Era così vulnerabile e fu molto strano vederla in quello stato, nascose la testa nell'incavo del mio collo, per non farsi vedere. Sentivo le sue lacrime bagnarmi la pelle.
"M-Mi dispiace." singhiozzò lei.
Io le accarezzai la testa, toccando i suoi meravigliosi capelli. "Tranquilla, ci sono io."
"H-Ho paura anche di questo."
"Che sia qui?" domandai.
"Ho paura di perderti... se il mio capo scopre tutto questo non voglio immaginare cosa ti farà."
Deglutii, continuando ad accarezzarla per farla tranquillizzare. "Ci rimetteremmo entrambe..." mormorai.
"Non me ne frega niente di me, io ho paura per te, che ti facciano del male."
Afferrai il suo viso e le asciugai le lacrime con i polpastrelli. La guardai dritta negli occhi, prima di baciarla con tutta me stessa, lei prese un profondo respiro dalle narici non appena le nostre labbra si scontrarono.
Fù un bacio molto casto, lungo e pieno d'amore. Sembrò tranquillizzarsi, anche perché appoggiò le sue mani sui miei fianchi e me li strinse leggermente forte. Gemetti al suo tocco, le mie mani vagarono in giro per il suo corpo, fino a che non arrivai a toccare il gancio del reggiseno.
Glielo tolsi, riuscendo finalmente a liberare il suo seno prosperoso, non mi fermai, e continuai, scendendo verso le mutande; non appena toccai l'elastico, si staccò dal bacio, il mio sguardo si spostava dai suoi occhi verso il basso in continuazione. Lei sapeva cosa volevo fare, e non me lo impedì.
Rimase a guardare la mia espressione mentre facevo quello che volevo. Abbassai le mutande, e lei mi aiutò a togliergliele, il suo intimo rimase nella mia mano per qualche secondo, quasi incredula di quello che ero riuscita a fare, poi, alla fine, fece compagnia agli altri indumenti sul pavimento. Lei si alzò, mettendosi a sedere sopra il mio ventre, guardandomi dall'alto verso il basso. Si lasciò ammirare; la toccai con entrambe le mani, passando dai suoi seni fini ai suoi fianchi. Con una mano passai sopra l'intimità di Clarke, perfettamente liscia e morbida.
Lei mugolò qualcosa d'incomprensibile, chiudendo gli occhi e poggiando la fronte contro la mia.
"Sei bellissima." dissi, quasi balbettando.
Sorrise, come se fosse imbarazzata, per poi afferrare l'unico pezzo di stoffa che mi separava dall'essere completamente nuda come lei. Presto anche le mie mutande finirono per terra, e Clarke iniziò a darmi più attenzioni, partendo dal collo; baciò il mio punto debole, ormai già scovato e confermato, mordendolo e succhiandolo teneramente. Affondai le unghie nella sua candida pelle, mentre gemevo ad ogni sua singola mossa.
Lentamente scese, lasciando succhiotti al suo passaggio, fu doloroso e piacevole allo stesso tempo. Non lasciò pace neanche al mio seno, facendo un succhiotto anche lì, fino ad arrivare sotto l'ombelico.
Mi alzai sui gomiti, sentendo il suo respiro vicino alla mia zona intima, e notai quanti punti rossi e viola si stessero formando sul mio corpo. Sembravano una scia di meteoriti, che arrivavano quasi fino all'inguine.
"Sei troppo buona." si scusò Clarke.
Passò la lingua su ognuno dei suoi capolavori, per poi baciarmi con passione, mentre mi baciava, quasi disperatamente, mi accarezzò con la mano destra l'interno coscia, solleticandomi. Passò le dita sulle grandi labbra, facendomi eccitare ancora di più. Mugolammo entrambe non appena Clarke accarezzò la mia natura.
"Oddio, sì." mugolai.
Massaggiò delicatamente il mio clitoride, provocando piccole scariche di piacere nel mio centro. Iniziai ad ansimare nelle orecchie di Clarke, affondando leggermente le unghie nella sua carne. Lei continuò i suoi movimenti lenti e circolari, lasciando ogni tanto qualche bacio sul collo.
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In The Dark
FanfictionLa giovane Lexa Woods, figlia del boss più potente di tutta New York e a capo della banda più ricercata, i Trikru. Clarke Griffin, cecchino esperto ed assassina, membro della banda rivale, che dovrà portare a termine un compito ed il più importante:...
