Capitolo 19 (Tyler)

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Sono seduto sul letto quando sento un frastuono provenire dal bagno.

Mi alzo di scatto:

<Mercoledì, tutto bene?> Chiedo preoccupato.

Nessuna risposta.

Corro in bagno, apro la porta e vedo il corpo esile di Mercoledì accovacciato sul pavimento bagnato della doccia.

<Oh mio dio, Mercoledì!> Apro la porta della doccia, e la prendo in braccio mentre è tutta bagnata.

Chiudo l'acqua, e porto Mercoledì in camera spaventato.

La stendo sul letto, le prendo il volto tra le mani che comincio a scuotere.

<Mercoledì, rispondimi per favore.>

Le controllo subito il battito.

C'è battito, ma non respira.

Comincio a farle le manovre per la rianimazione.

Le spingo sul petto una dozzina di volte, poi, le faccio la respirazione bocca a bocca.

<Dai, svegliati!>

Non mi arrendo, continuo a spingerle sul petto, fino a quando non apre gli occhi.

<Hey, hey, è tutto apposto ci sono io.> Dico, sollevandola, e facendole posare la schiena alla testata del letto.

<Cosa è successo?> Chiede.

<Sei svenuta.> Dico.

Mercoledì è ancora mezza addormentata, ma soprattutto nuda.

<Aspetta, non puoi rimanere così.>

Prendo un asciugamano dal bagno e comincio ad asciugarle il corpo.

Poi apro l'armadio e cerco qualcosa da farle mettere.

Trovo un paio di slip neri ed un maglione dello stesso colore.

<Vieni, ti metto questi.>

Le infilo gli slip e il maglione, che le arriva alle ginocchia.

<Grazie.> Sussurra piano.

Mi stendo sul letto, la prendo e la faccio stendere di pancia in giù sul mio petto.

Sembra una bambina.

Le accarezzo la schiena, e le poso un bacio sui capelli, ancora leggermente bagnati.

Si addormenta in 10 secondi.

Devo capire cosa diavolo fare.

Non posso chiamare il dottore, altrimenti mi scoprirebbero.

Non posso neanche chiamare i suoi genitori, si spaventerebbero troppo.

Ah no! c'è chi posso chiamare:

Enid.

Prendo il telefono di Mercoledì dal comodino e cerco il contatto di Enid e la chiamo.

<Mercoledì, sto cenando, dimmi.>

<Enid, sono Tyler.>

<Che succede?>

<Mercoledì sta male, corri qui, ti prego.>

<Come? sto arrivando.> attacca subito.

Dopo circa 5 minuti sento suonare il campanello.

Mi scosto, facendo attenzione a non svegliarla.

Corro al piano di sotto e apro la porta.

<Che cos'ha? Dov'è?>

<In camera sua. Ha la febbre ed è svenuta.>

<Si è svegliata?>

<Si, ma ora si è riaddormentata,>

<Ok, ti prometto che starà bene.>

Cerco di credere a quelle parole, vedere così Mercoledì mi fa stare troppo male.

Again But Better: Wednesday & TylerLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora