11 giorni alla partenza
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Quello stesso pomeriggio, dopo i diversi discorsi con i dottori, uscii da quell'ospedale.
Ero ancora sconvolto ed impaurito, ma ciò che mi faceva ancora più paura era Luca e le parole che mi avrebbe detto poco dopo.
Era lì con me, arrivati all'uscita dell'ospedale.
Uscimmo subito dopo esserci guardati negli occhi.
Non esprimevano più quella vitalità, e sapevo il motivo.
Tornammo a casa mia dopo un lungo silenzio imbarazzante.
I gioielli di famiglia erano doloranti.
Si accomodò nel mio letto, e io mi sedetti nell'altro lato.
"Spero che non mi abbia sterilizzazato"
Dissi ridendo per spezzare il ghiaccio. Ciò non fece effetto, e il silenzio mi zittì.
Guardava in basso, e forse era meglio. Se mi avrebbe guardato negli occhi in quel momento, sarei morto in un istante.
"Dobbiamo parlare"
Disse freddo. Lo guardai negli occhi. Seguivo il suo sguardo che scivolava sulla marea di foto appese al muro.
Stava ricordando, anche io stavo ricordando in quel momento.
"Guardami"
Dissi piano. Non volevo davvero che mi guardasse, ma meno sarebbe durata quella lunga attesa, meno era il tempo perso a chiarire.
Puntò i suoi occhi nocciola contro i miei color mare.
"È stata lei"
Cominciai io.
"Non ti credo"
Rispose lui. Credevo che la discussione sarebbe durata poco, ma mi resi conto che non era come speravo.
"E chi mi dice che in questi 4 anni non sei andato a troie?"
Aggiunse mentre i suoi occhi si facevano pieni di lacrime.
Anche i miei cominciavano a riempirsi ma non ci facevo caso.
"Te lo dico io che non sono andato a troie"
Risposi io freddo mentre una lacrima scendeva.
Lui stava zitto.
"Tu lo sai quanti cazzo di pianti ho fatto io per te?! Mi accusi dicendo cazzate ma la più grande minchiata la stai dicendo tu! Non sai quante notti ho bagnato il cuscino, non sai quante volte ho pensato ad una lametta nel mio braccio. Tu non lo sai quanto mi sei mancato. E le uniche cose che mi hanno impedito di fare cazzate, sono quelle foto lì"
Dissi tutto d'un fiato indicando il muro.
"Non volevo perdere quei sorrisi. Volevo raggiungere il mio obbiettivo, che era sorridere come una volta quando c'eri tu. E ci sono riuscito, ho sorriso in quel modo quando ti ho visto. E tu che fai?! Mi dici che sono andato a troie!"
Aggiunsi urlando mentre le lacrime scendevano come coltelli che mi rigavano il viso.
Calò il silenzio.
"Non sei stato l'unico a cercare la felicità in qualcosa di cattivo"
Disse lui zittendomi.
"A Londra Mi sono trovato solo. Un luogo nuovo senza nessuno. Insieme a me c'era solo della polverina bianca"
Aggiunse cominciando a piangere anche lui.
"Luca tu..."
"L'ho fatto un paio di volte. Ma non ho preso il vizio. Perché mi sono reso conto che la cocaina mi faceva sorridere. Ma quei sorrisi non erano uguali a quelli"
Disse indicando una foto.
Percepivo un vuoto nei suoi occhi. E mi faceva male.
Lo abbracciai ma mi spintonò.
"Luca io provo qualcosa per te da 5 anni ok? E come pensi che dopo averti baciato, io mi metta con un'altra?"
"Ti ho già perso per 4 lunghi anni. Non voglio perderti di nuovo"
Disse tornando freddo asciugandosi le lacrime.
"Staresti dicendo tu provi.."
"Si"
Sgranai gli occhi. Doveva essere ovvio dopo tutti quei baci, ma le sue parole mi colpivano più delle sue labbra sulle mie.
"Tu adesso. Sarai mio per sempre"
Aggiunse.
"Sono sempre stato tuo"
Risposi lui taceva, ma il sorriso che aveva stampato in faccia diceva più delle parole.
Si avvicinò a me, e poggiò le sue labbra sulle mie.
Il cuore batteva, avevamo chiarito, ed io o amavo, e finalmente lui lo sapeva.
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Vecchi "Amici" (In Revisione)
Teen Fiction"Non bisogna che tutto sia complesso. A volte le cose più belle si nascondono nella semplicità di un gesto, o di un fiore" L'amore vince su tutto. Distanza, tempo e nostalgia sono niente se affrontati insieme. È quando Marco perde la speranza che il...
