-mamma tu mi hai chiesto l'impossibilee sto cercando di essere quello che volevi io fossi. Ho cercato, ho cer
-lo so, lo so
-ho cercato di essere come volevi te! Ho passato tutti i miei compiti e sono andato ad ogni lezione. Ho solo 15 anni mamma voglio divertirmi. Mi sono diplomato in anticipo, sono stato preso al MIT a solo quindici anni e non sono ancora abbastanza per te?
-non ho mai detto questo
-"sono delusa" l'hai detto mamma, ogni singola volta che ho fatto qualcosa che usciva dai tuoi schemi, ogni volta che ho fatto qualcosa per me stesso. E dopo tutto quello che mi hai fatto, dopo tutto quello che mi hai detto ho continuato a provare. Dopo tutto quello che mi hai fatto ho sempre cercato di perdonarti!
-mi dispiace così tanto Peter
-non ho bisogno delle tue scuse, mamma. Ho bisogno di una mamma che mi ami, una mamma che mi amasse davvero! una mamma che non avesse nulla a che fare con te!
- credi che io volessi un figlio come te? io neanche ti volevo dal primo momento!
-MAMMA!
questa è l'ultima conversazione tra Peter e sua madre e l'unica che si ricorda al momento. Dopo questa era scappato non voleva rimanere lì con lei. L'ultima conversazione che hanno avuto prima che lei morisse e lui finisse in orfanotrofio.
Erano le quattro di mattina e stava facendo la sua solita ronda di Spiderman. Domani sarebbe stato accompagnato da suo padre, così almeno gli aveva detto Tamara, l'assistente sociale che lo seguiva. Peter non sapeva ancora chi fosse ma sperava che non fosse come sua madre. Sperava che almeno lui lo lasciasse in pace. Fece l'ultimo giro della serata e andò nella sua camera in orfanotrofio. Si addormentò pensando a chi e come sarebbe stato suo padre: in alcune versioni suo padre era sposato e con dei figli con i quali sarebbe andato daccordo in altre, quelle che lo terrorizzavano, suo padre era peggiore di sua madre.
Intanto Tony era eccitato per l'arrivo di suo figlio immaginandolo come una sua piccola fotocopia, non sapendo quanto avessr ragione. Aveva preparato insieme a Steve la sua camera con un piccolo litigio nel mentre su come doveva essere, Tony voleva riempirla di cose scientifiche mentre secondo Steve doveva mantenersi sul neutro, alla fine erano giunti all'accordo che l'avrebbero lasciata neutra con la possibilità di far scegliere a Peter come decorarla. Tony altre che eccitato aveva paura, paura di diventare come suo padre, ma sapeva di avere la squadra in aiuto. Sarebbe arrivato oggi verso l'ora di pranzo e tutti nella torre erano in subbuglio, o meglio tutti gli eroi erano in subbuglio. Nei piani inferiori tutto procedeva regolarmente gestito dalla mitica Pepper Potts che però anche lei era in ansia per il suo migliore amico. Mentre, nel piano privato dei vendicatori tutto era confusionale. Steve aiutato da Bucky stava cucinando tutti i suoi piatti migliori perchè non sapeva quale cibo potesse piacere al ragazzo, Clinti,Bruce e Visione erano agli ordini di Tony che stava cercando di sistemare l'appartamento come meglio poteva, Natasha e Wanda guardavano i ragazzi sedute sul divano e chiaccherando sul più e sul meno cercando di immaginare come sarebbe stato Peter.
Tamara e il confuso Peter erano arrivati alla torre circa verso mezzogiorno ed ora erano nell'ascensore che portava all'attico.
-forse ti starai chiedendo perchè siamo qui Peter- iniziò Tamara -non volevo darti paranoie assurde prima e quindi non ti ho detto nulla su tuo padre ma ora credo di poterti avvisare.
- mio padre è uno dei vendicatori, dopotutto mia madre è sempre stata molto ambizioza
disse il ragazzo cercando di nascondere il suo panico
- bhe si, tuo padre è Antony Edward Stark. Cerca di stare tranquillo lui ti vuole e anche se non hai mai voluto parlare di quello che ti faceva tua madre posso dirti che lui non lo farà
- e lei cosa ne sà, forse mia madre era la madre migliore del mondo
- di solito se è così i figli piangono al suo funerale oppure piangono dopo una volta metabolizzato il tutto, tu non hai pianto neanche una volta
- forse ancora non ho metabolizzato oppure mi nascondo molto bene
- va bene Peter se non le volevi bene, voglio solo assicurarmi che tu non ti faccia condizionare da lei nei tuoi rapporti. Sei un bravo ragazzo cerca di far entrare le persone nella tua vita okay? tu te lo meriti, questa famiglia si può dire che non è una famiglia convenzionale ma le poche volte che ci sono stata c'era tanto amore. Lo stesso amore che ti verrà dato.
Peter abbassò la testa, le parole di Tamara gli erano arrivate come un proiettile. Come si faceva a far entrare le persone nella propria vita? Peter di certo non lo sapeva erano sempre stati lui e sua madre e diciamo che sua madre molte volte è stato più il suo agente che una madre. Come si faceva ad amare? non aveva mai potuto fare amicizia, sua madre non glielo permetteva. Come avrebbe fatto?
Uscirono dall'ascensore solo per trovarsi davanti un nervoso Tony sostenuto da un nervoso Steve con dietro tutta la squadra curiosa
-ciao tu devi essere Peter, forse lo sai già ma io sono tuo padre. Caspita così suona molto Star Wars ma ti giuro che nella mia mente suonava meglio o almeno mi ero preparoto un discorso migliore
- scusalo...
iniziò a dire Steve ma si interruppe al suono di una piccola risata di Peter, gesto al quale Tamara rimase sopresa non lo aveva mai sentito ridere prima. Quando Peter si accorse che tutti lo osservavano ancora di più arrossì
- scusami per la risatina ma era una battuta carina, mi piace quel film. Potrei guardare Star Wars per molte ore di fila se non mi interrompessero e sopratutto farei qualunque cosa per un nuovo film
- okay ha la stessa parlantina di Tony, penso che ci divertiremo- disse Natasha.
- va bene Peter, Steve e Bucky hanno preparato molte cose da mangiare vieni seguimi così potremo conoscerci tutti meglio con dell'ottimo cibo in tavola-
prese in mano la situazione Bruce, Peter sgranò gli occhi e annuì in trance. Stava parlando con il suo idolo da quando aveva cinque anni
-Bruce forse lo hai rotto! come facciamo a farlo riprendere?- disse in panico Tony
- scusatemi ma lei è Bruce Banner, Bruce Banner mi ha parlato capite il mio idolo mi ha proposto di mangiare con lui e parlare. Lei è il mio idolo da quando ho cinque anni non pensavo di poterla mai incontrare!
-oddio no un altro nerd no! Già dovevamo sopportare Bruce e Tony non possiamo sopportarne un altro
esclamò Clint. Il pranzo procedette bene per tutti quanti. Gli eroi rimasero sorpresi, ma neanche tanto, all'apprendere che Peter era già al MIT e il tempo trascorse molto velocemente, tutti si divertirono tanto sopratutto Peter e forse iniziava a capire anche le parole di Tamara. Loro non si aspettavano nulla da lui ma lo lasciavano parlare sentendo anche il suo punto di vista e forse Peter capirà in futuro cosa vuol dire amare una persona ma non nel modo tossico come lo faceva amare sua madre.
fine
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Irondad & spiderson
Fanfiction*è facili sentirsi pieni di speranza in giorni come oggi, ma davanti a noi ci saranno anche dei giorni bui. Giorni in cui ci sentiremo soli, è allora che serve la speranza. Non importa quanto in fondo sarà seppellita o quanto perduti vi sentirete. D...
