Capitolo 24

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Scusate il ritardo <3

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Balbettai qualcosa, ma non ricordo cosa dissi. Non mi ricordo neanche se balbettai o semplicemente annaspai come un piccolo cucciolo nelle mie stesse parole. Probabilmente spalancai la bocca e non uscì niente, ma avevo completamente rimosso il ricordo, affogai nella più completa vergogna.

Ero riuscita a formulare un discorso intero nei minuti precedenti... perché in quel momento non riuscivo neanche a pensare alle parole giuste? Continuavo a fissare il suo splendido corpo, tonico e scolpito da Dio. Era una benedizione per i miei occhi, e più la guardavo più mi veniva in mente quello che avevamo fatto prima. Mi veniva voglia di saltarle addosso ancora una volta, ma dovevo essere seria.

"D-Dobbiamo parlare."  riuscii a dire con un filo di voce.

Lei sorrise, sentendo la mia voce tremolante, probabilmente si era accorta del mio disagio nell'averla nuda davanti agli occhi. Non sarei riuscita a formulare neanche una frase con un senso se non si fosse messa qualcosa addosso.

Aprì l'armadio e indossò solo una felpa lunga, fino alle ginocchia, incrociò le braccia e mi guardò attentamente.  "Allora... di cosa vogliamo parlare"

Deglutii e mi feci coraggio, arrivando subito al punto, senza troppi giri di parole.  "Cosa siamo noi due?"

Lei alzò il sopracciglio.  "Due esseri viventi. Esseri umani con un corpo e dei sentimenti che vengono identificate come 'sesso femminile'."

Sospirai:   "Clarke, sono seria."

"Anch'io sono seria."  rispose lei.  "Ti stai pentendo di quello che abbiamo fatto perché siamo due donne?"

Sembrava davvero ferita. Nei suoi occhi vedevo un misto di tristezza, insicurezza e rabbia.

Sgranai gli occhi, aveva completamente frainteso.  "No, Clarke, non stavo parlando di questo..."

Lei ci mise un po', ma sembrò capire.  "Vuoi dire..."  mormorò sotto voce.  "Cosa c'è tra noi due?"

Annuii, senza smettere di guardarla negli occhi. La cosa straordinaria fù che riuscii a sostenere il suo sguardo, per tutta la durata di quell'estenuante silenzio, le sue labbra erano serrate, i suoi occhi fissi su di me e il suo corpo immobile. Rimase in silenzio, a lungo, mentre il mio stomaco veniva divorato dall'ansia, prese un profondo respiro e si morse il labbro, facendomi capire che era arrivato il momento della verità.

"Lexa, io ti amo. Ti voglio più di ogni altra cosa al mondo... ma non so cosa siamo."

Rimasi delusa dalla sua risposta, e abbassai lo sguardo, decisamente mi aspettavo una risposta completamente diversa da quella. La tensione nell'aria era evidente e più che percepibile, perciò iniziai a giocare con le mie dita, Clarke si avvicinò a me e afferrò il mio volto con le sue morbide mani, costringendomi a guardarla. Fermai ogni mio movimento.

"Lex, solo tu puoi decidere cosa potremmo essere."  sussurrò sulle mie labbra.

Rimasi un attimo interdetta, non capendo dove volesse arrivare con quella frase.

"Voglio che tu sia mia, voglio essere tua. Tu solo mia ed io solo tua... Voglio passare ogni secondo di ogni minuto di ogni ora di ogni giorno di ogni mese di ogni anno con te."

Il mio cuore smise di battere.

"So che ci saranno un miliardo di problemi nel nostro futuro e che non sarà facile, ma voglio chiedertelo lo stesso..."

Non riuscii più a capire niente, anche il mio cervello si scollegò.

"Lexa, vuoi essere la mia ragazza?"

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