COME AI VECCHI TEMPI
«Rimembravo narrazioni di personaggi frivoli e trogloditi con nostalgica simpatia; erano ricordi inadeguati per ciò che dovevo diventare, eppure mi piaceva pensare che un giorno avrei potuto leggere di nuovo queste storie raccontate ai più piccoli senza alcun tipo di fardello che potesse attanagliare il mio destino. All'inizio l'idea di essere una specie di eroe mi attirava, quasi ne fossi soddisfatto, ma i problemi cominciarono quando crebbi.
Più passava il tempo, più si evolveva dentro di me la concezione di responsabilità e subito pareva che i miei timori di essere inappropriato al mio incarico prendessero il sopravvento. Quando ero spaventato da quello che mi attendeva, mi rifugiavo in una delle storie che mi raccontava mio padre da piccolo, piene di personaggi bizzarri. Tra loro, ricordo ancora quell'avventuriero che partì verso terre ignote per apprendere le arti marziali: viaggiava in compagnia di un piccolo cane trovatello dal pelo arruffato, librandosi nell'aria in una bolla di sapone che usava per spostarsi da un luogo all'altro.
Da bambino sarei stato capace di trascorrere ore a pensarmi in una bolla di sapone volante. Chissà se era comodo o veramente divertente come credevo... ma non importa più ormai. Si cresce e con noi crescono e nascono tante altre preoccupazioni.
Strana, la vita: oggi sei qui e domani potresti trovarti chissà dove a fare chissà cosa. Io ne sono la prova.
Non avrei mai immaginato la mia situazione, né mi sarei immaginato a scrivere su un foglio i ricordi della mia infanzia. Ma è quasi piacevole.
Quando alla mia età si scrive del proprio passato pur conoscendo la quantità di rughe che hai in volto, allora puoi veramente dire di aver vissuto. È il mio caso.
È motivo di grande soddisfazione per me ricordare tutto della mia vita, anche i dettagli come l'uomo nella bolla di sapone. Significa che non ho voluto cancellare nulla di ciò che è stato ed è positivo: ciò che sono oggi lo devo a quello che ero ieri.
Questo diario è la prova del mio vissuto, nonostante le fatiche e le responsabilità che mi sono state affidate, non lo rinnegherei mai.
Sono riflessioni che non avrei mai fatto, un tempo: evidentemente col passare degli anni divento sentimentale... buffo come tutto possa cambiare senza il minimo preavviso. Cercherò di lasciare quante più memorie possibili in questo scritto, affinché tu, che stai leggendo, riesca a comprendere il mio trascorso e ciò che voglio trasmettere, i valori che voglio insegnarti.
Scrivere mi fa stare bene, è come uno sfogo e alla fin dei conti è come se stessi comunicando con te che vieni dal futuro. È quasi angosciante, a pensarci. Spero che tu possa apprendere dalla mia penna e riuscire nel tuo compito.»
Viktor richiuse delicatamente il diario di Xemnath.
Anche lui aveva tentennato molto riguardo al suo incarico; avrebbe preferito evitare tutto, ma alla fine era riuscito ad accettare il proprio destino.
Xemnath sembrava tenere al diario che stava scrivendo e auspicava che il prescelto lo leggesse.
Il giovane non sapeva più a cosa pensare: era troppo tardi per prendere qualsiasi decisione. Lui, Selene e Gabriel avevano fatto tardi, ma era l'unico a doversi ancora addormentare. Nonostante la stanchezza, qualcosa sembrava impedirgli il sonno, come il ronzare di un insetto fastidioso in un orecchio.
Infine, quando giurò di aver intravisto uno sprazzo di luce dalla finestra della camera, si abbandonò completamente sul letto.
******
STAI LEGGENDO
Viktor (Il Ciclo della Rinascita, Vol. 1)
FantasyRegno di Mirthya, Ciclo dell'Oblio. Le otto divinità, detentrici del potere degli elementi, crearono il mondo e le razze per condividere con loro la vita. Il tradimento di una di queste peró, scatena una guerra che coinvolge ogni essere vivente. È u...
