'Cause there we are again in the middle of the night
We're dancing 'round the kitchen in the refrigerator light
Down the stairs, I was there
I remember it all too well
-Taylor Swift
Ancora, ancora e ancora.
«Hai voglia di ballare?» Gli domandò leccandosi via un po' di salsa dalle labbra, aveva cucinato per lei tutto il pomeriggio, cercando in ogni modo di far durare quei momenti il più a lungo possibile. «Non ne sono capace» rispose scuotendo la testa, era completamente negato con il ballo, persino fare due movimenti coordinati gli risultava un'impresa impossibile. «Guarda ti faccio vedere» disse tirandolo per il braccio. «Devi solo ondeggiare» Gli legò le braccia al collo mentre lui le posizionò sulla sua vita «ora un passo a destra ed uno a sinistra» disse avviando la ripetizione casuale su Spotify, le sue mani scesero lungo il fondoschiena «questo non te l'ho insegnato» disse a un passo dalle sue labbra «è il prezzo da pagare per avermi obbligato a ballare» disse muovendo le mani lussuriose «ora fammi girare» improvvisarono un casquet assolutamente deludente, il cui epilogo fu la caduta di Alessandro sul corpo di lei «ti avevo avvisata» disse con le guance leggermente arrossate per l'imbarazzo «diciamo che ho avuto compagni di ballo migliori, però potrei apprezzare l'impegno» lo prese in giro interrompendo la musica.
«balla per me» imitò la richiesta che aveva ricevuto qualche ora prima «non posso darti qualcosa che tu non mi hai dato» lo guardò dritto negli occhi, con la speranza di provocare un piccolo cambiamento in quel ragazzo che conosceva a stento. «Suonerò per te, alla fine di questa giornata»
Bugiardo.
«Non ti credo» affermò indicando il pianoforte in modo perentorio. «Lo faremo insieme» continuò lei convincendolo inverosimilmente. Alessandro si sedette al pianoforte e le lasciò scegliere uno spartito. «Questo» indicò Straordinario, lui si fece coraggio e iniziò a suonare, cercando di ricordarsi persino il testo.
E saliremo insieme sopra il cielo,
a piedi nudi, mano nella mano,
andiamo dritti fino al paradiso
e un po' più su
Dove tutto intorno esplode l'universo,
ed io che vedo solo il tuo sorriso
che fa sembrare tutto straordinario
come te.
Danzò guardandolo negli occhi, sfiorandogli il volto e qualche volta anche l'anima, gli strappò il respiro e rubò una lacrima di liberazione che restò un segreto per entrambi, si sentirono liberi, due sconosciuti liberi in un salotto troppo piccolo per due anime così grandi.
«Quando hai iniziato a cantare?» erano nudi tra le lenzuola, la luna dalla finestra che spiava la Luna tra le lenzuola, chi riflettesse più luce sarebbe rimasto un'enigma. Le sembrava di aver assorbito tutta l'energia di Alex, due estranei con le mani intrecciate che si raccontavano segreti «ero molto piccolo quando mio padre ci abbandonò lasciando una camera piena di vinili, iniziai ad ascoltarli uno per uno, mi arrampicavo tra gli scaffali pur di prenderli tutti, volevo renderlo fiero, volevo che tornasse» Alessandro iniziò a raccontare mentre con le dita disegnava cerchi sul suo addome «lui non è mai tornato, un giorno ascoltare la musica divenne limitante, capii che la musica sarebbe dovuta nascere da me, così iniziai a cantare, registrai tutte le mie canzoni su un mp3 e lo inviai a mio padre» si fermò guardando il soffitto, non aveva mai raccontato quella storia ad alta voce e per la prima volta provò il dolore di ammettere il fallimento. «Lui rispose con una mail, disse che avrei dovuto concentrarmi sulla scuola, studiare e crearmi un futuro, che la musica dava da mangiare solo a chi lo meritava davvero e di quel passo sarei morto di fame» lei non disse niente, lo strinse il giusto per assorbire il bocciolo di quel dolore. «è per questo che non suoni per nessuno?» chiese «ho lottato tanto per la mia musica, condividerla significherebbe non rendere giustizia ad una battaglia persa in partenza» «é la tua vita Alessandro, nessuno può decidere al tuo posto» azzardò a dire lei, cercando di sfondare inutilmente una porta blindata.
«credo che dovresti andare» Ruppe quell'incantesimo di tenerezza, la luna si oscurò.
«Tu hai paura, sei paralizzato» la voce carica di delusione «tu non mi conosci».
Eccole lì, le conseguenze di alzare la mano ed esprimere la propria opinione che si prendevano beffa di lei, ridevano a squarciagola.
È una vita di bugie la tua
Si rivestì con la stessa velocità con la quale lui l'aveva spogliata, riprese le scarpe e quel pezzo di anima che aveva posato tra le lenzuola.
«Ciao Alessandro» non ricevette risposta.
Ma lune, resta ancora un po'
non ebbe il coraggio di dirglielo, la lasciò andare stringendo tra le dita tutto ciò che di più puro era riuscito a rubarle. Il dolore negli occhi ora lo riconosceva e lui era come tutti gli altri, capace di tirare con tutte le forze possibili per poi mollare la presa ad un passo dal traguardo. Avrebbe dovuto ascoltarsi di più, capire l'errore prima di farla inciampare, serrare le finestre per prevenire la tempesta.
Il rumore della porta lo fece sussultare, fu la prima volta in cui quell'arcobaleno di colori che straripava dalla sua essenza si dipinse di nero, il primo momento in cui comprese di avere paura. Capì di avere paura di amare qualcosa che non fosse passiva, paura dei no della vita, paura della musica che ormai non costruiva ponti ma alzava muri. Non sapeva niente di lei, non aveva il suo numero di telefono né una referenza che potesse ricondurlo alla sua persona, aveva perso la sua occasione.
Trovò il coraggio di uscire da quella camera che ormai pullulava di pensieri solo il giorno dopo, si avvicinò a tutto ciò che gli era rimasto: il suo pianoforte, e trovò l'ultima cosa che avrebbe potuto aspettarsi, sullo sgabello c'era un biglietto strappato di fretta, la scrittura tremolante ma decisa.
Se mai dovessi smettere di avere paura, casting amici 2021 :) J'espère te revoir, beau et damné. -Ta Lune
STAI LEGGENDO
Sweet Creature /Alex Wyse/
FanfictionLuna e Alessandro, un'irrimediabile incognita che nessuno sarebbe mai stato in grado di risolvere. Erano una vertigine, un tornado che avrebbe condotto alla catastrofe, avevano vent'anni e tutta la vita davanti per cadere.
