24. Solo nelle stelle

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Luna ti ho vista dappertutto
anche in fondo al mare,
ma io lo so che
dopo un po' ti stanchi di girare
[...]
Son pieno di contraddizioni
che male c'è
adoro le complicazioni
fanno per me
non metterò la testa a posto mai
[...]
Luna non dirmi che a quest'ora tu già devi scappare
in fondo è presto
l'alba ancora si deve svegliare
bussiamo insieme ad ogni porta
se sembra sciocco cosa importa
Luna!
Jovanotti

Quando una donna è in difficoltà, ogni richiesta d'aiuto è dissimulazione. Una faglia si crea sul terreno delle responsabilità, da un lato le vittime, dall'altro i carnefici.
Ma Luna, che a soli diciott'anni osservava inerme un test di gravidanza era vittima delle sue scelte oppure carnefice del suo destino?
Il fiato si era spezzato, gli occhi si erano serrati per il terrore di scoprire il risultato. Era proprio in quei momenti che la mancanza della sua mamma si faceva prepotente, probabilmente lei l'avrebbe sgridata fino a perdere il fiato, poi si sarebbe avvicinata placidamente, l'avrebbe stretta e sussurrato fino allo sfinimento che tutto sarebbe andato per il verso giusto, che la vita è troppo dura per essere vissuta da soli e che in due si sta meglio. Ma era sola, gli eventi l'avevano derubata dell'affetto materno e dell'amore della sua vita. Era sola e la vita non aveva il coraggio di affrontarla.

Ci vollero giorni di agonia, per convincersi a prendere tra le mani quel dannato test, neppure un messaggio di Alessandro. Ore dopo fu lei, tra i singhiozzi disperati a digitare il suo contatto.
«Rispondi» lo sussurrava quasi fosse una preghiera, l'ultimo ballo, l'ultima speranza.

Inutile dire che tutto ciò che gli rimase tra le mani fu una chiamata respinta, lei portava in grembo l'errore del loro amore, lui non aveva neppure il coraggio di rendere onore al loro tempo. 

Richiamami
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Ale è importante
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Alessandro era stato investito dall'egoismo, come tutte le volte in cui aveva paura «dovresti risponderle». Luigi, un ragazzo che aveva conosciuto proprio in quei giorni di quarantena indicò il cellulare con un cenno del capo. Era al corrente di tutto, Alessandro i suoi dolori aveva bisogno di condividerli e Luigi si era trasformato in un intimo confidente. Non lo aveva criticato, non lo avrebbe mai fatto, ma aveva cercato di portarlo sulla strada giusta, quella delle responsabilità, in cui la donna che ami la tieni stretta al petto anche durante la tempesta.

«E se fosse incinta?» si strofinò le mani sul viso «non lo scoprirai mai se non rispondi» se solo, per un attimo, un secondo avesse smesso di pensare, quella storia avrebbe avuto una trama diversa.
«Forse è davvero importante» sussurrò leggendo i messaggi «la richiamerò» sviò la situazione rifugiandosi in balcone per una sigaretta «ehi» Luigi lo seguì «fa' la cosa giusta» disse prima di allontanarsi. Ancora due giorni e avrebbero affrontato le selezioni e per quanto la musica fosse il suo antidoto, un peso gli si era insinuato nello stomaco. Che fare?

Luna si rifugiò dall'unica persona che paradossalmente avrebbe potuto aiutarla, Marzia. Tutte le strade riconducevano a lui, ma quella donna era l'unica ancora alla quale avrebbe potuto aggrapparsi, l'unica figura materna che aveva intravisto nella nebbia. Suo fratello non doveva saperlo, Alessandro la stava evitando, tutto vorticava intorno a lei, con le spalle al muro durante un uragano. «Luna, tesoro. Entra» Marzia la accolse in casa «ciao Marzia» la salutò spaesata «vieni, ti faccio un caffè?» domandò dirigendosi verso la cucina «Marzia devi aiutarmi» disse a bruciapelo facendo paralizzare la donna «che succede?» afferrò una cornice che ritraeva Alex da bambino, quant'era bello con gli occhi da sognatore e le guance paffute, quant'era bello quando aveva il coraggio di essere felice. Posò la cornice, tentò di rispondere ma un singhiozzo le bloccò la parola «tesoro, stai calma, siediti» la fece accomodare sul divano, tenendole le mani. Luna era visibilmente in difficoltà, sembrava che la vita le scorresse di fronte agli occhi mentre lei inerme la lasciava passare «è qualcosa di grave?» lei riuscì solo ad annuire «mi dispiace tanto Marzia» si scusò, lo fece mille volte come se amare fosse una colpa «Tu e Ale vi siete mollati?» ecco, lei neppure lo sapeva «credo di sì» tirò su con il naso «sono incinta Ma'» tremò. La donna si portò involontariamente una mano davanti alla bocca «mi dispiace» ripetè ancora una volta «e Alessandro? Che ne pensa?» chiese tentando di ricomporsi «ha smesso di rispondere alle chiamate» rise amaramente «non ci credo Lú, non può essere» scosse la testa rifiutandosi di credere che lo stesso figlio che aveva cresciuto con tutto l'amore del mondo, adesso voltava le spalle ad una possibilità. Proprio come suo padre. «E tu che vuoi fare?» domandò ancora «sono qui per questo» conficcò le unghie nei palmi per sovrastare l'ansia «io questo bambino non posso tenerlo.»

Sweet Creature /Alex Wyse/La tua prossima ossessione. Scoprilo ora