Capitolo 19

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Molti dicono di non temere i momenti difficili, perché spesso il meglio inizia proprio quando avvengono

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Molti dicono di non temere i momenti difficili, perché spesso il meglio inizia proprio quando avvengono...

Ma queste persone, che dicono tale frase, hanno mai visto il corpo della persona amata accasciarsi al suolo, con un colpo sparato dritto nel petto?
Quale sarebbe stata la loro reazione?
Rimanere coerenti al loro pensiero?

Non credo...

Perché quando le urla della persona che ha perso ogni cosa, riescono quasi a squarciare il cielo... Niente ha più senso.

Non ha senso la felicità, la gioia, le emozioni belle. Il pensiero non può andare al futuro, ma solo a quell'attimo.

"No... No, ti prego... Ti prego".

Il silenzio regnava, in quel boschetto, mentre il piccolo Izuku si avvicinava tremante, inciampando nei suoi stessi piedi e cadendo nella neve svariate volte.
I suoi occhi non si staccavano mai dalla figura di Katsuki, scivolata a terra dopo il colpo, con parte della schiena sempre poggiata a quell'albero.

Tutto andava a rallentatore, la fatica era triplicata... E le lacrime rigavano il volto morbido del verdino, che continuava ad urlare mentre correva nella sua direzione.

Crollò al fianco di quel corpo, che voltò appena il viso. Gli occhi rossi erano strabuzzati e andarono immediatamente a cercare i due smeraldi così rassicuranti per lui, il respiro usciva rapido e a sbuffi creando piccole nuvolette candide.

"O-oi... D-Deku... - Provò a ghignare, mentre un rivolo lento di sangue scendeva dall'angolo delle sue labbra - Questa... F-Fa... Ma-le.. sai?".

Le mani tremanti di Izuku si sollevarono, volendo trovare un modo per aiutarlo... Qualsiasi.
Il foro si poteva vedere dalla giacca, il sangue la stava iniziando ad impregnare.

Il volto del più piccolo si trasformò in una smorfia di puro dolore, mentre dei lamenti continui uscivano dalle sue labbra e le lacrime rendevano il suo viso bagnato.

"Kacchan... K-Kacchan, no... No, tu... No, ti prego. Ti prego, non...". Singhiozzò, stringendo i denti, sentendo la gola bruciare per via delle urla.

"No... N-on mor-irò... P-però ho... Ho bis-ogno di una p-pausa...". Batté le palpebre, cercando di rimanere vigile, mentre tutto ciò che aveva intorno sembrava diventare sempre più offuscato.

Il minore si avvicinò al suo fianco, portandosi la sua testa al petto ed iniziando a stringerlo a sé, mentre continuava a piangere.
Katsuki era pallido, con la sclera degli occhi sempre più rossa, ed ogni respiro lo portava a fare uno sforzo immane...

"Ti prego... Ti prego, Kacchan... Non... Non mi lasciare... - Singhiozzò, stringendo una mano nei suoi capelli, tenendo il suo volto nell'incavo del suo collo - Kacchan... Dobbiamo andare nel... Nel New Austin e... Prendere una casa... Ti ricordi, no?".

I rubini, non accesi come al loro solito, si sollevarono pigramente, mentre dei piccoli rantoli continuavano a grattare la gola del maggiore: "C-Ci andremo... sì...".
Il verdino inclinò la testa all'indietro, mentre un grido silenzioso uscì dalle sue labbra, sentendo ogni centimetro del suo corpo fare un atroce male.

𝙶𝚞𝚗𝚜 & 𝙻𝚘𝚟𝚎 - 𝚁𝚎𝚟𝚎𝚗𝚐𝚎Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora