Capitolo 48

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Ciro's pov

Sono contento di essere riuscito a parlare con Adele.

Durante la conversazione è stata un po' distaccata e non posso biasimarla. Ce l'ha ancora con me ma farò di tutto per farmi perdonare da lei ma soprattutto le farò capire che voglio cambiare davvero.

Alla fine ho riflettuto sulle parole di Edoardo e forse quello che sto per fare non mi porterà da nessuna parte ma ormai sono già qui.

Il comandante ha davvero deciso di aiutarmi. Gli ho spiegato cosa volevo fare ed ha fatto in modo che io avessi delle ore libere da utilizzare in questa giornata.

Non posso far altro che essergli molto riconoscente.

Ho preso appuntamento con mio padre in una via di Napoli, per fortuna è un posto abbastanza isolato, al massimo c'è qualche persona che ci passeggia per pochi istanti ma niente di che.

Abbiamo modo, quindi, di parlare tranquillamente.

Tranquillamente per modo di dire. Non credo proprio che avremo una conversazione pacifica ma va bene così, me lo aspetto e ci sono abituato.

Anche se è probabile che andrà male devo comunque provarci.

Edoardo mi ha consigliato di parlare a cuore aperto con mio padre e di dirgli tutto ciò che sento.

Ed io voglio farlo. Voglio farlo non tanto perché credo che lui possa capirmi ma almeno per togliermi un peso dal petto e dirgli per la prima volta tutto ciò che ho sempre voluto dirgli.

Il rumore di una macchina che si accosta prepotentemente sulla strada mi fa ritornare alla realtà.

Mio padre esce dalla sua costosa macchina nera scortato dai suoi uomini o meglio dire i suoi fidati cagnolini. Gli fa un cenno col capo per far capire loro che devono ritornare in macchina e aspettarlo lì.

Bene, così possiamo parlare da soli.

«Ciao papà» dico con un po' di fatica.

Ha ancora il viso segnato dai colpi che gli ho dato. Mi sento un po' in colpa nel realizzare che si trova in questo stato a causa mia.

«"Papà"? E tu accussi tratt a pàtete?» mi rimprovera mentre si indica i lividi sul volto.

«Ho sbagliato a colpirti ma tu non dovevi coinvolgere Rosa nei tuoi affari, pensavo che fossimo d'accordo da sempre che lei doveva restarne fuori» mi giustifico con decisione.

«"I tuoi affari" - mi beffeggia ripetendo le mie parole - cre Cirù mo pigl e distanz?» alza un sopracciglio.

«Sì» affermo e lui ridacchia.

«Over? È da tutta la vita che sei complice in ciò che faccio, sei sempre stato coinvolto forse anche più di me. Cos'è sta storia che mo vuoi abbandonare tutto?» mi guarda fortemente contrariato.

Mio padre ha capito le mie intenzioni e non mi aspettavo le capisse subito ma d'altronde lui è un uomo molto intelligente e calcolatore.

«Che ne sai?» dico senza mostrare emozioni.

«O sssaje buon. Sono un boss non per niente, nun so mica nu fesso, vedo e sento tutto. Mi è bastato semplicemente osservarti negli ultimi di mesi per vedere quanto tu ti sia rammollito. A figlia ra direttrice ta fatt chist effetto?» mi deride di nuovo con un tono di voce sprezzante.

Al solo sentirlo parlare di Adele mi irrito subito ma non voglio che se ne accorga quindi cerco di restare neutrale.

Perché deve metterla in mezzo? Lei non c'entra niente.

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⏰ Ultimo aggiornamento: Mar 19, 2025 ⏰

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𝐅𝐨𝐥𝐥𝐢𝐚 𝐝'𝐚𝐦𝐨𝐫𝐞 || 𝐂𝐢𝐫𝐨 𝐑𝐢𝐜𝐜𝐢.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora