Joseph mi mancò più che mai in quei momenti. Avrei voluto il suo appoggio, avrei voluto non dover affrontare tutto da sola. Le urla, i pianti, i lamenti. Chris che delineava, invocando due parole "Amore mio". A chi si rivolgeva? Non lo sapevo. Chi era la donna fortunata? Non potevo sapere che la conoscevo.
Mia madre, seppur a letto, continuava a dirmi come gestire la casa.
Beth era chiusa nella sua stanza, lontana dal contagio. Ormai la sua pancia era così grossa che mi aspettavo potesse partorire da un momento all'altro. Nessun momento avrebbe potuto essere peggiore di quello.
-Ho paura- mi ripeteva mia sorella, come se fosse stata una bambina. Era molto lamentosa in quei giorni e io sentivo su di me la responsabilità di tutta la casa. Un peso troppo pesante per una ragazza che non aveva conosciuto il mondo se non attraverso i romanzi.
A ripensare a questi eventi mi sembra di averli vissuti attraverso una spessa nebbia. Correvo dal capezzale di mia madre a quello di mio fratello, poi andavo a vedere Kevin, che mi portava le provviste, fermo a qualche metro da me. Solo a fine giornata mi lasciavo cadere esausta sul letto, ma mi alzavo quasi sempre dopo alcuni istanti per correre davanti allo specchio, aprire la bocca e cercare, alla tenue luce della candela, un qualsiasi segno che la malattia avesse colpito anche me. Bastava una leggera fitta alla gola per farmi quasi piangere dalla paura. Non temevo solo per me, ma anche per il fatto che io fossi l'unica a badare a tutti. Se mi fossi ammalata chi avrebbe pensato a loro? Beth non poteva certo stancarsi, non ora che il parto era così imminente. La notte pregavo anche per il ritorno di mio padre. Se lui fosse tornato, forse avrei avuto un po' di riposo. Non osavo invece fare il nome di Joseph. Nonostante fosse lui la persona che più volevo vedere non volevo chiamarlo, vittima dell'assurda convinzione che se avessi parlato di lui non sarebbe mai tornato.
Fu durante una di quelle angoscianti notti che successe: Beth partorì. Accade quando mia madre era ormai fuori pericolo e iniziava ad aiutarmi a curare mio fratello. Erano circa le tre di notte e io mi ero addormentata da poco, dopo aver assistito alla tremenda agonia di una delle nostre cameriere. Stavo sognando il mare, le alte onde che mi sfioravano il corpo come le carezze di un amante, quando mi svegliai. Le urla di Beth all'inizio mi fecero temere che qualche altro malato stesse per lasciare il nostro mondo. Ci misi alcuni istanti a comprendere che si trattava di mia sorella. Non attesi neppure un attimo. Balzai in piedi e corsi da lei. Quando arrivai, dopo aver spalancato la porta, la trovai sdraiata sul letto, il viso una maschera di dolore, le coperte intrise di sangue.
-Sta nascendo, sta nascendo- urlò.
-Chiamo qualcuno- mormorai. Non sapevo come far nascere un bambino.
-No, ti prego, resta qua- gridò Beth –sai bene che la levatrice non verrà, non con questa epidemia di difterite-
Lo sapevo bene. Deglutii. Mi sembrava di avere della sabbia in gola. Lottai contro la voglia di tossire. Dovevo farcela. Mi avvicinai. Il mio stomaco si contorceva per l'odore pungente del sangue. Sentii la nausea scuotermi. Resistetti. Il viso di Beth era pallido. Mi misi di fronte a lei e le tenni le gambe aperte, quindi cercai di guardare se la testa del bambino si vedeva.
Non so quanto tempo durò, ma la luce del sole tingeva già il pavimento con i suoi raggi quando la bambina scoppiò a piangere, appena uscita dal grembo materno. La strinsi al mio petto, guardando quel visino così piccolo e così perfetto. Una nuova piccola femmina che avrebbe portato avanti la nostra discendenza di donne del mare. Il pensiero mi colpì violentemente. Potevo quasi sentire il suo delicato profumo di salsedine.
-Pania- mi chiamò piano mia sorella.
Alzai la testa e la fissai con un sorriso. Il suo volto era stanco, pallido e sudato. Aveva gli occhi arrossati e i capelli appicciati alla fronte.
-Dimmi che è una femmina, ti prego-
Annuii. –Sì, è una femmina- confermai.
Un sospiro di sollievo le sfuggì dalle labbra. –Per fortuna-
-Una bellissima femminuccia- confermai.
Scoprii solo tempo dopo che Beth aveva deciso di vendicarsi orrendamente di chi considerava colpevole della sua disgrazia: Lars e tutto il genere maschile. Era questo il motivo per cui accolse con gioia la nascita di una femmina. Dubito che l'avrebbe presa tra le braccia se fosse stato un maschio. Temo che la fine del piccolo sarebbe stata molto più cupa.
NOTE DELL'AUTRICE:
Ciao!
Il capitolo è un po' breve (in realtà fa parte del precedente, ma ho deciso di dividerli per rendere la lettura più scorrevole). Cosa ve ne pare?
A presto
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La sposa del mare
Fiksi Sejarah❤️ Shortlist Wattys 2022 ❤️ (COMPLETA) "Si narra che la stia ancora cercando, che non si fermerà fino a quando non la stringerà tra le braccia. Quando il mare ruggisce significa che lui la chiama a sé. Vita dopo vita i due s'inseguono, s'incontrano...
