*Pov Chiara*
Il sole inizia a calare quando io e Charles chiudiamo la porta di casa dopo una giornata infinita. Tra prove, fiori, liste degli invitati e tutto il resto, sento il peso della stanchezza sulle spalle. "Finalmente" sospira Charles, buttandosi sul divano con un sorriso stanco. "Credo che oggi abbiamo fatto più progressi di quanto pensassi."
Annuisco, lasciando cadere la borsa sul tavolo. "Mancano solo un paio di dettagli, poi siamo pronti per il grande giorno."
Charles si alza e si avvicina per abbracciarmi, appoggiando il mento sulla mia testa. "Non vedo l'ora. Sarai bellissima."
Sorrido, alzando gli occhi verso di lui. "Tu invece cerca di non arrivare in ritardo, Leclerc."
Lui ride, stringendomi di più. È uno di quei momenti che rendono tutte le corse e i sacrifici degni di essere vissuti.
Decidiamo di passare da Anna prima di tornare a casa. È da qualche settimana che non la vedo, e so che è agli sgoccioli con la gravidanza. Quando arriviamo, però, la tensione è palpabile.
Anna è seduta sul divano con una mano sul pancione e l'altra che accarezza distrattamente i capelli di Lando. Charles mi scambia uno sguardo, perché è chiaro che Arthur non è più nei suoi pensieri. Non da Monza.
"Ciao, Anna" dico con un sorriso cercando di rompere il ghiaccio. "Come va?"
"Meglio" risponde lei, cercando di sembrare rilassata, ma la sua voce è un po' forzata. "Lando è stato d'aiuto."
Charles sembra trattenersi dal fare commenti. "Se hai bisogno di qualcosa, siamo qui" dice invece, dimostrando la sua solita dolcezza.
Parliamo per un po', ma è chiaro che Anna è stanca, quindi ce ne andiamo presto. Una volta in macchina, Charles si lascia andare.
"Non capisco come faccia a sopportare Lando," dice scuotendo la testa. "Arthur sarà stato un testone, ma almeno non era... così."
"Charles" lo ammonisco dolcemente. "Anna sta cercando di andare avanti, come può."
Quando torniamo a casa, andiamo subito a letto. Charles è già addormentato quando mi giro verso di lui, osservando il suo profilo rilassato. Sto per chiudere gli occhi anch'io, quando sento il telefono vibrare sul comodino.
È Mathias.
"Chiara" dice con la voce agitata. "Le si sono rotte le acque. Siamo all'ospedale."
Il cuore mi balza in gola. Mi tiro su a sedere di scatto e scuoto Charles. "Charles, svegliati! Anna sta per partorire!"
Lui si sveglia confuso. "Cosa? Ora?"
"Sì, dobbiamo andare!"
Mi infilo in fretta i vestiti mentre Charles si prepara con la stessa velocità. Nonostante la tensione, so che questa sarà una notte indimenticabile.
*Pov Anna*
Mancano poche settimane oppure giorni alla nascita della piccola Soleil. Ho trascorso questi mesi a Roma dalla mia famiglia, ma da qualche giorno sono stata qui a Monaco per farla nascere a casa sua.
Con Arthur da come si può intuire é finita....per sempre, non ci sono spiegazioni, solo parole che non hanno riempito buchi, é triste dirlo ma a volte l'amore non basta, abbiamo provato a resistere, ma ci siamo allontanati sempre di più finché non é finito tutto. Ma mancherà? Si, ma é meglio così.
Non volevo all'inizio parlare con nessuno, né Chiara, né Mathias, né mamma o papà, sola con me stessa. Avevo deciso di abortire ma non se lo meritava solo perché ha un padre di merda, anche se tardi ho capito che l'avrei cresciuta da sola.
Lando invece lo odiavo ma alla fine avevo capito che necessitavo del suo aiuto per rialzarmi, ha sempre provato a starmi vicino, ma non ci riesco perché é come la causa della perdita di Arthur e questo mi fa male. Abbiamo deciso di far finta di esserci messi assieme per far vedere ai miei e soprattuto ad Arthur che sono andata avanti. Lando crescerà con me la piccola Soleil almeno non le mancherà una figura paterna.
Durante la notte, mentre stavo guardando fuori dalla finestra,sento una contrazione, chiamo Lando che mi porta in ospedale, lì c'è già Charlotte con Lorenzo.
"Entriamo" dice Lando.
"No....tu no, verrà lei" indico Charlotte che le si scioglie il cuore.
Avrei aspettato anche a mia madre oppure a Chiara ma non riuscivo a resistere, stava nascendo e non aspettava manco al Papa.
Dentro la stanza si sentivano solo respiri, il dolore era intenso ma la voglia di tenerla tra le mie braccia era tanta.
"Ci siamo manca poco!" Disse una dottoressa
Con un'ultima spinta si sentì un pianto, quando mi passarono la neonata svanì tutto, esistevamo io e lei....
"Piccola mia" la accarezzai il volto.
Poi la portarono a farsi delle visite stessa cosa a me, mentre ero in camera ad attenderla entra qualcuno.
"Lando?" Mi volto e trovai lui....
"No, sono io"
Arthur si avvicinò e io mi alzai in piedi.
"Volevo solo stare con mia figlia"
"Tua figlia?! Hai il coraggio di chiamarla così dopo che te ne sei andato come un codardo?!? E dopo aver insinuato che non fosse tuo?!?"
"Senti non voglio litigare" alza le mani "voglio solo vederla"
"Non ti avvicinare" lo avviso "te ne sei andato quando avevo più bisogno di te. Hai avuto il coraggio di accusarmi di cose mai fatte. Adesso non venire a fare il padre dell'anno, perché non sai un cazzo di noi"
"Non fare scenate" alzò la voce.
Fu in quel momento che la porta si aprì di nuovo. Lando. Si avvicinò lentamente con un sorriso spezzante.
"Guarda chi si vede" dice "il grande eroe che si ricorda di avere un figlio,che cavolo vuoi?"
"Non sono fatti tuoi Lando!" Grida Arthur.
"Invece si, io ho tutto quello che tu desideravi, e sai cosa? Non c'è spazio per te vattene dai"
"Basta! Mi stai dando fastidio Arthur vattene!" Mi intrometto
La stanza si riempi di silenzio, poi Arthur si voltò e uscì.
Mi portarono Soleil, l'unica cosa che contava adesso, avrei combattuto per lei a costo della mia vita.
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Red soul
FanfictionMi chiamo Chiara, sono Italiana ma vivo a Monaco per l'università. Studio ingegneria meccanica, insieme a me spesso c'è la mia migliore amica Anna che vive in Italia e fa la modella. Per caso incontreremo Charles e Arthur Leclerc e la nostra vita ca...
