(due settimane dopo)
Ciro mi ha imposto una serie di regole per una "pacifica convivenza e sana relazione". Praticamente non devo mettere certi vestiti in zone comuni e quando vado a farmi la doccia lui deve essere con me per "controllare che altri non guardino".
Un pomeriggio mentre gli altri sono fuori vengo convocata da papà. "Vengo con te?" mi chiede Ciro prendendomi la mano prima che io potessi alzarmi. "Vuole solo Elisa" dice il comandante.
"Papà" lo saluto sedendomi sul divano di fronte a lui. "Eli tesoro. Penso di aver capito che tra te e il criminale c'è qualcosa".
"E mi convochi per questo?" gli chiedo stranita. "Per quanto mi interessi no. Ho una buona notizia per te. Con la Maria abbiamo scelto di iniziare a convivere e ci stiamo impegnando per trovare una casa qui a Napoli. Così magari esci dal carcere e vivi con lei".
"Mi prendi per il culo?" rido sperando sia uno scherzo. "Eli. Abbiamo tutti bisogno di un nuovo inizio".
"Preferisco stare qui a vita che vivere con la Maria. E se pensi che questo mi impedirà di stare con Ciro sei sulla strada sbagliata".
"Capirai da sola che Ciro non è l'uomo adatto a te" mi dice "Vai a cena con gli altri".
"Che voleva?" mi chiede Ciro dandomi un bacio. "Nulla" rispondo mangiando. Lui non insiste continuando col suo pasto.
"Va tutto bene?" mi chiede mentre torniamo nelle celle. "Si sto bene".
"Sei sicura? Sembri nervosa".
"Ti ho detto che sto bene" gli ripeto alzando la voce. "Nun alzà 'e toni cu' mme" mi ordina sbattendomi contro l'armadio mentre mi tiene per il collo. "E tu non rompere il cazzo". "Se c'è l'hai con tuo padre non devi prendertela con me!" esclama lasciandomi. "Infatti non c'è l'ho con te. O pensi che il mondo giri attorno a te?".
"Qui dentro sono io che comando".
"Fino a prova contraria è mio padre a comandare, poi il comandante e poi le guardie. Te se l'ultimo di una lunga fila gerarchica".
"Mi dici che ti ha detto? Inizio a preoccuparmi che l'argomento di discussione sia io".
"Tu sei parte di argomento se ti fa piacere".
"E l'altra parte?" mi chiede insistendo. "Sono cazzi miei e non ti riguarda" rispondo senza entrare nei dettagli. "Che stai a scurdanno', Eli? Dimm' tutt', nun mette' n'occhiell' e dimme che sta succedenn'" sbotta Ciro. Andrà così all'infinito se non glielo dico. "Mi dovrò trasferire".
"E non è una cosa bella? Esci di qui".
"No se dovrò vivere con la mia insegnante" sospiro "E se dovrò lasciare te".
"Perchè dovresti lasciarmi?" mi chiede prendendomi il viso delicatamente. "Mio padre" sussulto. "Tu a chi appartieni? A pateto o a me?". "Non appartengo a nessuno dei due. Io appartengo solo a me stessa" gli dico allontanandomi. "Stasera ci saranno due nuovi" mi informa Ciro cambiando argomento "Un chiattillo come te e un Di Salvo. Voglio che ci stai lontana".
"Va bene" sbuffo sdraiandomi sola sul letto di sotto "Stasera voglio dormire sola" gli dico. "Come vuoi" dice salendo sul suo letto
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Da dietro le sbarre
FanfictionIl direttore del carcere minorile arriva a Napoli con sua figlia. La vita di Elisa cambierà radicalmente tra amore e drammi familiari. ⚠️chiedo scusa a tutti i napoletani che leggeranno⚠️ non conosco il napoletano quindi le parti scritte in dialett...
