolta. > Disse rivolto a Lucia per poi scomparire a sua volta, la ragazza aveva un espressione inorridita in volto nel pensare di nuovo a quello che le era successo. Si nascosero dietro a un albero ma restando vicino al sentiero in modo da avvistare immediatamente i personaggi. Aspettarono pochi minuti in silenzio, entrambe avevano molto a cui pensare, poco lontano udirono il suono di zoccoli sul terreno e il tintinnare delle redini. Erano due donne, una giovane vestita con eleganti e colorati tessuti mentre l'altra aveva abiti umili e semplici ed era più avanti con gli anni. La giovane donna chiese all'altra di scendere da cavallo per portare da bere ma questa si rifiutò, la ragazza scese e si avvicinò al ruscello. Lucia guardò Clara, con un dito indicò se stessa e la donna ancora a cavallo poi indicò la sua compagna e la giovane vicino al ruscello, con le mani contò fino a tre e poi scattarono. Lucia spaventò i cavalli in modo da far cadere la donna ancora in sella, quando cadde a terra la ragazza le fu addosso e le legò velocemente le mani con una le briglie che si erano sganciate per poi sbatterle la testa contro un sasso e la donna svenne, mentre Clara aveva circondato con le braccia da dietro l'altro personaggio che cominciò subito a urlare, poi venne legata e sotto posta allo stesso trattamento della donna. I due cavalli si erano calmati e aspettavano immobili al centro del sentiero, Blu osservò attentamente i due personaggi in modo da capire quale fiaba fosse, ispezionò le loro tasche trovando in quelle della giovane un fazzoletto con tre macchioline di sangue impresse nel tessuto. Aveva un sospetto che poteva confermare in un attimo, si alzò e andò verso i cavalli. < Quale di voi due è il cavallo parlante? > Chiese verso le due creature, Clara temette che la ferita sulla fronte fosse peggio di quello che pensasse e che la ragazza fosse impazzita. < Io, prendete il loro posto e muoviamoci, mi fate troppa pena. > La ragazza tornò dalla sua compagna. < Allora indossiamo i vestiti dei personaggi e andiamo, in questa fiaba la ragazza è una principessa e sta andando a conoscere il suo promesso sposo ma la damigella la costringe a darle i suoi vestiti per poter fingersi lei. Così la principessa finisce a fare la governante nel castello del suo principe ma poi la damigella viene ovviamente smascherata e vissero tutti felici e contenti. > Raccontò brevemente per informare la donna. < Quindi tu sarai la principessa, ora io rubo i vestiti a lei e tu metti quelli della damigella. Quando saremo al castello non saremo quasi mai insieme quindi non potrai contare su di me. Se tutto va bene quando alla fine della fiaba ti sposerai con il principe sarai libera. > Cominciarono a vestirsi, i corsetti furono la cosa più complicata e ci misero molto tempo a finire, poi rimisero le briglie ai cavalli e salirono in sella, avevano lasciato i due personaggi sul ciglio del sentiero riparate sotto a un pino. Non cavalcarono a lungo e non parlarono molto, l'ansia e la paura impediva loro di rilassarsi, Clara era terrorizzata che il piano potesse fallire e che sperare forse era troppo, Lucia invece si concentrava al massimo sul piano tentando di ricordare più dettagli possibili su quella fiaba in modo da non dover pensare a ciò che era accaduto nella fiaba precedente, se si concentrava sul piano non ci avrebbe pensato, e così le poche parole che si scambiavano erano delle spiegazioni di ciò che sarebbe successo.
Avvistarono un castello, era enorme e coperto di edera, un piccolo villaggio le accolse e molte persone si avvicinarono per guardarle, a Blu mancava il fiato a causa del corsetto, anche se non era molto stretto ma il peso degli abiti sommati alla scomoda posizione nella quale doveva cavalcare la fecero affaticare molto. Quando entrarono nel castello si presentarono al re e suo figlio, Lucia recitò la parte della cattiva damigella che si fingeva la principessa e Clara era stata mandata a fare lavori nelle stalle, la ragazza dovette far ordinare che il cavallo parlante venisse decapitato e che la sua testa venisse appesa nella scuderia. Lei non voleva ma questo era uno dei dettagli che si ricordava della storia e come con Barbablù l'atto fu più macabro di come veniva originalmente descritto, il sangue zampillò abbondantemente sia dalla testa che dal resto del corpo dell'animale che continuava a parlare come se avere la testa mozzata non fosse un problema, ma le iniziali urla di dolore riempirono le orecchie della ragazza e il sangue imbrattò il bordo del suo costoso abito, dopodiché lei fece un cenno a Clara per ricordarle di stare attenta e se ne andò. Per quasi tutta la fiaba rimase in una stanza vuota, sfortunatamente il suo personaggio appariva poco all'interno del racconto così dovette rimanere ad aspettare senza poter fare nulla. Guardava fuori dalla finestra aperta che dava sulle stalle per controllare come la sua amica stesse andando, non sentiva cosa diceva ma sembrava andare tutto bene. Con le mani allargò leggermente l'abito, era di un blu cobalto acceso, non sapeva datarne il periodo storico ma pensò potesse essere precedente al diciottesimo secolo, la parte superiore era un corpetto con delle maniche che arrivavano fino al gomito per poi aprirsi in un pizzo decorativo, il tutto era separato dalla gonna la quale nascondeva i jeans che ancora indossava, teneva il resto dei vestiti in una sacca rubata dalla sella del cavallo mentre erano nel bosco. Sperava di cambiarsi non appena ne avesse avuto l'occasione. Si grattò la fronte, aveva una'acconciatura che le tirava i capelli e le dava molto fastidio, si tolse la corona d'oro il cui peso le faceva male al collo. Seppe che la fiaba stava per volgere al termine quando due guardie vennero a prenderla per arrestarla, nascose la sacca sotto la gonna e si fece portare in una cella nei sotterranei, era sola.
Cominciò a sciogliersi i capelli e guardarsi in torno, c'era una finestrella abbastanza grande da poterci passare attraverso ma era molto in alto, l'unico altro pezzo d'arredamento era una panca di legno e in un angolo giaceva una bacinella di metallo abbandonata. Si slacciò la gonna lasciandola sul pavimento poi si mise la sacca in spalla e prese la panca, la posizionò in verticale sotto alla finestra poi sfruttando la ciotola e la forza delle sue braccia si issò sulla panca, rischiò di cadere quando sotto al suo peso il legno si crepò ma rimase intatto. Nella finestra c'erano delle sbarre molto sottili, cominciò ad allentarle girandole e tirandole in fuori e in dentro, la prima si stacco con facilità ma le altre quattro richiesero più forza, lentamente strisciò fuori anche se a causa dei suoi fianchi larghi s'incastrò per qualche secondo. Quando fu all'esterno vide che molti domestici correvano in giro con decorazioni per il matrimonio in mano, Lucia si avviò a testa bassa verso il bosco, lei e Clara avevano deciso di rincontrarsi ai piedi dell'unica sequoia presente. La ragazza passeggiò indisturbata fino ai confini del castello, uscì dalla porta principale e si diresse verso il punto di ritrovo. Raggiunto l'albero poggiò la sacca sulle sue radici e cominciò a slacciare il sopra dell'abito, dopo con l'aiuto di Clara avrebbe fatto lo stesso con il corsetto. Aveva cominciato a slacciare il filo di raso quando vide la donna correrle incontro con indosso l'abito da sposa. < Non ha funzionato! > Urlava, Blu si mise a correrle incontro quando il suono della stanza iniziò.< Lui è arrivato e ha detto che ho perso! > Erano sempre più vicine, entrambe allungarono le braccia per potersi raggiungere prima. < Non voglio morire! Io... > ma non finì la frase, il collo si girò bruscamente e un suono secco si fece spazio nell'aria. Lucia non riuscì nemmeno a raggiungere il cadavere di Clara, la stanza apparve e lei rimase sola nel buio con ancora le braccia alzate e le lacrime non le rigavano più il viso, ormai il dolore era una costante.
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Un racconto per un'anima
FantasyQuando sei costretto a lottare per sopravvivere le fiabe non sono più magiche. Se i bambini muoiono mentre ascoltano le fiabe arriva una figura che gli propone un accordo, riavranno la loro vita in cambio di un'altra. Così Lucia si ritrova nei luogh...
