Blue Eyes

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Louis si svegliò di soprassalto; si ritrovava in un letto, ma non si ricordava come ci fosse arrivato. Le ultime immagini, impresse nella mente, lo riportavano alla sera precedente e poi, buio totale. Analizzò la stanza: non era molto grande, ma era confortevole. Al suo interno, c' erano solamente un letto, un armadio ad ante e un tavolino con una sedia. Louis, notò subito che, appoggiato allo schienale di quest' ultima, c' era una felpa, e non era sua. Capì, allora, che la camera fosse già abitata da qualcuno. Si rigirò nel letto, mentre pensava a quale idiota indossasse una felpa in quel luogo così torrido. Ma, in quel momento, l' unica cosa che riusciva a suscitare il suo interesse, era il letto in cui si trovava; era da tre anni che non ne vedeva uno, e lui voleva solo gustarsi la sua comodità. Certo, non disprezzava i cartoni di Crackolandia dove riposava, ma doveva ammettere che gli era mancato. Si rannicchiò al suo interno e si coprì, con le lenzuola, fino al naso; le inalò: sapevano di pulito e muschio.
Era stanco, e capì che, forse, era meglio se dormisse ancora un paio di ore. Ma, quando chiuse gli occhi, qualcuno bussò alla porta. Louis alzò la testa, per poi, vedere un ragazzo fare capolino dalla porta. Era alto, molto più alto di lui, e, in testa, aveva una folta chioma di capelli ricci.

"Ehi! Posso entrare?" chiese il ragazzo e Louis annuì. Notò che, al posto degli occhi, aveva due smeraldi, che luccicavano grazie alla luce del sole che penetrava dalla finestra.

"Come ti senti?"

Louis non aveva la minima idea di chi fosse e che cosa volesse da lui e l' altro, notando la sua faccia perplessa, si presentò.

"Mi chiamo Harry e questa è la mia stanza. Stavo lavorando, quando ti ho trovato disteso sul marciapiede senza sensi. Non devi avere paura di me, io voglio solamente aiutarti."

"Aiutarmi?!" disse schietto Louis. "E come pensi di farlo?"

Harry rimase sorpreso da quella risposta; il ragazzo di fronte a lui, non aveva tutti i torti: come pensava di aiutarlo, se non sapeva nemmeno da dove cominciare?

"Beh, prima di tutto, iniziando a dirmi il tuo nome." disse il riccio, cercando di dare una risposta sensata alla domanda che gli era stata posta.

"Sapere il mio nome, non cambierà la natura delle cose." rispose Louis con freddezza.
Harry rimase nuovamente perplesso e non sapeva più cosa dire. Nella stanza, piombò un silenzio imbarazzante, ma ad interromperlo fu Louis.

"È meglio che vada." disse e, senza neanche lasciare il tempo all' altro di reagire, uscì dalla porta. Harry rimase solo con i suoi pensieri. Il ragazzo se ne era andato via senza nemmeno dirgli come si chiamava. Forse era meglio così; magari, il destino, gli stava dicendo che sarebbe stato meglio se l' avesse lasciato andare ad affogare nei suoi problemi. Ma c' era qualcosa, in Louis, che non lo convinceva; anche se non glielo aveva detto direttamente, aveva bisogno di aiuto. Lo si poteva leggere nei suoi occhi: erano spenti e senza emozione. Ed Harry, voleva vederli felici, brillare, ritrovare il colore originale di quelle iridi azzurre. Non sapeva come avrebbe fatto, ma di una cosa era certo: lo doveva aiutare.

Save Me-Larry StylinsonLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora