-mamma hai fatto di nuovo quella cosa piena di calorie- protestò Caidan entrando in cucina e notando l'enorme teglia presente al centro del tavolo -ho una partita nel pomeriggio non posso mangiare quella roba- continuò poi andando verso il frigorifero e cercando il sacchetto di insalata che si era comprato qualche giorno prima per prepararsi da solo un pranzo decente. Non ci mise molto a farlo e torno al tavolo con la sua insalata con crostini, pomodori e mozzarelline sotto lo sguardo poco contento della madre. Non gli importava più di tanto in realtà perché lui aveva una partita quindi aveva la scusa esatta per non mangiare quella maledetta pasta. Soddisfatto Caidan guardò alla sua destra dove era seduto Noah per sorridergli vittorioso ma il sorriso gli morì in volto. Suo fratello era ancora in quello stato.
Noah sembrava un morto vivente da quasi una settimana. Aveva uno sguardo lugubre, non parlava se non per rispondere alle loro domande e lo faceva a monosillabi per non parlare del fatto che ad eccezione dei pasti suo fratello non usciva mai dalla camera. Una sera era passato davanti la camera del fratello per andare in bagno e la porta era leggermente socchiusa tanto che non solo lo aveva sentito piangere, anche se stava cercando di nascondere i singhiozzi, ma lo aveva visto anche rannicchiato su se stesso e la cosa gli aveva fatto male al cuore. Suo fratello stava malissimo e lui non sapeva cosa fare e se doveva fare qualcosa.
-Noah- lo richiamò con voce bassa -stai bene?- almeno quello poteva chiederglielo e continuava a farlo da una settimana buona anche se il moro al suo fianco continuava a rispondergli "si" anche se non era palesemente vero.
-io non sono Noah- sussurrò il ragazzo ed era la prima volta che diceva qualcosa di più lungo di un si o un no -sono il fratello di Caidan- gli uscì quasi sprezzante quell'ultima frase e Caidan osservò il fratello davvero molto ma molto confuso. Perché all'improvviso diceva una cosa del genere.
-Noah smettila di insultare tuo fratello!- sbottò Rose guardando storto il figlio minore -se continui sarò costretta a metterti in punizione e non farti mangiare-
-continuate a chiamare questo Noah che non esiste- sussurrò il minore incurante di quello che sarebbe arrivato di li a poco -io sono il fratello di Caidan-
-ora hai esagerato. Fila in camera senza mangiare- sbottò Rose con sguardo furente e il ragazzo con calma si alzò veramente andando poi verso il piano superiore.
-mamma non credo mi stesse insultando- sussurrò Caidan guardando preoccupato verso le scale.
-certo che lo stava facendo. Tu sei sempre stato mille volte meglio di lui e il fatto che si definisca così tuo fratello mi fa raggelare- scosse la testa Rose mentre Caidan sospirava: aveva fatto un disastro. Se solo fosse rimasto in silenzio forse il fratellino avrebbe mangiato qualcosina.
E Caidan passò il resto del pomeriggio prima della partita a pensare a quello che aveva fatto sentendosi stranamente male perché non aveva nemmeno sentito il fratello scendere per prendere un pacco di biscotti come di solito faceva quando non mangiava molto a pranzo.
-ehi hai una faccia tetra! Non aiuterà a vincere sai?- disse Lance salutandolo quando arrivò davanti al palazzetto e facendogli vedere la sciarpa della sua squadra che quella volta di era ricordato di portare.
-è Noah che mi preoccupa in realtà- disse Caidan storcendo la bocca.
-chi?-
-mio fratello- sbottò Caidan e nel dirlo rimase un attimo immobile ripensando alle parole del fratello durante il pranzo: "io non sono Noah, sono il fratello di Caiden".
-che è successo?- disse invece Angus mordendosi il labbro inferiore. Stava cercando di non farlo vedere da ma quando aveva sentito il nome del moro si era preoccupato da morire. Nonostante avesse cercato di far si che il ragazzo scomparisse dalla sua mente la stessa gli giocava brutti scherzi la notta dannandolo ogni sera con un sogno erotico diverso con Noah e ogni mattina si svegliava sempre fin troppo eccitato e allo stesso tempo frustrato. Era stato lui a mettere fine a quella sottospecie di relazione quindi perché continuava a sognare Noah?
-è un cadavere che cammina da una settimana più o meno- sussurrò Caidan -risponde a monosillabi e le volte che gli ho chiesto se stava bene mi rispondeva di si anche se era palese non fosse vero. Oggi però quando l'ho chiamato per nome e chiesto se stava bene lui...mi ha detto che non era Noah ma il fratello di Caidan...sono rimasto spiazzato da quella risposta-
-be' è la verità! È tuo fratello- disse Lance facendo spallucce mentre il volto di Angus si adombrava ricordando perfettamente la conversazione avvenuta quasi esattamente una settimana prima con Noah. Aveva urlato al ragazzo dicendogli chiaro e tondo che essendo il fratello di Caiden dovevano mettere fine a quella sottospecie di relazione che avevano. E glielo aveva ripetuto in ogni maledetta frase che era il fratello di Caida anche quando il moro gli aveva urlato contro di essere Noah prima del fratello di qualcuno. E Angus si sentì morire. Noah stava male per colpa sua, per colpa delle sue maledette parole Noah stava male e lui non riusciva a togliersi dalla mente il sesso con Noah, il sorriso bellissimo di Noah e la sua risata quando faceva una battuta mentre erano entrambi sdraiati nel suo letto matrimoniale.
-certo che è la verità ma il fatto che lui abbia detto di non essere Noah io...non so mi sta facendo preoccupare più del dovuto e se perdo questa partita per colpa sua e del suo stare male potrei impazzire ancora di più-
-non pensare a lui durante la partita- disse prontamente Angus -immagina che sia ancora in Canada e concentrati solo sui tuoi avversari per portare a casa la vittoria. Alla questione Noah ci penserai dopo-
-lo dici come se fosse facile ma non lo è- "lo so" pensò Angus "so dannatamente bene quanto sia difficile non pensare a tuo fratello".
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I'm not my brother
RomanceNoah ha sempre vissuto all'ombra del fratello più grande di lui di sei anni. Ogni cosa che Noah provava a fare non era mai abbastanza perchè Caidan l'aveva fatta meglio. E' per questo motivo che il ragazzo deciderà di allontanarsi dalla sua famiglia...
