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La nuova casa è enorme rispetto a quella di Milano. Una bellissima villa sul mare con vista Vesuvio.C'è un immenso cortile e la stessa villa è decorata in modo sfarzoso con affreschi e dettagli in oro.

"Vuoi vedere la tua camera?" mi chiede la professoressa Maria che scarica la valigia dalla sua auto. Annuisco timidamente e prendo la valigia che lei mi aiuta a portare su. Anche il secondo piano è luminoso. La mia stanza è la seconda vicino le scale.

Una meravigliosa stanza dai colori neutri ma ben arricchita dai dettagli dei muri e dal soffitto dipinto. "La Venere di Botticelli" commenta la Maria che mi risveglia dallo stupore. "È bellissima" sorrido imbarazzata.
"Nei prossimi giorni ti arriveranno i bagagli da Milano. Io ho chiesto il trefermento nella stessa scuola dove sei tu così da continuare ad essere la tua insegnante. Ci abitueremo insieme al nuovo ambiente" mi sorride. Io penso di essermi già abituata abbastanza a Napoli, almeno ai napoletani.

"Pensavo avrei continuato a seguire le lezioni del carcere".
"Tu non puoi stare tra quelli. Andrai in un liceo classico così come prima e continuerai la tua buona cultura".
"Così quando rivedrò Ciro?" chiedo. L'ho lasciato ma questo non significa che io non lo ami ancora. "Quel ragazzo ti porta solo sulla mala strada" mi dice severa "Sistemati. A cena andiamo in un ristorante con tuo padre" mi informa.

Durante il pomeriggio mi preparo psicologicamente al trauma di stasera.
Quando l'orologio segna le 19:00 inizio a preparami. Indosso un lungo e leggero vestito lilla di raso con spalline sottili e schiena scoperta. Pettino i miei lunghi capelli ramati e mi trucco come si deve. Dopo la pesante base faccio una riga di eye-liner dello stesso colore del vestito che fa risaltare i miei occhi chiari mentre per le labbra resto su un nude. Metto degli alti tacchi bianchi di Versace mentre per la borsa decido di restare semplice con la Prada.

Scendo all'ingresso. La Maria indossa un elegante vestito verde smeraldo e ha i capelli acconciati. Dei fiori stanno sul tavolo che c'è tra le scale. "Di chi sono quelli?" chiedo.
"Sono miei. Da parte di tuo padre. Arriverà a momenti" mi dice.
Non riesco a concepire questa relazione.

In macchina cade il silenzio.
Arrivati al ristorante ci fanno accomodare e ci portano immediatamente il menu, pane e acqua. "Come sta Ciro?" chiedo a papà. "Ha fatto accoltellare una guardia durante la partita di calcio. Ma sta bene" mi informa "È stato talmente furbo da far cadere la colpa su qualcun'altro ma so che è stato lui".
"Se non hai le prove come puoi dirlo?".
"Ciro è un assassino, il ragazzo che è stato incastrato solo uno spacciatore".
"Filippo invece? Lui come sta?" gli chiedo per cambiare argomento."È scosso. Ciro e i suoi amici l'hanno preso di mira assieme al nuovo arrivato. Conoscendo Filippo si abituerà presto".
"Pensavo di seguire li le lezioni. Mi sono trovata bene e il classico non penso faccia per me, soprattutto qui dove non ho nessuna raccomandazione".
"Hai Maria e non voglio che stai con dei criminali".
"Quindi non vuoi che sto con mio cugino?".
"Elisa, è difficile. Voglio che tu abbia un'istruzione adeguata e scelte per il tuo futuro".
"L'unica scelta che ho è l'università!" esclamo.
"Argomento chiuso Elisa. Vi è piaciuta la casa?".
"È davvero bella. A Elisa è piaciuto molto l'affreeco in camera sua" dice la professoressa. "Sono sicuro che si ambienterà velocemente" sorride.

Passo tutta la sera a fare falsi sorrisi e senza dire più una parola.
Tornata a casa corro in camera. Chiudo la porta a chiave per assicurarmi che non entri nessuno. Prendo il vibratore che ho posato nel cassetto del comodino e vado in bagno. Dopo essermi spogliata mi siedo all'angolo della doccia.
Immagino che Ciro è con me. Cerco di focalizzarlo sulla mia testa fino all'orgasmo.

Sento bussare alla porta. "Elisa" "Va tutto bene?" chiede la voce stridula dell'insegnante.
Mi copro con un accappatoio e mi spruzzo qualche goccia d'acqua per andare a aprire. "Si. Va tutto bene" sorrido "Stavo facendo la doccia".
"Scusami cara. Sentivo strani rumori e mi sono preoccupata. Buonanotte" mi sorride.
Richiudo la porta senza girare la chive. Torno in bagno per farmi veramente la doccia e pulire il giocattolo.
Devo tornare da Ciro.

Da dietro le sbarre Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora