5. Rayuela

1.9K 51 6
                                        

Amor mío, no te quiero por vos ni por mí ni por los dos juntos, no te quiero porque la sangre me llame a quererte, te quiero porque no sos mía, porque estás del otro lado, ahí donde me invitás a saltar y no puedo dar el salto, porque en lo más profundo de la posesión no estás en mí, no te alcanzo, no paso de tu cuerpo, de tu risa, hay horas en que me atormenta que me ames.
-Julio Cortázar

Stanotte ti ho guardata, con gli occhi di chi lo sa fare per davvero e in te ho visto sentieri e praterie, chissà cosa sognavi con quella fronte corrucciata. E se volassi un po' più in alto del cielo probabilmente ti troverei anche lì di spalle, come la prima volta.
«Buongiorno bell'inglese» si svegliò con il profumo del caffè che le invadeva le narici, lasciò un bacio all'angolo della bocca del moro accanto a lei e corse in doccia, con la speranza di risvegliarsi un po' di più. Applicò preventivamente una crema sui muscoli, nel tentativo di scioglierli «che fai mi guardi?» colse Alex dallo specchio «sto cercando di capire come poter diventare una crema» scherzò lui mostrando le fossette «sei un cretino» rispose sporcandogli la punta del naso con la crema. La conclusione di quel siparietto fu Alessandro che la posò sul lavandino e i muscoli un po' più rilassati, per via di tutto all'infuori della crema.

«Benvenuto nella mia dimora» Erano nel salotto di Luna, lui stava navigando nell'imbarazzo, con le mani nelle tasche posteriori e gli occhi che vagavano ovunque tranne che sull'incombente figura di Edoardo, il vero uomo di casa. «Edo, sono venuta a recuperare il borsone per l'accademia, lui è Alex, un amico» Edoardo squadrò il ragazzo, stentando a fidarsi di quel sorriso traditore «ciao Alex, devi avere un materasso molto comodo per aver fatto dimenticare a mia sorella di averne già uno tutto suo» lo schernì ottenendo come risposta un paio di goti arrossate «vado a preparare il borsone, Alex seguimi» Luna lo svincolò da quella situazione.
«Quindi, Alex» lui sottolineo il nome da lei utilizzato «in pubblico, solo Alex» lo stuzzicò svestendosi davanti a lui per infilare i collant neri «non avevo mai notato quel tatuaggio» Alessandro notò una piccola scritta sotto al gluteo e ne percorse le lettere con le dita «Rayuela» lesse ad alta voce il segno indelebile che lei aveva deciso di nascondere tra le ombre delle sue sinuose curve « per te l'operazione dell'amore è così semplice, guarirai prima di me e dire che mi ami come io non ti amo » citò quel romanzo spagnolo, tutto fuorché tradizionale, che l'aveva scossa a tal punto da tatuarsene il titolo «sei un mondo a parte» lui scosse la testa soffocando un sorriso «basta sapermi leggere» concluse lei trascinandolo fuori dalla camera.
«Edo, noi andiamo» salutò il fratello che seduto sull'isola della cucina stava probabilmente sfogliando il notiziario dal tablet «che dici dormi a casa stasera?» la stuzzicò Edoardo, stufo di doverla coprire con il padre, troppo austero per sopportare tutte quelle bugie «anzi Alex, perché non ti fermi a cena?» propose «non credo sia il caso» Luna sbottò, non voleva in nessun modo che Alex si sporcasse delle imperfezioni di quella famiglia, probabilmente lei era l'unica in grado di conservare quei granelli di sogni che si sentiva in dovere di possedere, suo padre era troppo autoritario per guardare all'infuori della staticità, Edoardo troppo padre e troppo poco fratello. «Edo dai ti avviso, ciao» per Alessandro fu difficile viaggiare alla stessa velocità dei suoi pensieri mentre lei quasi correva via da casa sua, non domandò nulla.

«Siamo arrivati» parcheggiò fuori l'Accademia di danza, quante volte ci era passato da piccolino con i suoi amici, per sfrecciare con lo scooter davanti alle belle ballerine, gli sembrò uno scherzo del destino non averla mai notata «quando ti rivedrò?» chiese ricordandogli indirettamente che non potevano essere sempre le circostanze a lasciare che si incontrassero «a che ora finisci?» chiese lui posandole una mano sulla coscia «immagino per le 20» improvvisò un calcolo delle ore di stage «alle 20 mi troverai proprio qui» promise lui mentre Luna si sporse per prendere il suo telefono e salvare il suo numero «scrivimi per qualsiasi cosa»
scrivimi tra i silenzi di queste ore
«ci vediamo dopo» disse lasciandola scendere finalmente dall'auto, sfrecciò via guardando quell'angelo dai capelli corvini muoversi nel mondo con quello che sapeva fare meglio. Quando non la vide più continuò a fissare l'entrata, con l'immagine in testa dell'amaro in bocca che le avrebbero lasciato le sue promesse infrante.

me atormenta tu amor que no me sirve de puente porque un puente no se sostiene de un solo lado

20:15, Alessandro non era lì, il sogno si era spezzato ancora una volta, gli occhi vacui come la prima.
Ai tuoi muri Alex, alle tue promesse e a quei domani che perdono sangue dalle labbra, vaffanculo.

Sweet Creature /Alex Wyse/La tua prossima ossessione. Scoprilo ora