10. Un demone dai capelli rosso fuoco

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Stiamo camminando per le vie di New York City, abbiamo ripreso la nostra passeggiata dopo il nostro ballo

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Stiamo camminando per le vie di New York City, abbiamo ripreso la nostra passeggiata dopo il nostro ballo.

Mentre cammina di fronte a me, incantata dalle luci della città mi chiedo quanta voglia di vivere le abbiano tolto in quella casa.

Conosco Anaïs da quando è piccola, forse lei di me non si ricorda, ma io ho ben in mente quella piccola bambina con le treccine e le lentiggini.

Era sempre sorridente e ricordo che faceva innamorare tutti, quando non era vicino al padre.

Christian Flores, un uomo bello quanto stupido. Non l'ho mai sopportato e nemmeno mio padre l'ha mai tollerato più di tanto.

È sempre stato avido e non ha mai pensato al bene della comunità e della famiglia, ecco perché è caduto in disgrazia.

A riparare i suoi danni però, c'è sempre stata Anaïs, lei l'ha sempre saputo quale fosse il comportamento del padre e molto spesso, mi riferiva il mio, c'era lei dietro molte cose.

Si è sempre fatta carico di tutti e ha lasciato sé stessa in un angolo.

Almeno stasera non dovrà preoccuparsi di nulla.

Tornando ad osservarla cerco di non ridere ai suoi comportamenti, ma è davvero difficile.

Quando vede qualcosa che la rende più felice, si ferma, torna da me per indicarmi quello che ha visto, mi sorride e poi riprende a camminare a passo spedito.

Adesso si ferma e guarda la strada illuminata da luci colorate a forma di orso.

Si avvicina a me «Non sono bellissimi? A me piacciono quelli blu. E a te?» chiede aspettando una mia risposta.

Abbasso la testa guardandola, i suoi occhi sono leggermente lucidi, ma il sorriso le arriva da orecchio a orecchio.

Alzo di nuovo la testa «Principessina, sono tutti uguali,» constato puntando lo sguardo sul suo viso.

«Lo so. Te l'ho chiesto perché vorrei sapere, in realtà, qual è il tuo colore preferito.»

La mia bocca forma una "O" e annuisco silenziosamente inumidendo le labbra.

«A me piace quello...» osservo attentamente gli orsetti «verde.»

Il suo sorriso è devastante.

Mi attanaglia lo stomaco come quando ero ragazzino e vedevo quello stesso sorriso mentre mi porgeva una caramella.

Ho la gola secca e sento un nodo che non mi fa deglutire. Cerco di sembrare rilassato mentre lei riprende a camminare, ma sono teso come una corda di violino.

Sinceramente non capisco del tutto questo suo stupore per delle luci.

Ti stai focalizzando sulla cosa sbagliata.

Ecco, ci risiamo.

È solo la verità.

In cosa starei sbagliando? Per me sono solo luci.

𝐁𝐫𝐢𝐝𝐞 𝐨𝐫 𝐃𝐢𝐞Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora