L' ESSENZA DELLA NATURA
Selene aveva da poco terminato la lezione con Elaine, quando, sul punto d'andarsene, fu fermata dalla donna.
«Per ora sta andando tutto molto bene, si nota il tuo precoce interesse verso l'arte bianca. Oggi, però, ti ho vista più volte distratta: c'è qualcosa che non va? Preferisco parlarne subito in modo da non complicarti le cose», disse lei schiettamente.
«Va tutto bene, sul serio. Non preoccuparti», rispose la ragazza stentando un sorriso.
«Riguarda lui, vero?», domandò ancora Elaine. Comprese d'aver colto nel segno dal suo silenzio. «Starà bene, è un ragazzo in gamba. Purtroppo un eletto non ha mai avuto storie d'amore semplici.»
«Questo non significa che le cose debbano andare male», marcò la ragazza, girandosi e osservandola con occhi lucidi.
Elaine sorrise amaramente senza rispondere e l'abbracciò a sé. «Ancora così giovane... non dovresti disperarti così tanto per amore, ragazza mia. So, comunque, che non si può ignorare ciò che ci dice il cuore, ma non posso esprimermi al riguardo. L'amore può essere qualcosa di bellissimo o molto doloroso e, nel dubbio, mi ritengo in debito con lui per non avermi mai trascinata a sé.»
Selene colse qualcosa di strano in quelle parole. Le sembrarono preparate, fittizie. «Dovrai rischiare se vorrai conoscere l'esito della sua azione», rispose Selene.
«Non oggi, giovane amica. Non ora.»
«Spero che il resto del tempo che manca per rivederlo passi più in fretta degli ultimi quattro giorni», si augurò la maga.
«Vedrai che riuscirò a impegnarti le giornate in modo da non farti sentire la sua mancanza», ironizzò la donna.
L'allieva sorrise di rimando, poi l'occhio le cadde su un blocco di scartoffie su un tavolo. «Sei troppo ordinata per lasciare tutti quei fogli sparsi sulla tua scrivania», osservò.
«Sono appunti e studi a cui Galaeth arrivò moltissimo tempo fa e cercavo di capirci di più, se si riuscisse ad andare a fondo della cosa si potrebbero compiere molti atti significativi per la lotta contro Zergh e darebbe manforte alle abilità dei membri della Stella.»
«Cosa riguarda, esattamente?», curiosò la giovane.
«Nulla che tu possa capire, al momento. Preferirei non andare oltre, sono ricerche a cui la Stella sarebbe molto dedita in caso di esiti positivi.»
Selene parve contrariata dalla risposta e resistette all'istinto di lanciarle una torva occhiata. «Affari segreti, a quanto pare. Rispetterò la vostra riservatezza», concluse, poi tornò verso la sua camera.
Si spogliò e si infilò la veste da notte, poi si mise sotto le lenzuola.
Impiegò molto ad addormentarsi, intrappolata dal desiderio di conoscere cosa stesse facendo il suo amato Viktor: quella notte era insolitamente agitata.
Dopo qualche ora, nonostante fosse riuscita a chiudere occhio e a combattere il senso d'agitazione che avvertiva, si svegliò.
Da Viktor portò i suoi pensieri a Elaine e a ciò che le aveva detto sugli appunti scorti nell'infermeria.
«Se risolvere il quesito di quegli studi significa aiutare la Stella, devo cercare di scoprire cosa contengono. Potrò aiutare Viktor e incentiverei a far andare le cose per il meglio... e lui tornerà.»
Non perse altro tempo e si portò oltre la porta della sua stanza,
Si fece strada sulla pietra scura e la via buia, le torce spente che trasmettevano un forte senso d'angoscia e claustrofobia.
La runa della luce sarebbe stata molto utile, ma non l'avrebbe adoperata fino nell'infermeria: la prudenza non era mai troppa e nei corridoi avrebbe potuto trovare qualcuno a fare una ronda notturna. Arrivò all'infermeria e, aperto lentamente il portone per non far rumore, s'infilò nella stanza lasciandolo socchiuso.
«Laina», disse illuminando la scrivania di legno sulla quale vi erano gli appunti.
«Avrei dovuto spostarli da lì, immaginavo che saresti venuta», la colse in flagrante una voce alle sue spalle.
Elaine accese una candela sulla scrivania e si sedette su uno dei letti ordinatamente posizionati nell'infermeria.
«Volevo solo aiutare, perdonami», si scusò Selene, voltandosi per guardarla in viso.
Elaine assentì con un cenno del capo. «Quegli studi mostrano una nuova essenza. Un nuovo mana da cui è possibile attingere forza per accrescere il potere delle arti arcane.»
Selene cadde in un visibilio interiore, esprimendolo con nient'altro che uno sguardo stupito e al contempo incerto.
«Questo... questo significherebbe poter utilizzare una seconda essenza oltre a quella che possiede ogni individuo? Gli incantesimi assumerebbero una potenza inaudita, o se ne potrebbe limitare l'intensità per avere a disposizione una gamma doppiamente più vasta d'incantesimo.»
«Esatto. Gli studi parlano in particolare dell'essenza della natura, un'energia di cui non si può abusare ma che il pianeta stesso rigenera. Il motivo per cui non si può eccedere nell'uso di tale fonte di potere è ovvio: la terra ne risentirebbe.»
«E qual è il problema nell'utilizzarla con criterio?», arrivò al dunque Selene.
«Il problema non sta nell'utilizzarla con criterio, ma nella capacità stessa di farne uso. Non sappiamo come ampliare la nostra volontà in modo da attingere a tale sorgente arcana. A questo lavoriamo da ormai troppo tempo: un aiuto molto grande potrebbe essere estendere la potenza magica in questo modo, ma non c'è verso di farlo, per ora.»
Seleneosservò Elaine nella luce della candela ormai morente e, dopo uno scambio disguardi d'intesa, capì che la notte stava passando troppo rapida e cheentrambe avevano bisogno di riposare per sostenere l'incalzante giorno ches'incamminava verso di loro.
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Viktor (Il Ciclo della Rinascita, Vol. 1)
FantasiRegno di Mirthya, Ciclo dell'Oblio. Le otto divinità, detentrici del potere degli elementi, crearono il mondo e le razze per condividere con loro la vita. Il tradimento di una di queste peró, scatena una guerra che coinvolge ogni essere vivente. È u...
