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L'ospedale non mi è mai piaciuto, specialmente ora che sono sdraiata. Ciro è a casa con i suoi fratelli e Edoardo che ha scoperto tutto. La mia famiglia è qui. La nonna è con me. "Spinga" mi dice l'ostetrica. Penso all'esame che ho appena finito e passato a pieni voti. Non può essere più difficile di partorire. Spingo in fuori sempre più forte. Trattengo le urla del dolore mentre sudo. "Un'altro pò. Manca poco" mi dice l'ostetrica.
"È una femminuccia" dice l'ostetrica quando la bambina piange. "Emma" sussurro mentre me la poggiano sul seno.

Ci tengono una settimana in ospedale per fare i controlli. Ciro si fa trovare davanti il cancello. "Le mie principesse" afferma abbracciandoci. "Come stai Emma" sorride alla bambina che tengo in braccio. "È stato tanto doloroso?" mi chiede a me. "L'importante è che c'è l'ho fatta" gli sorrido. "Inizieremo una nuova vita. Tutti e tre insieme" mi sorride Ciro che prende in braccio sua figlia "Guai a chi ma tocca a picciridda mij".

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