13.

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La mattina mi sveglio con la luce del sole che filtra dal balcone. Avevo dimenticato di chiudere le persiane.

Senza coprirmi più di tanto metto le ciabatte e in pantaloncini e fascia per la notte scendo in cucina dove trovo papà in giacca e cravatta e la Maria acchitata con un vestito a fiori.
"Stai andando a lavoro?" chiedo a papà. Lui annuisce posando la tazzina del caffè. "E tu invece andrai con Maria a fare un giro in barca" mi dice.

Sbuffo e mi siedo nel bancone. C'è un vassoio con un cornetto che prendo per mangiare. Mi era mancata la colazione.

Mi metto un costume nero sotto il prendisole bianco di merletto. Lego i capelli e preparo la grande borsa di Dior con teli e creme.
Prendo occhiali e capello prima di scendere nell'androne con le infradito. "Non c'è bisogno di uscire da casa" mi dice la Maria che mi fa segno di seguirla verso il giardino.
Scendiamo delle scale in pietra e sotto, approdata nel piccolo porto, c'è un'elegante barca da lago con un signore già a bordo.

Il signore ci porta dove si vede il carcere. Noto che le scarpe sono ancora appese.
Guardo quella finestra sperando che lui sia li affacciato. "Chi si rivede" afferma una voce già sentita. Mi guardo attorno e vedo che in un'altra barca con Edoardo che saluta. C'è anche Ciro seduto lì ma non si gira nemmeno. "Può avvicinarsi a quella barca?" chiedo al signore. "Non se ne parla" gli dice la Maria.

Mi levo i vestiti per rimanere solo col costume e mi butto in mare in modo da raggiungere la nave a nuoto. Ciro si fa trovare sulla piattaforma assieme a Edoardo. "Odio quando sei così scoperta" mi dice Ciro aiutandomi a salire. Lo bacio come la prima volta. Faccio un passo indietro per cadere in mare con lui "Solo tu puoi controllare l'abbronzatura" gli sussurro.
"Elisa torna subito qui!" grida esasperata la professoressa mentre io continuo a baciare Ciro in acqua.

Risaliamo nella barca mentre la Maria continua a gridare e io a fregarmene di quello che dice. "Vedi di asciugarti prima di rientrare o il direttore vorrà spiegazioni" dice Beppe a Ciro. "Ti rivedrò?" mi chiede lui tenendomi stretta. "Mi rivedrai" gli rispondo.
La professoressa fa avvicinare la barca a quella dove sono io "Tuo padre mi sente appena torna!" mi urla. "Fuori dalla scuola non è nessuno. Quindi la smetta di dirmi cosa devo fare o con chi devo stare. Lei vive con i soldi di mio padre quindi, per essere precisi, vive con i miei soldi. Ho più potere io sui miei averi che lei quindi veda di fare silenzio o la lascio qui. Chissà se riesce a tornare a nuoto?" gli dico stando tra le braccia di Ciro. "Questo ragazzo ti ha rovinata" si lamenta ancora "Mi sentirà per te, signorina, e per quel criminale! E sappi che non sono nata ieri. Se continui così metterò a soqquadro quella stanza e troverò qualsiasi giocattolo usi la notte".
"Se vuole glie ne regalo uno. Fa bene alla salute" sorrido mentre Ciro e gli altri mi guardano quasi sotto shock. "Non lo voglio sapere" mi dice Ciro. "Nulla di troppo scandaloso" gli rispondo dandogli un bacio.

Pur di non sentire più quell'anatra ritorno sulla barca che ci riporta a casa.

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