Il mio Luca.

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8 giorni alla partenza
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Avevo le spalle poggiate al muro, e lo guardavo spaventato.

Si avvicinava sempre più con un sorriso malizioso stampato sulle labbra.

Ci trovammo ad un solo centimetro di distanza.

I suoi occhi nocciola. Non erano più gli stessi, e per fortuna il suo ciuffo ne copriva una parte. Quegli occhi mi spaventavano.

Quello non era il mio Luca.

Mi prese violentemente il viso tra le mani baciandomi altrettanto violento.

Cercai di respingerlo urlando il suo nome in segno di disapprovazione.

Ogni volta che lo spingevo via da me, lui tornava ancora più arrabbiato. Ancora più violento.

"Luca che cazzo ti sta succedendo!"

Urlai guardandolo mentre rideva. Le mie spalle poggiavano su quel muro freddo e gelido che mi impediva la libertà.

Non era solo quel muro a tenermi incatenato in quella situazione.

Si avvicinò un ultima volta, più violentemente delle altre.

Mi tappò la bocca con una mano, mentre con l'altra Mi sbottonava piano i pantaloni.

Non riuscivo a muovermi. Ero paralizzato.

"Smettila ti prego"

Mugolavo cercando di far sentire la mia voce.

Avevo il sapore amaro del dolore in bocca.

Mi sbottonò i pantaloni abbassandoli.

"Bene ci siamo"

Disse. Lo guardavo impaurito.

I miei occhi esprimevano odio e rabbia in quel momento. I suoi non esprimevano niente.

"Siamo arrivati"

Disse ancora accarezzandomi il membro dai boxer che fortunatamente ancora indossavo.

"Siamo arrivati Marco"

Disse un'ultima abbassando anche quelli.

"Svegliati"

Aprì gli occhi sobbalzando.

Due occhi nocciola mi guardavano, e un sorriso mi rassicurava.

Lo guardavo impaurito e sconvolto, mentre lui confuso aspettava qualche segno di vita oltre gli sguardi spaventati.

"Siamo arrivati"

Disse distogliendo lo sguardo dal mio.

Mi guardai intorno mentre scendeva dalla macchina.

Il cielo era buio, pieno di stelle.

"Non scendi?"

Disse guardandomi stranito.

Aprii lo sportello guardando Luca.
Si avvicinò a me, mentre facevo qualche passo indietro.

Ero spaventato, non capivo ciò che era successo. Si fermò vedendomi indietreggiare.

"Marco che hai?"

"Niente"

La freddezza nelle mie parole aveva scosso un pò Luca.

Guardai l'orario uscendo il cellulare. Lui mi guardava confuso quasi quanto me.

"4:45?"

Dissi guardandolo un pò sconvolto.

"Beh prima di addormentarti mi hai detto che avresti voluto vedere l'alba quindi..."

"Ah. Ho dormito?"

"Si"

Annuì col capo avvicinandomi un pò a lui.

Da quell'altura era visibile il mare.
Intorno a noi era coperto di alberi, che donavano un atmosfera di pace al luogo.

Mi mordevo il labbro superiore, pensavo al sogno, anzi incubo.

Guardavo Luca a volte. Fui uno sciocco a spaventarmi. Quello non era Luca, il vero Luca era lì accanto a me e non avrebbe mai fatto una cosa del genere.

Lui osservava il mare, illuminato dalla luce affievolita della luna.

Mi sedetti sul prato, continuando ad osservare quel meraviglioso spettacolo dagli occhi marroni.

"Guarda Marco. L'alba"

Disse sorridente guardandomi. Mi girai verso il mare, e una debole luce arancio illuminava le nubi circostanti.

Si sedette accanto a me. Avevo paura della dua vicinanza, anche se sapevo che era solo un sogno.

Forse avevo bisogno di sicurezza, quella sicurezza che trasmette solo un bacio. Baciandolo sarei riuscito a convincermi e a notare la differenza tra il Luca rozzo e violento del sogno, con quello dolce e premuroso della realtà.

Gli presi il mento con una mano e lo girai verso di me. L'alba era uno spettacolo minimo in confronto al suo viso illuminato dalle prime luci del mattino.

I suoi occhi venivano schiariti dall'arancione del sole appena sorto, e mentre io venivo illuminato dal suo fantastico sorriso.

"Devi farmi aspettare così tanto per un bacio?"

Disse dopo un pò.
Io annuì.
Fece gli occhi dolci e il 'musetto'.
Lo guardai un attimo, baciandolo subito dopo.

Lo sentivo respirare affannosamente, fon quando non mi pizzicò la mano.

Gemetti dal dolore e mi staccai subito dopo. Prese una boccata d'aria, buttandosi completamente sopra di me.

La mia testa poggiava sul morbido prato mentre le mie labbra posavano sulle sue.

Lo Riconoscevo, lui era il mio Luca.



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