E ti ho cercato in ogni angolo, in ogni posto, in tutte quelle storie che mi mettevo addosso
le provavo ad aggiustare sempre ad ogni costo
ma non mi stavano bene.
Ti prego adesso non pensare a cosa ne sarà, guarda quanto è bella da lontano la città
che ci sembra quasi un'isola vista da qua
mentre noi siamo il mare.
Rimani qui se il mondo cade
fino a che tutto sembrerà solo un punto lontano
e forse è vero come dicono
l'amore a volte è strano
e mentre il traffico si muove,
e sopra gli alberi le foglie cambiano colore
non dirmi che sei triste
Per forza esiste almeno una storia che se nasce poi non finisce
-Alessandra Amoroso
Quant'era bello guardarlo dormire, mentre stringeva le labbra e si teneva una mano sul volto. Adorava essere stretta da lui durante la notte, incastrare le gambe tra le sue e sfregare il nasino sul suo petto, era bello muoversi assieme, come fossero una persona unica. Quando lui faceva un brutto sogno era solito premere involontariamente i polpastrelli contro la sua vita, Luna puntualmente si accorgeva di questa azione e ormai ne aveva compreso il significato, così ogni qual volta che l'evento si verificasse iniziava ad accarezzargli il volto, osservandolo rilassarsi lentamente tra le sue mani a tal punto da intravedere l'accenno di un sorriso.
Mai ho amato qualcosa che fosse diversa dalla voglia di conoscere l'amore, farmi attraversare in ogni meandro del mio corpo dalla follia dei gesti che quel sentimento potesse destinarmi.
Lei c'era, c'era anche quando lui non lo sapeva, e lo conosceva meglio di chiunque altro, per questo non esitò, una notte mentre lui dormiva a schiudergli la porta del futuro, sperando che lui la potesse sfondare. Caricò, furtivamente, quasi come stesse commettendo un reato la traccia di Sogni al cielo sul suo cellulare e inviò una mail alla redazione di Amici di Maria De Filippi.
É una candidatura indiretta, che probabilmente pagherà il prezzo di una rottura, ma questo cantante merita più di chiunque altro
con amore, Luna.
Quella mail fu inviata con il respiro bloccato a mezz'aria, le mani tremanti e il corpo dormiente del ragazzo stretto a lei e come ogni miglior sogno al cielo rimase un segreto.
«Che fai sveglia?» la voce impastata di Alessandro la fece sussultare «non riesco a dormire» si voltò verso di lui, occhi dentro occhi «ho fatto un sogno orribile» le confessò guardando da un'altra parte «lo so» rispose «come lo sai?» corrucciò le sopracciglia, lei scostò la maglietta mostrandogli dei segni rossi sul fianco «ogni volta che fai dei brutti sogni stringi questo punto» confessò «cazzo Luna, mi dispiace» accarezzò lentamente quel punto violato dagli incubi «non lo fai di proposito» lo rassicurò, poi avvicinò le labbra al suo orecchio «puoi sempre darci un bacino, magari passa» lo provocò, distogliendo l'attenzione da ogni senso di colpa malsano che stava correndo nella testa del ragazzo «non lo so, devo pensarci» fece scorrere le dita lungo le sue cosce «forse così riesci a vedere meglio» spinse leggermente i leggins neri verso il basso, scoprendo completamente il fianco «ancora non vedo bene» iniziò a muovere le dita sulla sua intimità, coperta dal tessuto dei leggins «e tu da quando dormi vestita?» notò quel particolare, era la prima volta che Luna non fosse vestita solo della sua pelle «ieri hai dimenticato la finestra aperta» disse «mi ricorderò di serrarle per il resto dei miei giorni allora» rispose mentre lei lo aiutò ad eliminare quel tessuto che era diventato il loro unico intralcio «sto aspettando il mio bacino di pronta guarigione» lui scese con le labbra contro quel punto arrossato, iniziando a depositare leggeri baci, le sue labbra umide la fecero rabbrividire e si maledì per quella richiesta che l'avrebbe condotta direttamente all'inferno «guarita?» le chiese con la guancia poggiata contro il suo ventre «forse vedo arrossato anche qui» Alessandro scostò il tessuto delle mutandine depositandole un bacio nella regione inguinale «Ale» lo sgridò «ti sto curando» utilizzò le mani per divaricare le sue cosce «non ho mai avuto dottori del genere» lo schernì «menomale, perché altrimenti avrei dovuto commettere un pluriomicidio» il suo respiro le si incastrò tra le cosce «finiscila» arrotolò una ciocca castana tra le dita, tirandola quando la sua lingua iniziò a danzare dentro di lei, avvolse le cosce attorno alle sue spalle spingendo il bacino contro le sue labbra per accompagnarlo nei i movimenti «sei un angelo della morte» si passò un dito fra le labbra ripulendosi dal suo sapore «il tuo preferito» rispose mente lui la fece girare a pancia in giù, per ammirare la sua purezza schiudersi «non mi piace questa posizione» ammise «perché?» domandò avvicinandosi alla sua entrata «voglio guardarti negli occhi» disse voltandosi ancora «a me in realtà piaceva» le tirò uno schiaffetto sul sedere «questo è perché sei un porco» si rimise nella posizione precedente, sottomettendosi a quel volere che in realtà le piaceva da morire «hai cambiato idea?» le afferrò i fianchi «sono lunatica» alluse al suo nome spingendosi verso di lui che entrò facilmente in lei «i capelli Alessandro» lo invogliò a tirarle i capelli «poi sarei io il maniaco» la prese in giro. Quelli erano loro, capaci di scherzare anche durante quei momenti «stai zitto» lo ammonì gemendo, bilanciando il peso del suo corpo tra i polsi e le ginocchia «io zitto non ci sto mai» strinse i suoi capelli in un pugno beandosi dei suoni che uscivano dalla sua bocca «ti amo quando fai così» esordì godendo del potere che lui stava esercitando sul suo corpo, era completamente sua «che?» Alessandro arrestò movimenti uscendo di colpo dal suo corpo «perché ti sei fermato?» chiese confusa «hai detto quella parola» iniziò a balbettare «ti amo?» aggrottò la fronte «sei impazzita? Non la ripetere» disse sottovoce, come se fosse qualcosa di dissacratorio «Tu sei tutto scemo, e poi ho detto che ti amo quando ti comporti in questo modo, non sempre» gli tirò un pizzico sulla fronte «ti rendi conto di aver interrotto il miglior sesso di sempre?» chiese «ora hai detto sesso» disse digrignando i denti «ti spaventi per un ti amo e poi non posso usare la parola sesso?» quei giochi la stavano confondendo «certo, noi facciamo l'amore però è vietato amarsi» l'incoerente ovvietà di quelle parole la spiazzò «se lo dici tu» si spinse di nuovo verso di lui, per completare quella melodia che avevano suonato per metà «lo dico io, lo dico io» le strinse i capelli nuovamente «non prendermi i capelli, altrimenti potrei pronunciare di nuovo dire quella parola» lo prese in giro mordendosi le labbra per non lasciare che i suoi gemiti lo soddisfacessero «allora tagliateli» due stupidi che si amavano da morire, ma che giocavano tra silenzi.
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Sweet Creature /Alex Wyse/
FanfictionLuna e Alessandro, un'irrimediabile incognita che nessuno sarebbe mai stato in grado di risolvere. Erano una vertigine, un tornado che avrebbe condotto alla catastrofe, avevano vent'anni e tutta la vita davanti per cadere.
