AUTHOR*due mesi dopo*
Erano passati due mesi: intensi e pieni di emozioni.
Louis ed Harry si erano avvicinati ancora di più, quest'ultimo aveva confessato i suoi sentimenti per l'altro dopo uno dei numerosi appuntamenti con lo psicologo del ragazzo dagli occhi azzurri.
Da quel momento Louis aveva iniziato ad aprirsi molto con il riccio, gli parlava di tutto, di come andavano le sue giornate, di come andava a scuola (perché si per chi se lo chiede è anche ritornato a scuola) e di come non gli piacesse più andare dallo psicologo da quando, insieme ad uno psichiatra, gli avevano prescritto delle pastiglie che riducevano l'ansia quando doveva andare in luoghi con molta gente o comunque uscire in generale; queste però lo avevano portato ad un notevole aumento del peso che portò il liscio a piacersi ancora di meno.
Ed era in quel periodo che Louis aveva sviluppato un disturbo alimentare; non tutti se ne accorsero subito, solo una persona: Zayn, che aveva deciso però, d'accordo con l'amico, di non riferirlo a nessuno.
Promessa non mantenuta perché la sera stessa, circa due ore dopo l'incontro con il corvino, tornò a casa e si ritrovò un Harry piuttosto incazzato sulla soglia di casa.
Quella notte la passarono in ospedale con Louis sul letto del riccio che, arrabbiato come non mai si era rotto un braccio spaccando uno specchio in salotto; dopotutto sapeva che non doveva fidarsi dei suoi:
'Si Haz sto bene tranquillo'
'No Anne sono semplicemente stanco non ho fame'
Credetegli, non voleva avere un attacco di rabbia ma era completamente accecato dal demone del suo disturbo.
Nonostante tutto erano però riusciti a chiarirsi e ora stavano provando a stare insieme senza nascondersi niente, Louis si stava ancora riprendendo dalla sua anoressia mentre Harry stava seguendo delle sedute di fisioterapia per il suo braccio.
HARRY POV
Quella sera io e Louis ci stavano coccolando sul divano; continuavo a fare grattini su e giù sul suo braccio e lui in cambio mi lasciava dei leggeri baci tra i capelli di tanto in tanto.
Era davvero migliorato con le dimostrazioni d'affetto, nonostante ci fossero delle parti dove aveva chiesto esplicitamente a tutti di non farsi toccare: gambe e polsi.
Questi erano quelli vietati da tutti tranne me, a volte, e solo con i polsi perché non vi era modo che io o altri potessimo toccargli le gambe, soprattutto le cosce; cominciava a piangere istericamente se lo sfioravi intenzionalmente lì, tanto che due volte siamo dovuti ricorrere all'uso dei medicinali prescritti dallo psichiatra.
Non era migliorato però con l'uso della parola, era ancora affetto dal suo mutismo e si poteva capire benissimo quanto fosse ferito da ciò, lui voleva parlare ma ogni volta che ci provava solo dei versi strozzati ne uscivano.
Sentii un picchiettio sulla spalla e mi girai verso il liscio che mi guardava con uno sguardo sognante.
"A cosa pensi Haz?"
Mi misi a ridere: ultimamente usava un'applicazione sul telefono dove scriveva ciò che voleva dire e usciva una voce di una donna robotica che faceva molto ridere se vista insieme al viso del mio Lou.
Vedendomi ridere subito mise su un finto broncio che non esitai a baciare via con un bacetto a stampo che lo fece sorridere in esso.
Fece però una cosa piuttosto inusuale, approfondì il contatto e chiese il permesso della lingua, cosa che ovviamente accettai facendola allacciare alla mia.
Mi risedetti sul divano e in poco tempo mi ritrovai Louis seduto a cavalcioni sul mio bacino con entrambe le mani sul mio viso; ne approfittai quindi per mettere le mie sui suoi fianchi.
Ci stavamo baciando da due minuti e preso dal momento fece scivolare le sue mani sulla mia schiena spingendosi incontro a me alla ricerca di maggiore contatto facendo collidere le nostre erezioni da sotto i pantaloni.
Si staccò però immediatamente, non gli piaceva ancora stare così a contatto ed era molto spaventato dall'argomento sesso nonostante gli avessi detto che lo avrei aspettato finché non fosse completamente sicuro.
Capendo quindi il suo disagio lo allontanai dal mio bacino facendolo sedere sulle mie gambe
"Sta tranquillo amore non è successo niente, se non sei ancora pronto non fa niente"
'Sono stufo Haz, voglio farmi toccare, abbracciare, voglio sentirmi vicino a te e...'
Udimmo il cellulare di Louis suonare dal salotto e subito mi precipitai in camera per rispondere: era lo psicologo e lo comunicai anche a lui.
"Signor Tomlinson?"
"Oh ehm no a dir la verità sono Harry, Louis non può parlare al telefono mi dispiace"
"Oh no mi scusi che stupido dica a Louis che non c'è alcun problema se non è ancora in grado di rispondere al telefono e non gli metta pressioni mi raccomando"
"Non penso sia nei miei piani ahah"
"Perfetto. Ho chiamato per dire che ho una diagnosi per il disturbo di Louis, so che la aspettavate e io ed i miei colleghi ci siamo riuniti più volte per capire cosa avesse effettivamente e dopo due mesi di terapia direi che siamo giunti ad una conclusione; può mettermi in viva voce se vuole, così anche il paziente può sentire"
"Oh ehm si certo"
Mutai il microfono e
"LOUIS VIENI QUI AMORE"
Lo vidi arrivare sulla soglia della camera che mi guardava con gli occhi spalancati
"Lo psicologo ha una diagnosi per te piccolo" gli sorrisi ed egli me lo restituì.
"Bene vedo che è arrivato anche il signorino Louis: ehm allora come dire, Louis sembra essere affetto da disturbo ossessivo compulsivo e disturbo post traumatico, ragione per cui non si fa toccare da molti e ha l'ossessione per il numero cinque in diverse occasioni"
I due ragazzi si guardarono negli occhi e Louis subito si mise a piangere
"Grazie mille dottore, vado a prendermi cura di lui ora, ci vediamo lunedì alla seduta"
"Arrivederci Harry, arrivederci Louis"
Spensi il telefono mi diressi verso il bagno dove Louis doveva essersi chiuso
"TOCCA QUELLA CAZZO DI LAMETTA CHE TI CI TAGLIO LE PALLE"
Aprii la porta lentamente e vidi il mio Lou sdraiato a terra in posizione fetale, fu solo allora che udii un flebile
"T-te l-l'h-ho d-de-etto c-che ho-o fin-n-ito con qu-ella merd-da"
"Amore hai parlato"
Si guardò intorno spaventato spalancando gli occhi come un cerbiatto preso di mira dal predatore.
Capii la domanda celata dietro i suoi occhi
"Si piccolo hai seriamente parlato, sono fierissimo di te"
Fu solo allora che si lanciò tra le mie braccia sorridente; come se la notizia di prima non lo avesse minimamente scalfito.
Ma io capii che stava solo fingendo di essersi dimenticato di tutto e quindi a dieci centimetri dal suo viso (o anche meno non vi è dato saperlo) gli sussurrai:
"Sono con te non ti lascio più piccolino, mi dispiace se sfocerò in qualche attacco di rabbia a volte ma voglio davvero esserti d'aiuto con questa nuova sfida"
E di nuovo il miracolo avvenne; mi baciò e subito dopo disse:
"G-graz-zie a-amor-re"
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N/A
Ciao a tuttə!!!
Capitolo difficile da affrontare ma importante per il continuo della storia, oggi farò un doppio aggiornamento, amatemi, ho già 5 capitoli pronti e forse potrei fare anche un triplo aggiornamento, chi lo sa?
Much love xx
Sara
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Tell me how to breathe and feel no hurt (larry stylinson)
FanfictionQuando Louis si è dichiarato gay alla sua famiglia sua madre e le sorelle sono scappate di casa mentre il padre è diventato man mano sempre più violento con lui. Un giorno incontrerà Harry, un nuovo compagno di scuola, riuscirà ad aiutarlo o lo farà...