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T/n Pov

"Ha detto di lasciarla." disse con tono duro, intimidatorio, quando la sua voce fu riconoscibile ad entrambi, un impetuoso silenzio avvolse la stanza.

Ero in piedi davanti al letto, dinanzi a me c'era Hawks, con la sua mano che stringeva il mio polso, coi suoi occhi studiava il mio sguardo, e col suo sorriso ipocrita stampato in faccia mi guardava dall'alto al basso.

Tomura, al confine della porta, osservava con sguardo pungente le spalle del biondo, impedendogli di volgere al termine quello che aveva intenzione di fare.

Sentivo le mie gambe tremare, non mi ero ancora ripresa dai farmaci, il polso stava cominciando a fare male e la gola, tuttora infiammata, continuava a darmi fastidio.
Passavo lo sguardo dal biondo al celeste, dal celeste al biondo, in attesa che qualcosa accadesse.
In attesa che uno dei due facesse la prima mossa, ormai uno scontro tra di loro era inevitabile.

"Siamo in ospedale, è pieno di gente qui...anziani, bambini...andatevene, fate quello che dovete fare." mi sedetti a fatica sul letto "Ma non azzardatevi a farlo qui"dissi con voce rauca, causata dal bruciore della gola.

Hawks girò di poco il collo, quanto bastava per far incrociare il suo sguardo con quello di Shigaraki.

"Quante possibilità ci sono che tu riesca ad uscire da qui senza farti catturare? Siamo in un'ospedale, non penserai mica che io sia venuto qui senza portarmi dietro qualche Hero o poliziotti? Ti sto dando la possibilità di andartene. Se sparisci da questo posto ora avrai qualche chance di non farti catturare e finire in prigione" dissi con un tono stranamente calmo.

Stava bluffando.
Lo conoscevo bene, ogni sua singola espressione, smorfia, risata, tono di voce...
Erano bastati pochi mesi passarti assieme, e le mie abilità da infiltrata, per capire che tipo di persona fosse: gentile e premuroso, strettamente legato ai suoi ideali, di merda, darebbe tutto pur di proteggere le persone che ama, divertente e, anche se non sembra, stranamente intelligente.

Ma che fine aveva fatto quella persona ora?
Dov'era finito il suo essere "premuroso" quando mi hanno incaricata di questa missione?
Certo i suoi ideali li ha mantenuti fino alla fine, ma perché non ha fatto niente per proteggermi?

Avevo sbagliato tutto sul suo conto, mi ero lasciata fregare, annebbiare, da un sentimento che non provavo da tempo.
Certe volte, tenersi tutto dentro -la solitudine, la voglia di fiondarsi sulle labbra di una persona, la tentazione di pronunciare quelle tre parole - era meno devastante rispetto a seguire i propri impulsi.

"È un bluff" dissi rivolgendomi a Tomura, visibilmente disorientato "come ho detto prima, non fare nulla di avventato qui dentro, per favore".

Vidi Hawks palesemente confuso, sapevo bene a cosa stesse pensando.
'Quindi te ne eri accorta?'
'Perché glielo hai detto?'
Probabilmente si sentiva addirittura tradito.

"Principessa, forse è meglio se torni a dormire, non credi?" si voltò, dandomi le spalle. "E tu...tu non vai da nessuna parte"

Circondò il celestino con le sue piume più piccole, era avvolto da una sfera scarlatta dalla quale era praticamente impossibile uscirvi.

"Keigo" pronunciai il suo nome con ribrezzo "non qui dentro!" continuai ad insistere.

Ma in qualche frazione di secondo lui era già dietro di me, dandomi un colpo secco e deciso dietro il collo.

"Sai, forse è meglio se dormi per un po', principessa"

Quel nomignolo, nostalgico e sorgente di ricordi passati, ormai mi dava la nausea.

Caddi a pancia in giù sul letto, fingendo di aver perso i sensi, dopo tutto quello che avevo subito questo era nulla in confronto.
Infilai cautamente la mano sotto il cuscino per affermare la piuma che avevo nascosto qualche ora prima.
Non appena la mia mano entrò in contatto con le soffici barbe flessibili, qualcun altro bloccò la mia mano.

"Sei diventata più resistente" accarezzò delicatamente i miei capelli "mi fa piacere, ma adesso ho bisogno che tu te ne stia buona, d'accordo?"

Con un tocco leggero mi tolse la piuma dalle mani

"Questa meglio se la tengo io" disse dandomi un fine bacio sulla fronte.

Rimasi a guardarlo senza proferire parola, non sapevo cosa dirgli, perciò decisi di agire tramite i gesti

Paf!

gli diedi uno schiaffo con le poche forze che avevo in corpo, la sua testa si era inclinata all'impatto della mia mano contro la sua guancia.

Cazzo, che male!

"Liberalo" dissi alludendo a Shigaraki.

"No" ribatté infastidito

"Non credo ce ne se sia bisogno" intervenne.

Ci eravamo distratti a vicenda senza prestare attenzione a quello che stava succedendo al nostro fianco, era riuscito a sgretolare tutte le piume.
Ora, a circondarlo, era il grigio delle "ceneri" delle penne rosse di Hawks.

"Anche se non mi piace ammettetelo, temo di essere d'accordo con Hawks...devi stare buona, non metterti in mezzo...potresti farti male" disse con un tono tra il tenero e l'alterato.

Aveva ragione, lui un villain mentre Hawks il Number Three hero, a loro bastava poco per spazzare via questo posto.
Io, al contrario, ero un semplice essere umano, nata senza il privilegio di possedere un'unicità come la maggior parte del mondo.
È anche vero che a Tomura era servito molto tempo per liberarsi e la sua unicità, che in confronto quella di Hawks, risultava quasi misera.

"V-va bene" dissi appoggiandomi alla parete.

Tempo di un battito di ciglia ed Hawks aveva scaraventato Shigaraki fuori dall'edificio, sussultai e non ci pensai due volte prima di raggiungerli.
Correvo, il più velocemente che potevo, attraverso i corridoi dell'ospedale.
I medici erano d'intralcio.
Le barelle erano d'intralcio.
Le infermiere erano d'intralcio.
Tutto quello che mi circondava era d'intralcio.
Costretta a correre attraverso quei corridoi affollati solo per raggiungere due persone e non poter fare assolutamente nulla...era lacerante.

Finalmente mi ritrovai davanti alla scena del loro combattimento, più che altro erano attacchi continui del biondo contro il celestino che cercava di difendersi come meglio poteva.

"Ei! Voi due cerc-" sgranai gli occhi quando sentii una calda mano premere contro la mia bocca, impedendomi di parlare.

Hawks Pov

Avere la meglio era semplice, stavo vincendo.
Era in difficoltà, non sapeva come difendersi, anzi, non poteva.

"Ei! Voi due cerc-"

Mi girai per guardarla, stavo per dirle che doveva andarsene ma dietro di me non vidi nessuno, che me lo fossi immaginato?
Ma il sorriso beffardo sulle labbra di Shigaraki smentii le mie supposizioni.

"Dov'è?" domandai irrequieto.

"Dov'è, chi?" puntò i suoi occhi sui miei, sembrava essere divertito da quella situazione.

"Io fossi in te,toglierei quel sorrisetto del cazzo dalla faccia" dissi, dopotutto era in posizione e di svantaggio, piegato a terra senza la possibilità di muoversi.

Mi avvicinai a lui, dovevo adempiere al mio dovere ed arrestarlo, ma a qualche passo di distanza, lo vidi muovere le labbra.
Stava parlando con qualcuno tuttavia non riuscivo a sentire cosa stesse dicendo.
In seguito, una nube nera lo circondò, non lasciando più alcuna sua traccia.

Merda!



Angolo me
Spero che questo capitolo vi sia piaciuto e fatemi sapere che ne pensate
A presto <3


Fireside  || Hawks x Shigaraki x ReaderDove le storie prendono vita. Scoprilo ora