Aveva ritrovato un ritmo quasi cardiaco: al mattino dormiva, al pomeriggio usciva con Selene e qualche volta anche alla sera, era estate ora mai e il paese la sera si animava di gente che generava un frenetico via vai di storie.
Il nostro ritrovo era casa sua, abbastanza lontano da sfuggire al caos della gente ma abbastanza vicino da percepirlo ancora trasformato in lontano sottofondo.
Era il loro rifugio la nostra casa, la chiamavano il castello, "andiamo al castello", "ci vediamo al castello" perché era grande e accoglieva tutti gli spezzati, lui, lei, me, Elio, Zora, Mira e anche qualche ospite d'eccezione ogni tanto.
Poi una sera, trasportata forse dall'euforia del momento, mentre eravamo noi 3 davanti al solito bar, Selene espresse un desiderio e desiderò una cena con tutti gli spezzati e lui l'accolse.
Il giorno dopo chiamò Elio e gli disse di portare Zora e Iris con la quale ora mai era ufficialmente e felicemente fidanzato; alla chiamata di Naos gli spezzati risposero, chi con gioia e chi con fastidio, ma tutti risposero.
Selene si offrì di venire prima per aiutarlo nella preparazione e io andai al piano di sotto da Maia per lasciargli il loro tempo.
Prima che arrivò Selene scesi e lui venne con me.
"Cosa stai facendo ?"
"Ti accompagno"
"E perché mi accompagni ?"
"Vengo a salutare Maia"
Io anche dopo tempo non riesco a capire come faceva a essere sempre così imprevedibile.
Lui era un fascio di nervi, serio in volto, visibilmente infastidito dalla cosa, allora perché lo stava facendo ?
Ci aprì Mira e appena vide lui, sorrise e chiamò Maia.
Sgranò gli occhi e trasparì un velo di paura misto a finto senso di superiorità.
"Sali"
Non aspettò di sentire la risposta e si avviò, lo seguimmo.
Ritornò a casa e riprese a cucinare e intanto lei non riusciva a fingere indifferenza ne a nascondere la perplessità così non lo fece:"cosa vuoi ?"
Lui sorvolò sulla saccienza che gli rivolse, non reagì minimamente e continuò a cucinare:"stasera abbiamo una cena e mi piacerebbe ci fossi anche tu"
"E perché ?"
"Te l'ho detto mi piacerebbe"
"Così ? Dal nulla ?"
"Beh chi dei due ha degli irrisolti sei tu, io ti avevo scritto per farti un favore e farti rendere conto della gente che frequenti e tu hai voluto cogliere l'occasione per tentare di dimostrare qualcosa a te stessa, io ho reagito mano mano"
"Pensavo volessi attaccarmi"
"E lo pensavi solo tu"
"Ma perché avresti dovuto farlo ?"
"Perché io non sono cambiato, sei tu che mi hai buttato via, ti proteggevo prima e ti proteggo ora, non ho fatto altro che ciò che andava fatto"
"E allora perché te ne sei andato ? Perché mi hai dato addosso ?"
"Ecco vedi io nella storia della mia vita non mi sono mai visto come il protagonista ma sempre come il quel personaggio che arriva dal nulla e risolve tutto, perché è più forte dei protagonisti, e perché può farlo.
Solo che appunto non è il protagonista ed è unicamente questo il suo ruolo, il deus ex machina.
Poi non servo più.
Io non so e non posso vivere per me stesso ma solo in funzione degli altri non posso essere ferito se non feriscono chi amo e non posso essere felice se non rendendo felice chi amo.
Io non cavalco felice verso il tramonto con la principessa, aiuto gli altri a farlo e poi, finito quello, di solito il personaggio muore o scompare.
Ed è per questo che non mi ci vedo accanto a te, io ho accettato di vederti solo per sapere se l'inizio del mio messaggio fosse vero e lo è.
Ti ho salvata e non ho più uno scopo.
Quando mi hai regalato quel bracciale io ho fatto un voto: mi sono giurato che lo avrei tolto quando avrei finito con te, quando ti avrei salvata, ora non è più un bracciale, è un trofeo"
Lei rimase immobile un secondo, colpita da quelle parole e poi tentò di divagare "Per questo lo hai tolto ?"
"Si"
"E quel nastro rosso ?"
"È un'altra vita"
"Un'altra vita ?"
"Un'altra vita"
Lei esitò ancora e poi confusa cercò conferme in quello che credeva essere una breccia nel suo cuore:"ho bisogno di sapere cosa sono per te, perché se non ci tieni non ha senso tutto questo"
Neanche così si fermò dal suo dovere, neanche ora la guardò, neanche ora esitò:"tu sei una delle poche persone di cui mi fido perché hai dimostrato di tenerci a me e di mettere il bene che mi vuoi davanti anche ai tuoi interessi, quindi è ovvio che ci tengo"
Lei si fece prendere dall'emozione e dall'euforia, sorrise appagata.
Se avesse avuto la freddezza di chiedergli quando lui abbia avuto questa sensazione di lei, avrebbe capito che le ha mentito.
Naos non si fida di nessuno, lo sapeva anche lei, lo sapeva meglio di me, eppure ci è cascata, tutto ciò che è stato è iniziato perché lui ha visto il contrario di ciò che ha detto ora eppure, lei credeva di poter vedere nel suo cuore, lei credeva di essere la sola in grado di trovare la verità in lui.
Lei credeva, lei gli credeva come gli ha creduto sempre e lei credeva che non sarebbe mai cambiato e lui questo le ha mostrato le ha mostrato ciò che lei avrebbe voluto vedere e nel fingersi vulnerabile, lo stava rendendo lei.
Se ne accorse anche lei e tentò di ricomporsi:"Non credo di esserci, ho da fare"
"Immagino" sorrise, sorrise e in quel sorriso fui io a vederci tutto: vidi tutta la rabbia per la saccienza di Maia e dei suoi modi, il disprezzo per una bambina che credeva di poterlo conoscere e invece non sapeva nulla e non ha mai saputo nulla, vidi tutta la frustrazione per ciò che stava facendo e non voleva fare, vedevo il mostro che non avrei mai voluto vedere, che non aveva una morale e senza pietà era pronto a fare del male senza più rimorsi, vedevo un demonio onnipotente che muove i fili e non ti lascia scelta e quando prendi una bestia e la tieni incatenata per tutta la vita maltrattandola, quando si libera, si libera.
Era per la prima volta egoista non per arrivare ad un bene più grande, non la stava ferendo per poi farla arrivare a qualcosa di buono come ha fatto con tutti, non si stava trattenendo nemmeno.
Un brivido mi corse per la schiena, mi raggelò il sangue nelle viscere, mi sentivo come un bambino che assiste all'omicidio dei suoi genitori, sono impotente, inerme e terrorizzato.
Così per ricordarmi di non avere paura, mi rivolsi a quel demonio:"e-e-ehi a-amico mio, credi che verrà ?"
Sorrise malizioso "in realtà lei tenterà sempre di fare il contrario di ciò che le chiederò sempre, a sfregio, ma stavolta no, stasera verrà purtroppo, perché crede di essere speciale, perché vuole vedere se è migliore di lei"
"E tu perché l'hai invitata ?"
"Perché mi serve per mostrare a Selene che non è più nulla per me"
"Tu-tu-tu quindi mi stai dicendo che l' l'hai invitata pur sapendo che le avresti fatto male, che l'hai illusa e riempita di bugie solo perché ti serve per Selene ?"
"Ti sei accorto che le ho detto solo bugie Nick, bravo"
"Non capisco come abbia fatto lei a non accorgersene"
"Semplicemente perché lei crede sia vero ciò che ho detto e se avessi detto il contrario sarebbe stata comunque convinta di quello che ho detto ora, lei riscrive la realtà in base a ciò che vuole lei, quindi illudere una già illusa non è poi così difficile"
"Ma perché ?"
Si voltò di scatto, spalancò gli occhi che quasi gli uscivano dalle orbite e sorrise con un enorme sorriso, mi sembrava un pazzo psicopatico.
Poi smise e dipinse un espressione di schifo e disgusto sul suo volto e mi uccise:"non è forse metà di ciò che ha fatto lei ?" E riprese a cucinare.
"No, non è per quello Naos, non me la bevo tu l'hai già punita per questo, tu la stai punendo per altro"
"Non la sto punendo, se la punissi vorrebbe dire che mi importa qualcosa di lei e non è così, lei mi serve e così come lei ha usato me, io userò lei, sbaglio ? Sbaglio Nick ? Sbaglio ? Oppure se le cose le fanno a me va bene e se le faccio io sono il cattivo ?"
"Non l'avresti mai fatto"
"Mi sono evoluto Nick, ho deciso che fino a che compaio come personaggio secondario nella vita degli altri, non sarò mai protagonista della mia.
Non salvo più la gente anche perché poi ti rispondono che loro non te l'hanno chiesto e ti sputano in faccia, ora salvo me, ora faccio ciò che serve a me per arrivare dove devo arrivare.
Ora Selene ha paura che io abbia dei sentimenti repressi per quella stupida inutile bambina di Maia ?
E io la invito a cena per mostrarle che lei o un posto vuoto, per me non cambia.
Selene ha chiesto una cena con tutti ?
E ceneremo qui.
Perché lo ha detto lei.
Perché la priorità è lei.
Se avete bisogno voi che avete la coscienza di ascoltare e apprezzare l'aiuto che vi do, io ci sarò ma fino a che non avrà bisogno lei, perché a parità di situazioni, non avete e non avrete la priorità"
"Secondo me lol fai facendo perché l'ha guardata male, perché l'ha messa a disagio e perché in fin dei conti tutto questo farà soffrire lei"
Si girò, mi fece un ghigno con il lato sinistro del viso e ricominciò a cucinare.
Forse non era poi così mostruoso.
In quel momento arrivò lei...
Per la prima volta la vidi avulsa da abiti e look troppo ricercati, una semplice camicetta bianca, un semplice pantalone nero e delle semplici sneakers bianche, la coda di cavallo ben tirata e il nodo Karmico al collo perché l'eleganza non la fa la giacca ma il portamento.
Quella sera poteva abbassare ogni barriera.
Quella sera lei indossò un sorriso che poteva abitare tutte le storie e nel vederla disimpegnata capii quanto era frangibile, una fragilissima maestà.
Appena entrata si è rimboccata le maniche e si è messa ad apparecchiare e io sono uscito sul balcone a guardare le stelle.
In quel momento mi sono immaginato Naos nel freddo della notte proteso su quel balcone a guardare la luna, fissarla per ore e raccontarle di tutto come un bimbo alla madre in attesa di un abbraccio, un bacio e un "andrà tutto bene" che non sono mai arrivati, ma che non bastava per non farlo tornare la sera dopo, perché lui lo sapeva che lei ascolta, ascolta sempre, ascolta tutto, non risponde, ma ascolta e alle volte è tutto ciò che serve.
Suonarono e arrivarono Elio, Iris e Zora.
Elio lo abbracciò felice, iris lo salutò forzata e Zora non lo salutò e andò a parlare con Selene.
Poco dopo arrivò Maia, visibilmente a disagio in attesa di poter raggiungere il giusto livello di confidenza con tutti.
Si iniziarono a scambiare qualche chiacchiera di circostanza nel salone e poi re e regina inaugurarono il banchetto degli spezzati al castello.
Lui troneggiava a capo tavola e appena si sedette gli si dipinse in volto un sorriso che racconta gioia e serenità, si mise comodo sul suo trono e sorseggiava la sua acqua, in realtà aveva preparato del vino, tutti pasteggiavamo a vino, tutti tranne lui e lei alla sua destra.
Elio a sinistra al posto dell'alfiere, affianco Iris e di fronte, accano a Selene, Zora.
Maia si mise accanto a Iris, dove poteva vedere con cura le corone, io mi sarei dovuto mettere a capo tavola ma non ne la sentivo, non mi sarei mai paragonato e non lo feci, mi sedetti accanto a Zora.
Lui pareva sereno per il semplice fatto di essere li in quel momento con la corte che si era creato, scelti accuratamente tra gli ultimi.
Elio bistrattato dalla famiglia e trattato come un reietto, escluso e giudicato da chi non poteva giudicare.
Iris etichettata come diversa perché non aveva il coraggio di uniformarsi e criticata per questo.
Zora troppo grande per la sua età e mai capita da chi non riusciva a vedere oltre un numero.
Maia che ha visto quanto il mondo può essere brutto ma che tenta di uniformarcisi disperatamente per non dover affrontare una battaglia troppo dura.
Io che non sono mai riuscito ad avere il coraggio di affrontare le ingiustizie o di sopportarle e che quindi scappavo piuttosto che dover combattere preferendo la solitudine che mi schiacciava.
Selene troppo bella per avere amiche sincere, troppo intelligente per sperare in qualcosa di duraturo e troppo sagace per poter vantare una schiena senza pugnalate; condannata perché riusciva laddove le altre non potevano.
E poi...
E poi lui.
Lui che è stato tutti noi prima di noi, lui che è stato escluso da tutti, pugnalato mille volte perché non si piegò mai, che non venne ascoltato creduto pazzo perché racconta le verità che fanno male; escluso perché capace di cose troppo improbabili da poter essere credute e che quindi si è finto normale rinnegandosi per anni.
Lui che ha visto mille volte in mille cuori mille demoni, che ha visto il mondo molto più scuro di quanto noi possiamo immaginare e che si è immerso in quell'oscurità, eppure così determinato ad andare avanti.
Ci ha visti e ci ha raccolti tutti dal fondo, ci ha accolti laddove nessuno lo ha mai fatto, ci ha mostrato che il mondo non può essere così crudele e buio solo perché lui esiste, esiste qualcuno che combatte con te le tue battaglie come fossero le sue, qualcuno su cui credere, non importa cosa sarebbe accaduto, lui era li e sarebbe stato al nostro fianco pur consapevole che sopra di lui a proteggerlo dalla pioggia non c'era nessuno; lui viveva nell'ombra per non farci finire noi.
Era il nostro simbolo della speranza, il nostro faro in mezzo alla burrasca, il domani esisteva perché ci credeva lui, lui non aveva nessuno in cui credere, nessuno su cui contare, nessuno che lo guidasse eppure non ha mai perso la determinazione e la speranza, quell'uomo continua ad andare avanti e a credere in qualcosa che non esiste più e non può esistere.
Allora amico mio, se tu puoi reggere il mondo di tutti da solo, noi possiamo portare il nostro.
La corte peggiore del mondo, una banda di complessati difettosi pieni di traumi infiniti eppure a quel tavolo esistevamo solo noi e potevamo essere chi volevamo.
Mangiammo, ridemmo e scherzammo, piano piano Iris si distaccava da Elio e Zora iniziava a dare retta anche agli altri, e si iniziava a dipingere qualcosa di più grande.
Poi lui ci diede il permesso di essere fragili...
Zora iniziò e guardando un tenero, innocente e spontaneo bacio tra suo fratello e la sua fidanzata disse:"ah io sono stanca di queste smancerie, io ho deciso che voglio pensare a me stessa, realizzarmi e basta, tanto anche voi vi lascerete perché l'amore non esiste"
Poi Selene:"brava Zorina, sono esattamente le cose che dico io"
Ma non mi dire...
Elio si sentì attaccato e si difese:"ma perché secondo te ci lasciamo ?"
"Certo che vi lascerete, si lasciano tutti, aspetta che finisca la fase di innamoramento e arrivino i problemi, perché arrivano sempre" tuonò Zora.
E al tuono Naos rispose con un tuono:"per me, non si lasceranno" e quel boato spaventò tutti per il suo anomalo suono.
Selene aggiunse la logica:"insomma dimmi una coppia che conosci che funziona; i miei hanno divorziato, i tuoi anche, e i genitori si Naos non hanno divorziato ma sarebbe stato meglio, ho il telefono pieno di messaggi di disperati che vogliono solo scopare e che dopo che hanno visto che io non gli rispondo avranno scritto a qualcun'altra, e il peggio è che tra questi la maggior parte sono fidanzati e certi anche sposati, e non scherzo.
Ma poi guarda le poche coppie che ci sono, sono tutti infelici, si prendono e si lasciano solo perché uno dei due è disperato e si fanno le corna come se fosse la cosa più normale del mondo.
Io non mi sposerò mai.
L'unico amore che devi provare è verso te stesso, tu devi bastare a te stesso"
Quante volte l'ho sentita ripetere questa frase, "devi amare te stesso", "devi amare te stesso" e quante volte l'avrà sentirà lui...
Lui era li che troneggiava zitto e osservava, poi fece un ghigno e disse:"non è amando te stessa che amerai te stessa"
Ci lasciò tutti perplessi e richiamò Maia:"andiamo, non puoi dire che non sei d'accordo, tu sei il primo che ci ha mostrato le verità dietro a questo mondo e quanto possano essere squallide le persone, non venire a dirmi che credi all'amore"
Solenne, sciolse la sua posa regale, posò il bicchiere d'acqua e inrociò le braccia appoggiandosi sul tavolo e poi con sguardo rilassato cambiò le carte in tavola:"ora vi racconto una storia, c'erano due ragazzi che erano innamorati e si fidanzarono, la storia era passionale e meravigliosa come lo sono tutte all'inizio, erano bellissimi insieme.
Lo erano, bellissimi, gli unici che disapprovavano erano i genitori di lei perché dicevano che lui era un pezzente.
Come se potesse contare o determinare un qualcosa, idioti.
Ma erano degli idioti tenaci e così tentarono di separarli in tutti i modi ma i due ragazzi non tentennarono mai.
Mai.
Dopo anni perfetti iniziarono anche a progettare il loro futuro insieme, una casa e magari un paio di cuori in più che corrono su e giù per le stanze e la popolano, perché no.
Ma erano giovani e dovevano fare i conti con la vita che rimane dopo di loro, io lo chiamo il resto.
Quindi scuola, lavoro, genitori, soldi e amici.
Amici.
La ragazza aveva una compagnia di amici che piano piano prese una piega particolare e iniziò a popolarsi di un paio di teppistelli tossici, uno in particolare, un gangster mancato che non poteva fare altro che pena a chi lo guarda da fuori.
La ragazza era sensibile e dolce e con e tutte le poverette che finiscono in questi giri, si lasca assorbire.
Al suo fidanzato questa compagnia non piaceva per niente e litigarono molte e molte volte per questo.
Troppe volte e arrivarono ad allontanarsi.
Ma certe storie sono difficili da separare e dopo neanche un mese i genitori di lei partirono e quella divenne la loro casa, si ritrovarono e baglio nell'usare questo termine perché non si persero mai.
Ma gli amici di lei continuavano a minacciare la loro stabilità, così lei resasi conto decise che li avrebbe allontanati e per aiutarla lui in segreto si rivolse allo zio di lei, che è un poliziotto, gli disse di fare un controllo su quel teppistello, in modo da spaventarlo e farli mettere la testa a posto.
Questo succedeva di domenica.
Martedì il ragazzo è uscito con la sua moto rampante, non per fare il teppista ma semplicemente perché tornava dal lavoro e fece un incidente con un camion.
Finì in coma per qualche giorno niente di grave, riportò una lieve invalidità permanente alla mano destra ma non gli importava, perché quando si svegliò scoprì che lo stesso giorno a distanza di un'ora o poco meno la sua ragazza fece un incidente con un camion e non le andò così bene.
Era uscita con i suoi amici e con il teppistello che voleva fare lo spavaldo e andò a sbattere contro un camion in autostrada perché certe persone hanno i destini condivisi, indissolubili e non possono essere considerati persi separatamente, il senso ce l'hanno solo insieme.
La ragazza morì sul colpo.
Il coglione e affini non si fecero nulla.
Il ragazzo si disperò ovviamente e la gente, la vita lo capisce per un pò, poi smette di capirti e pretende che tu faccia qualcosa che non puoi fare, ricominciare.
Anni dopo il ragazzo tentò di ricominciare con il tempo, più volte anche ma ogni volta faceva finire la storia volontariamente.
L'ultima storia che ha avuto è durata un anno, la più lunga, poi hanno litigato e lei gli ha detto "è inutile che continui a pensare a lei, lei non può tornare".
Lui le rispose di uscire e non farsi vedere mai più.
Il ragazzo non riuscì mai ad andare avanti e mi disse che per lui futuro lo vedeva solo con lei, per lui l'altra metà era lei e che quindi non c'è nulla da ricominciare.
...
Mi conoscete io odio tutto e tutti, ma quel ragazzo ad ora è l'unica persona al mondo per il quale io per quanto mi ci possa impegnare, non sono mai riuscito a dire nulla di male a riguardo.
Un umiltà e una sensibilità uniche che non ho mai più trovato in nessun altro al mondo, lo stimo come nessuno e l'ho sempre visto come esempio ma purtroppo non ci frequentiamo più molto.
Quel ragazzo mi ha insegnato più dell'amore e della vita di quanto abbia mai fatto mio padre, e in un ceto qual modo lo considero un pò mio fratello e un po' mio padre, ha fatto per me più di quanto abbia mai fatto chiunque altro e tutto senza mai dire nulla ma agendo e basa, perché è questo che fanno i grandi uomini: non insegnano, ispirano.
E quindi ditemi: se non è amore, voi come lo chiamate ?"
Maia credeva di conoscerlo ma si sbagliava:"andiamo, te la sei inventata, non mi hai mai parlato in tanti anni di questo e ora te ne esci come fosse sempre stato li ?"
Con le lacrime agli occhi che non riuscivano a stare ferme intervenni io:"era sua cugina".
Si voltarono tutti di scatto sorpresi e sconvolti, così continuai "la ragazza dell'incidente era sua cugina, gli idioti i suoi zii e il poliziotto l'altro zio, è tutto vero"
Mi guardò mi fece un sorriso di approvazione.
Selene era toccata dalla storia e Zora già piangeva, così andarono in bagno per rinfrescarsi.
E li io assistetti ad una scena tanto dolce quanto spontanea, scena che se ad oggi mi chiedessero di descrivere cosa è l'amore io risponderei raccontandola.
Io non sono in grado di raccontare qualcosa l'amore come lo fa Naos, anche perché purtroppo o per fortuna sono una di quelle persone che si deve accontentare di un'anima gemella, quindi lascio che di questo ne tratti chi può, io posso raccontare dell'amore che riesco a contemplare e in cui credo, ed è un amore più semplice, fatto di piccoli gesti che vive nel quotidiano e quello che accadde fu tanto dolce e spontaneo che anche ad oggi, se mi chiedessero di descrivere l'amore racconterei questo...
A quel punto della serata eravamo arrivati al dolce ed era rimasto un pasticcino sul tavolo, così per tentare di esorcizzare l'atmosfera che si era creata Elio tentò di mangiarlo ma Naos lo fermò rapido.
"Ehi, se non lo mangia nessuno..."
"Lo mangia Selene"
"Ma ha detto che ha mangiato tantissimo e che sta scoppiano, che non le entrerebbe neanche un bicchiere d'acqua"
Naos scoppiò a ridere:"proprio non la conosci"
Tornarono e subito Selene guardò il vassoio e mangiò il pasticcino.
Questo.
Questo per me è l'amore.
E ce ne accorgemmo tutti perché ci voltammo verso di lui in simultaneo e lui sollevò le spalle a dire: ve l'avevo detto.
Dopodiché si ricreo un clima scherzoso e leggero ma lui, lui rimase sempre abbastanza composto durante tutta la cena, era quasi impercettibile, infatti io non me ne accorsi.
Quando Naos andò in bagno Selene mi chiese se fosse successo qualcosa e io risposi di no chiedendo spiegazioni lei rispose:"scusa Nick ma lo vedete anche voi che è nervoso ?"
ci scambiammo sguardi di confronto "veramente noi non abbiamo notato nulla" le dissi, e neanche Maia aveva visto:"ma figurati, è proprio lui che è così, non è nervoso anzi tutt'altro, figurati, ti stai sbagliando"
Tornò e riprendemmo a ridere e scherzare, poi sparecchiammo, noi tutti andammo in salotto ma re e regina rimasero in cucina a pulire.
Ora mai Iris e Zora si erano sciolte ed erano diventate più attive, più partecipi, forse dopo quella storia avevano anche iniziato ad approvarlo, forse, e quindi la mancanza di quei due pesò ma non più di tanto, a Maia invece pesò troppo e così inventò una scusa che neanche ricordo per andarsene, andò a salutare in cucina e lui la accompagnò alla porta.
Una volta chiusa, sbuffò e si rivolse a noi:"scusate per stasera, ero nervoso perché mi dava fastidio Maia e i suoi sguardi giudici dove si credeva superiore e migliore, scusatemi, adesso possiamo rilassarci"
Prese e accese la musica"mettete qualche canzone bella, scaldate l'atmosfera, io ho quasi finito" tornò in cucina e chiuse la porta.
Noi ci guardammo sorpresi e io risi.
Elio un pò più sconvolto si fece da portavoce dei nostri pensieri comuni:"ma come ha fatto lei ad accorgersene ?
Nessuno ha notato nulla, neanche Maia, neanche tu Nick che ci vivi assieme praticamente, come ha fatto ?"
"Tu ancora cerchi di capirli Elio ?" Gli chiesi scherzoso "...Non avete capito, sono un'altra categoria, un altro livello, non provateci nemmeno perché non potete capire, quelli giocano un'altro campionato di un'altro sport.
Noi facciamo le partitelle tra amici nel dopo scuola, loro giocano per la coppa del mondo, non e nemmeno paragonabile cosa sanno fare loro"
Iris si rassegnò: "Sarà ma io non ho capito perché lui continua a morirle dietro, si vede che lei è immatura, lui invece è troppo pieno di se e dovrebbe pensare a una meno complicata, infondo il carisma ce l'ha".
Zora fece una smorfia di disappunto e Iris le rispose:"non sei d'accordo ? Guarda anche quando siamo fuori, andiamo sempre dove decidono loro e facciamo sempre quello che vogliono loro e non perché ce lo impongono ma perché ci sta benissimo e lascia stare che sono uno pazzo e una ha 10 anni e pensa agli unicorni, questo è carisma"
La infastidì: "seh, gli piacerebbe, lei comunque non lo vorrà mai"
Elio entrò a gamba tesa:"ma li hai visti ?"
E la infastidì di più: "ma che vuoi ? Ma cosa vuoi che mi interessi ? Ma chi se ne frega"
Frigida.
E poi tornarono, e tolto il fantasma del natale passato Naos si scatenò, fu molto più tranquillo e leggero, scherzò di gusto e ci travolse con la sua spontanea allegria, ridevamo come degli bricchi o dei pazzi.
Poi senza che ce ne accorgemmo ci ritrovammo ad improvvisare un concerto.
Cantavamo le canzoni d'amore della nostra infanzia, quelle più sdolcinate, quelle che sapevamo tutti e lui lo sapeva che le conoscevamo tutti quelle canzoni.
Cantavamo stonati che sembrava qualcuno stesse torturando delle anatre ma non ci importava e urlavamo come se non ci potesse sentire nessuno e anche ci avessero sentito non ci importava.
Era il concerto più bello del mondo.
Poi Zora che iniziò a ballare, Elio che mimava un'assolo di chitarra, Selene e Iris che lanciavano cuscini, io e Naos che saltavamo sul divano, la lotta di cuscini che partì all'improvviso perché Naos assassinò il duca Elio.
E poi ricominciavamo a cantare e ballare per ore e ore e nessuno ci fermava.
Quella non era casa di Naos, era casa mia, casa di Elio, casa di Selene, casa di Iris, quella era casa di tutti, tutti ci sentivamo a casa e diventava davvero il nostro castello, sicuro che ci chiudeva fuori dal resto del mondo e a casa tua non ti importa se canti stonato ma canti e basta, non ti importa se balli e cadi, balli e basta, a casa tua nessuno ti prende in giro, nessuno ti giudica.
Quella sera di mezza estate rimane anche dopo anni la sera più bella della mia vita finora.
E saremmo andati avanti tutta la notte ma Selene aveva già sforato la mezzanotte di un'ora ed era eccessivo per lei, così se ne andarono tutti insieme, Iris lo abbracciò e Zora non lo salutò.
Rimanemmo solo noi due a riordinare.
Lui stanco si gettò sul divano chiuse gli occhi e si immerse in un sorriso compiaciuto.
"Cosa è quello sguardo vittorioso ? È andato tutto come volevi ?"
"Meglio ancora, hai detto bene tu Nick: ho vinto"
"Hai intenzione di spiegarti o aspetti che te lo chieda esplicitamente"
"L'ho letta"
Un fulmine a ciel sereno che fa tremare la terra e scompare all'istante e lascia le conseguenze del suo tocco agli altri perché non è più sua responsabilità.
Speravo non ci riuscisse mai, speravo per lui potesse provare il piacere di vivere un limite, per sentirsi un pò più normale, un pò più terreno e speravo potesse essere lei questo limite, quanto sarebbe stato romantico e poetico vedere che il limite dell'uomo indistruttibile non batte nel suo petto ? Ma in fondo dovevo aspettarmelo: non è quello il destino della fiamma...
"Raccontamela" gli chiesi determinato e pronto.
"L'ho letta quando ha parlato di amore, non che non lo abbia mai fatto prima con me, ma si è sempre trattenuta, ha sempre mascherato il tutto, invece stasera ne ha parlato in piena libertà.
Lei è costantemente combattuta, lei vuole credere all'amore ma tutto le dice che non esiste e allora si è innamorata di un'idea e ha glorificato un cane randagio senza Dio.
E per ciò giustifica ciò che fa perché se crolla la sua idea di lui, crolla la sua fede nell'amore.
E fino a qui ci siamo arrivati già tutti.
I conti però non tornavano, e non si spiegava nulla di ciò che è successo con me, ne l'avvicinamento ne l'allontanamento.
E invece si.
A lei piacevo, ero diventato uno di quei fantasmi al quale dona un trono immeritato, poi però mi sono avvicinato io e lei man mano si svelava le veniva spontaneo come verrebbe spontaneo a chiunque non abbia nessuno al mondo, farlo con l'unica persona di cui si fida.
Non poteva farne a meno, le veniva spontaneo e involontario però non le piaceva, la spaventava, così quando se ne accorgeva, se ne aveva l'occasione cambiava versione per confondermi in modo da evitare che io potessi capirla a pieno ma purtroppo le è capitato quello sbagliato e riuscivo a vedere oltre la povere che sollevava.
Non mi fermavo e come due magneti, puoi scappare ma la forza ti spinge li.
Fino a che ha capito che le cose stavano per prendere una piega diversa, stava per diventare reale tutto e non ha il coraggio di affrontarlo perché è convinta che se si dovesse innamorare davvero, poi finirà come tutti e soffrirà troppo, perché non può esistere un eccezione.
Allora è fuggita sia fisicamente che psicologicamente e si è rifugiata in quell'angolo di realtà che si era creata e che era sicuro.
E corrisponde a due anni fa: quando lei ha paura di affrontare la realtà è come facesse un Reset a quel tempo, a quando era più bambina e rialza tutte le barriere, tutti quei modi di fare che man mano sono riuscito a smussare e ritorna a credere nella bugia di Nasciro, perché può sognare con la certezza di non rimanere mai delusa perché non sarà mai reale.
E continuerà così.
Perché quello che non avete capito è che siamo affezionati alla nostra sofferenza; preferiamo un dolore familiare ad una felicità sconosciuta.
Siamo terrorizzati dall'incertezza.
Abbiamo bisogno di percorrere strade sicure, non importa esserne prigionieri se è un sentiero che conosciamo.
Nessun nuovo motivo per essere felice ma neanche nessuna nuova preoccupazione.
Ci fermiamo per prendere tempo e alle volte ci fermiamo per sempre.
Restare in bilico è meglio che cadere.
Allora Lei continuerà a innamorarsi di persone che non conosce, che non conoscerà mai e che alla fine non esistono per continuare a credere all'amore ed evitare che diventi reale e che possa deluderla o fallire.
Lei non ama per paura di soffrire e così facendo si sta condannando, perché è come non vivere per paura di morire.
Saltare nel vuoto fa paura, ma solo chi trova quel coraggio potrà assaporare la vita.
E continua a raccontarsi bugie come "mi sento realizzata", "sto bene così", "devi amare te stessa" ma è come avere un bicchiere vuoto: tu puoi scriverci tutti i trattai filosofici che vuoi per analizzare perché è vuoto, perché va bene che sia vuoto, che ti sta bene così e tutto quello che vuoi.
Ma un bicchiere vuoto non ti disseta..."
Mi fece un sorriso malinconico e con tono placido e calmo, con l'amore di un padre che insegna qualcosa al figlio mi disse:"lei non ha capito che Crescere significa smettere di essere egoisti e sapere che si può perdere qualcuno anche di colpo"
Mi commossi.
Mi commosse la veemenza con cui parlava e l'affetto verso l'unica persona più spezzata di lui.
Mi commosse sapere quanto in realtà soffrisse Selene e quanto tutte le persone non abbiano mai capito nulla di lei, nessuno.
E mi commosse ciò che stavo per dire..."N. Ma se è così, tu non ti potrai mai dichiarare"
"Lo farò la prossima volta che saremo noi due soli"
"Ma hai appena detto che fuggirà sempre dalla realtà, quindi ti dirà di no"
"Si, è vero, si accadrà ma andrà oltre Nasciro, regredirà si, molto, molto più di tutte le altre volte, ma si libererà di quel verme.
Troverà un'altra ombra, si, ma ad un certo punto inizierà a capire che io avevo ragione quando le dicevo che era incompleta e che inseguiva i sogni e allora si evolverà e diventerà migliore, si salverà da sola.
Ma per fare si che accada, io devo andarmene"
Le lacrime mi inondavano il viso e con tutta la rabbia e la compassione di cui ero capace, mi scagliai su di lui e gli tirai un pugno in pancia, con quel fino di voce rotta che mi era concesso avere in quel momento mi scagliai "la devi smettere! La devi smettere di fare queste cazzate ok! Anche a lei da fastidio quando te ne esci con questi discorsi pazzi da supereroe! La devi smettere di ammazzarti ogni volta per tutti.
Sei un fottuto pazzo!
Perché non riesci ad accettare che anche tu puoi avere un lieto fine ?
Perché devi fare questa cosa ?"
Inclinò il volto e spalancò gli occhi "perché io posso, ma tu non hai capito, questa volta non faccio il martire, questa volta quando avrà finito, ci sarò io li ad aspettarla Nick.
Perché questa volta non ho altra scelta, perché ho visto che il debito che ha Dio con me, lo espierà con lei"
"E non starai male per questo ?"
"Morirò Nick.
Starò male come non sono mai stato e come non mi hai mai visto prima d'ora ma...
Lo sai cosa c'è di nuovo Nick ?
Ho raggiunto uno stato di pace totale, ho trovato un equilibrio di vita.
Con Selene ho raggiunto una nuova consapevolezza, più matura, mi sono evoluto.
Ho capito che cosa è davvero l'amore:
Ama senza richiedere di essere amato.
Non è l'averla conquistata la ricompensa del tuo amore, non è un bacio, non è il sesso.
È il tuo stesso amore.
È amarla la ricompensa dell'averla amata.
Tu devi essere felice di amarla al punto da appagare te stesso così tutto ciò che accadrà da li in poi sarà tutto un qualcosa di più.
Bastare a se stessi non vuol dire essere un isola, vuol dire amare una persona talmente tanto e in modo talmente puro da appagare te stesso nel farlo e amarti perché riesci a privare questo.
Io non mi aspetto niente da lei, lei non mi deve niente, ciò che faccio per renderla felice mi basta a rendermi felice.
Ciò che ricevi dalle relazioni è legato in primo luogo da ciò che tu offri
Tu sei l'amore che dai e non sarai mai più grande dell'amore che dai è l'unica cosa che ti definisce in quanto uomo.
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L'assoluta
RomanceChe cos'è che distingue l'amore dall'infatuazione? Nick tornato per le vacanze estive nel suo paese d'origine fa degli incontri destinati a cambiargli la vita. Divenuto testimone di un amore che non è, forse, sempre in grado di comprendere, inizia a...
