23. Dear Bosie

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Everyone is furious with me for going back to you, but they don't understand us. I feel that it is only with you that I can do anything at all. Do remake my ruined life for me, and then our friendship and love will have a different meaning to the world.
I wish that when we met at Rouen we had not parted at all. There are such wide abysses now of space and land between us. But we love each other.
Goodnight, dear. Ever yours,
Oscar

Lù, sono arrivato in hotel. Non conosco nessuno, hanno detto che staremo qui per una settimana. Tu come stai?
Mi dispiace per tutto, ti amo. Ale
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Oggi ti ho pensata tutto il giorno, sarà che l'affetto rimane e non chiede di amare.
Sei tornata a Milano? Mi manchi. Ale
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Oggi mi si è fermato il respiro Lú, ho pensato ai tuoi occhi, a quanto fossero feriti dal mio caos ed ho pianto come un bambino. Ho pianto così tanto che Luigi ha bussato alla mia porta. Non ho aperto. Avrei voluto ci fossi tu.
Torna da me Lù. Ale
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Era perso, non riusciva a comprendere cosa l'avesse portato a quella scelta. Si era condannato a perdere la felicità con le sue stesse mani e adesso, che di lei non era rimasta neppure una traccia, avrebbe preferito di gran lunga sprofondare nell'abisso dei suoi guai.

Una suoneria interruppe i suoi pensieri «Ale» la sua voce «Lù, amore mio» si alzò di scatto dal letto, il tempo si dilatò, lo spazio si deformò «non puoi scrivermi quelle cose Ale, lo capisci?» domandò arrendevole «tu non hai idea di quanto io sia pentito» e lei non potè vedere la lacrima che gli tagliò in due in volto «Ale, ho altro a cui pensare» la voce tremò.

A che pensi Lù? A qualcuno che non sia io? Il dolore ha davvero spazzato via tutto? Sono un coglione ma ti prego, ti supplico di amare anche i miei punti spigolosi, perché fatico persino a camminare al solo pensiero di aver causato distruzione.

«Ho un ritardo Ale» e Luna pianse tutte le lacrime che possedeva, al solo pensiero di dover comunicare un dolore così importante a qualcuno che, involontariamente, l'aveva lasciata andare ancor prima di averla afferrata «che significa?» sbiancò «significa che ho un ritardo» frutto del distacco percepito, la voce le si inasprì terribilmente «non può essere» scosse la testa lui «siamo sempre stati attenti» continuò, dimenticando tutti quegli ultimi momenti in cui la passione l'aveva attraversato così prepotentemente che si era dimenticato di qualsiasi forma di precauzione  «forse non avrei dovuto dirtelo» ammise rammaricata. Forse avrebbe dovuto tenere per se le proprie paure, conservarle nel bauletto delle sue inesperienze.

Delle volte, ci sono sensazioni che spingono per essere condivise, è la caduta libera delle ammissioni. Corrono per cercare appoggio e quando non lo trovano si schiantano contro le vette della dura verità. In quel gioco di anime lei era sola e se fare l'amore era facile, accoglierne il frutto sembrava impossibile. È così che si sentì Arianna quanto Teseo la abbandonò sull'isola di Nasso? Spaesata ed impaurita mentre guardava il fiore di quell'amore spasmodico e malato diventare un puntino sempre più rarefatto?

«Non è questo, è che non me l'aspettavo» giustificò la freddezza. Mi chiedi un aiuto che non posso darti, perché io l'egoismo me lo sono cucito addosso. Ci sono io, la musica e qualche volta l'illusione di lasciare un piccolo spazio per l'amore «non me l'aspettavo neanche io, sai, le cose si fanno in due» quanto amore serviva per odiare così forte? «credi sia il caso che io torni a Milano?»
Mi chiedi risposte che desidero ma non posso darti, sei furbo Alessandro quando ti fingi compassionevole. La mia verità è che vorrei averti al mio fianco, la tua verità invece è una spada conficcata nello stomaco. Così passi la palla tra le mani di chi sai che sceglierà sempre te. E se per te, il successo è l'unica ipotesi realizzabile, allora no, non è il caso che il fantasma dei tuoi rimorsi ritorni in una città nella quale non ti riconosci, accanto ad un amore al quale non appartieni.

«Resta lì dove sei, ci penso io a me» sospirò, osservando il test di gravidanza che giaceva sigillato ai piedi del letto, lo steso letto impregnato ancora di quel profumo maledetto.

Vattene via, corri lontano da me.
Di notte, mentre si rigirava tra le lenzuola annaspava a perfidiato quell'odore. Ci sei anche quando non ci sei, ed era assurdo, quanto un amore così altalenante rimanesse impresso nelle stanze, fra le lenzuola, nella pelle, nell'anima.

«Ci sentiamo?» domandò lui, già pronto a terminare la telefonata «ironico, quanto sia facile per te appendere la questione. Proprio qui, proprio adesso» lei ridacchiò amaramente «che vuoi dire?» si innervosì «dico che amarti, sia stato tra gli errori più grandi della mia vita» fu lei a terminare la chiamata con la delusione di chi veniva rincorsa continuamente ed appena si arrestava per essere afferrata, veniva spinta al suolo.

Le ginocchia sanguinanti, il cuore polvere sull'asfalto.

Sweet Creature /Alex Wyse/La tua prossima ossessione. Scoprilo ora