Capitolo 27: parte 1

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*pov Charles*
Durante questo pomeriggio si è svolto il gran premio dell'Ungheria è andato molto bene, sono partito sesto e sono arrivato quarto.

Nel frattempo sono sul jet per tornare a Monaco, devo svuotare le valigie e ri-prepararle.

Partirò per Roma.

"Anna, mi servirebbe un favore" domando a mia cognata mentre sistemo qualche camicia in valigia

"Dimmi" si volta verso di me

"Mi servirebbe un abito elegante per Chiara, possibilmente rosso se riesci"

"Va bene te lo faccio recapitare a Roma allora" chiudo la valigia e riparto in vista di Roma.

Durante il viaggio mi occupo di scrivere qualche lettera per Chiara, mi sono un po' arrabbiato inutilmente e la maggior parte della rabbia era per le seconde prove libere.

Provo a chiamarla ma non risponde, fa bene ma vorrei sapere come sta. Mi dispiace per come ci siamo lasciati due giorni fa ma mi sono pentito.

Passo da casa dei suoi genitori e lascio la lettera nella cassetta della posta, torno in hotel e apro il pacco che mi ha recapitato Anna.

È un fantastico vestito rosso corto, mi ha mandato anche un paio di tacchi neri a spillo, le staranno divinamente.

Sistemo l'abito e le scarpe in una scatola bianca e la chiudo con un nastro rosso legato a fiocco. Sistemo anche la lettera seguente e glielo faccio portare da un corriere assunto apposta per questo.

Sistemo anche il mio abito, una giacca nera abbinata al pantalone, camicia bianca e papillon nero. Come scarpe le solite Mcquenn.

Nel mentre esco e vado a sistemare gli accordi con il locale dove ceneremo, ho prenotato il locale solo per noi, ci saremo solo noi due e le onde del mare.

Mentre sto guidando la mia Ferrari Purosangue la notifica di un messaggio interrompe le canzoni di Geolier che aveva scaricato Chiara.

Credevo fosse Chiara ma è Joris che cerca conferma per la partita di calcio tra qualche giorno, confermo e torno ad ascoltare la musica.

Ormai si è fatto tardi ed ho deciso di preparami per la serata, sistemo i capelli e faccio la barba, indosso l'abito preparato stamattina e spruzzo il profumo tanto amato da Chiara, acqua di Giò.

Entro in auto e vado verso il ristorante , arrivo e per ora Chiara non si è fatta viva, spero che vivamente che venga.

Mi siedo su un divanetto che affaccia sul mare e sorseggio un Campari Gin nell'attesa della mia ragazza.

"Mi aspettavi?" Chiara si avvicina verso di me, è bellissima, non so che dire.

Mi alzo di scatto senza proferire parola e mi avvicino a lei, mi gratto la nuca per cercare di capire cosa potrei dire

"Mi dispiace per ciò che è successo" le porgo la mano "se posso sei bellissima"

"Dispiace anche a me" accetta la mia mano e ci accomodiamo al nostro tavolo sistemato con il colore rosso, lo stesso colore del suo vestito.

"Sai mi sono comportato da idiota solo perché ero nervoso per le prove libere" verso l'acqua nei bicchieri "vorrei che tu mi perdonassi"

"Charles, ci ho riflettuto su in questi due giorni e ho capito che noi due siamo fatti per stare insieme e quindi adesso sono pronta a perdonarti" mi alzo e gli lascio un bacio.

*pov Arthur*
La casa è silenziosa ma a riempire l'aria è la risata della mia ragazza provenienti dalla cucina, sta parlando con sua madre; hanno un rapporto così bello.

Mi appoggio alla soglia della porta e lascio che si accorga della mia presenza, quando chiude la chiamata mi guarda e sorride.

"Andiamo a cena stasera?" Mi avvicino "solo io e te" metto le mani sui suoi fianchi.

"Va bene, allora andrò a prepararmi" mi lascia un bacio sulla guancia per poi scappare via da me.

Mi metto una una maglietta nera della Nike è un jeans blu e le sneakers della saint laurent nere,un po' di profumo e sono pronto.

"Sei così bello" mi circonda le spalle Anna.

Mi giro verso di lei e la abbraccio "mai quanto te" allungo la mano fino al suo sedere.

"E se facessimo altro?" Mi guarda con uno sguardo malizioso.

"Beh ora dovremmo andare" gli afferro la mano andando verso la porta.

"Posso guidare?" Mi domanda "se non ti fidi fa nulla" riprende e non dice altro perché le lancio le chiavi.

Salgo nel lato del passeggero e accende l'auto, mette la cintura e io la seguo, poi inizia a camminare.

"Mi guardi per l'ultima volta, mentre fai le scale. Mi dispiace tanto, non mi posso avvicinare.
Meglio dirsi che è finita, non ha senso continuare. Se poi ti farò del male, tu mi farai del male" canticchia rimanendo concentrata.

"Sei brava, è la prima volta che ne guidi una?" Domando incuriosito.

"No, forse due volte ho provato a guidarne una" risponde.

Dopo aver trascorso il viaggio in compagnia di Luchè, un rapper italiano, arriviamo ed entriamo nel ristorante, ci accomodiamo in un tavolo molto distante e più tardi arriva il cameriere.

"Buonasera, sapete già cosa ordinare?" Chiede.

"Si, una quattro stagioni" chiudo il menu "tesoro" la richiamo presa dai suoi pensieri.

"Emh una margherita con i wrustel"

Appena finiamo di ordinare ritorna con una bottiglia di vino bianco per poi ritornare in cucina.

"Princesse da quando sei ritornata da New York che sei pensierosa, tutto ok?" La osservo.

"Amore si" mi rassicura "non preoccuparti" aggiunge toccandomi la mano.

Arrivano le pizze e passiamo la serata in serenità, anche se ogni tanto Anna guardava un punto fisso e poi si perdeva, ma cerco di non mostrarmi preoccupato.

Camminiamo mano nella mano a passo lento, si ferma davanti una gelateria e mi guarda come se mi stesse chiedendo 'che ne pensi?', sorrido e gli faccio un cenno con la testa e ci mettiamo in fila.

"Due coni al pistacchio" dico afferrandoli passandogliene uno, "come mai pistacchio?" Le domando.

"Bho mi andava così" sorride leccandolo.

Il ritorno a casa lo passiamo in silenzio , mi giro per guardarla e mi accorgo che sta dormendo, sorrido e parcheggio davanti casa.

Prima apro la porta, poi la prendo in braccio portandola dentro, la metto subito a letto, le metto il pigiama e la guardo finché non mi addormento con lei.

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