132 Raquya

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Nonostante tutto
Nel bilancio di tutto
Io tutto lo rifarei

Sapevamo tutti che quel litigio avrebbe portato delle conseguenze e stoici le aspettavamo, ma alla fine cosa ci costava essere coraggiosi, la pelle non era la nostra.
Ma saremmo stati le torri al suo fianco pronto a sostenerlo e a seguire qualunque comando lui avesse provato a impartirci pur di aiutarlo.
Dediti a lui e alla sua causa come fosse stata la nostra pronti a dargli pezzi della nostra anima per farlo vincere.
Ma lui alla fine non ha mai avuto bisogno di noi, non ha mai chiesto aiuto e forse stava qui il suo raggiro più grande, perché tanto più lo vedevamo combattere da solo, tanto più avremmo combattuto per lui.
Quel girono non fu per chiamarci alle armi, ma semplicemente per non sentire il frastuono del silenzio di quella casa, che ci chiamò un ultima volta a raccolta, io, Elio ed Iris e quando Naos chiama, devi rispondere.
Venne ad aprirci la porta un ombra mesta ed emaciata con occhi bui e neri senza neanche la forza o la voglia di fingere un sorriso.
Non ci guardò nemmeno, si voltò e tornò in camera nel buio assoluto, immerso e avvolto dal vuoto, rassicurato forse nell'abbraccio delle ombre poi mi scrisse un messaggio:"ho bisogno di 10 minuti per recuperare".
Aspettavamo che uscisse da quella stanza e tornasse ad essere forte come lo è e sempre stato, ci preparavamo ad ammazzare il tempo sentendoci inadeguati e insufficienti, lui era li a due passi da noi, spezzato, ferito eppure tutte le parole di conforto che mi venivano in mente non sarebbero mai bastate a salvarlo, potevamo solo aspettare nella nostra incatenante impotenza, non potevamo fare per lui ciò che lui ha fatto per noi.
La porta si aprì ed entrò, irruente e prepotente.
"Dov'è ?"
"È nella stanza ma vuole stare solo" Tentò di spiegarle Elio, io sapevo che perdeva tempo.
"Maia, no"
Neanche si girò a sentirmi ed entrò nella cripta, aprì le finestre, fece entrare la luce, si sedette sul letto accanto a lui e gli parlò.
Avrei voluto fermarla ma non potevo fare neanche questo.
Uscì un paio di minuti dopo con la voglia di scagliarcisi addosso e venne da noi ma folle non si accorse che attaccava i suoi bastioni.
"Come fate a stare con lui ? Come fate a stargli accanto ? È un bastardo e un asociale, lui non merita di stare con Selene e non merita di stare con voi, lui merita di restare solo".
Questa era tutta la forza che poteva avere una donna ferita nel colpire.
Ma colpiva alte mura, solide e sicure come continenti, il primo muro era Elio:"A me non interessa..." lapidario.
"A me non interessa tutto ciò che è, rimane mio fratello e io avrò sempre fede in lui perché lui c'era, quindi io sono tenuto ad esserci per lui, non importa se vorrà il mio aiuto o se se la caverà da solo come ha sempre fatto, io ci sarò sempre per lui nell'attesa, anzi, nella speranza che arrivi il giorno in cui mi dirà che ha bisogno di me, e anche se non dovesse mai arrivare quel giorno potrà avere la certezza che se arriverà, io ci sarò".
Vedendo che il suo primo colpo non scalfì nemmeno il forte, decise di adottare un altro approccio... "guardatevi, mi fate pena, vi ha talmente tanto manipolato che non riuscite neanche più a distinguere il bene dal male"
Il secondo muro non fu da meno del primo e Iris fermò il secondo colpo:"io lo conosco relativamente da poco diciamo ma mi ha accolto a braccia aperte fin da quando mi vide la prima volta in quel bar e mi prese in giro, smorzando così l'ansia che sentivo nel non riuscire a dire a Elio che mi piaceva e indirettamente possiamo dire che se siamo quello che siamo è anche merito suo, ogni volta che io avevo un problema diventava un suo problema e quindi un problema di tutti, ogni vota che mi vedeva arrabbiata, triste o un pò giù non mi mollava mai fino a che non mi vedeva sorridere; lui è riuscito in pochissimo tempo a fare qualcosa che nessuno mi ha mai fatto, mi ha fatto sentire parte di una famiglia, questa famiglia, è come un fratello maggiore per me, e questa casa è casa mia, e tutto questo senza mai manipolarmi".
Indifferente davanti alla vanità dei suoi colpi Maia perpetuò la strada che era convinta fosse quella giusta per farci vacillare:"E tu che ne sai?
Come fate a sapere che le scelte che fate sono davvero opera vostra o fanno parte di un suo intricato piano per manipolarvi, quando c'è lui non potete mai avere la certezza che le vostre scelte siano davvero vostre o sue, come fate a credere a ciò che dice se sono solo menzogne ?.
Davvero non ve ne riuscite a rendere conto ? Non lo avete ancora capito ?... lui è il diavolo".
Maia aveva il rancore di una donna adirata contro chi rappresentava il simbolo della sua inadeguatezza che cercava forse una rivincita per la condanna che lui le aveva inferto e dalla quale sapeva di non poter fuggire, così cercava di strapparsi di dosso quell'ombra in tutti i modi; voleva dimostrare a tutti costi che lui era il male puro, perché se così fosse stato avrebbe potuto sentirsi migliore di lui, aveva bisogno di sentirsi migliore di lui, aveva bisogno di batterlo, tentò così di insinuare il dubbio nei nostri cuori, di avvelenare il nostro pensiero ed era brava a farlo, ma l'allievo non sempre supera il maestro, non questo allievo, non quel maestro e se le sue parole avrebbero potuto in quel che modo scalfire Elio o Iris, non esisteva colpo che avrebbe potuto abbattere me...
"Sai Maia, forse hai ragione, forse, forse è il diavolo, ma davvero, insomma, si spiegherebbero molte cose, forse ci ha davvero manipolati al punto che non riusciamo più a rendercene conto Elio pensaci un attimo, forse ha ragione.
Sai però quale è la differenza tra noi e te ?
Tu guardi i suoi limiti
Noi il suo potenziale
Non perché non li vediamo anche noi
Ma lui è già il peggior critico di se stesso, non serve qualcun altro che glie lo ricordi
Tutte queste cose che hai elencato, noi le sappiamo bene, lo vediamo tutti i giorni fare le cose che dici e sono effettivamente spaventose come le descrivi, ma in niente di tutto ciò noi vediamo il male.
Perché noi non abbiamo fiducia in lui, no, noi abbiamo fede in lui, una fede cieca, e come tutte le fedi si basa sulla speranza e su nulla di fatto, è vero, ma noi abbiamo così tanta fede in lui che diventa certezza.
Può sembrare freddo e insensibile e forse lo è, perché è al di sopra di tutto e quindi non gli interessa nulla, ma ha la capacità di guardare non a chi siamo ma a cosa siamo in grado di fare, per sfruttarlo, tutto questo mentre pianifica tutte le alternative in caso dovesse andare storto qualcosa, riesce a capire i punti deboli di ogni uno per poi ucciderlo nel giro di qualche parola ben assestata, ciò lo rende un incubo.
Ma è anche l'uomo che vuoi al tuo fianco quando va tutto storto e non perché ha un piano per tutto, non perché è il più forte, non perché scende in prima linea con te; ma perché ha un codice morale incorruttibile che non tradirà mai, così se lui è dalla tua parte sai di essere dalla parte giusta.
Noi abbiamo la certezza che ogni sua azione, anche la più mostruosa avrà sempre lo scopo di fare del bene, quindi si, può mentirmi, può manipolarmi, può fare ciò che vuole non mi importa, perché io so che lo farà sempre per il bene di qualcuno, lo farà sempre per salvare qualcun altro, perché non è in grado di fare del male, piuttosto che ferire qualcuno si fa ferire lui, ed è quello che ha fatto anche ora nello scacciarti, lui ha tanto da dire e avrebbe tutti i motivi possibili di scoppiare ma non lo fa e preferisce che tu sia qui a pensare che è malvagio piuttosto che mandarti via in preda alle lacrime, e sappiamo tutti che può farlo.
L'ho visto sacrificare pezzi di cuore pur di salvare noi, pur di salvare te.
Se gli serve per salvare un'altra vita perché fa tutto parte di un piano che nessuno al di fuori di lui riesce a vedere, io sono ben fiero di essere una sua pedina.
Tu invece hai sempre cercato il marcio in lui e come molti altri non riesci a concepire che si possano fare delle cose che tutto ciò che è etico e morale dice che siano sbagliate, al fine di fare del bene, non concepisci il paradosso che lui stesso incarna.
E poi non sono le bugie che ci spaventano ed è questo il talento del diavolo, ha sempre detto chiaramente ciò che è, non ha mai fatto mistero di questo suo lato oscuro il diavolo molte volte si presenta senza maschere eppure la gente accetta i suoi patti, non perché mente ma perché sa scegliere il momento giusto per proporsi, arriva quando sei nel momento peggiore, quando sputi sangue, non quando le cose vanno bene, ed è in quei momenti che ci ha teso la mano, quando non c'era nessuno e nessuno credeva in noi che siamo sempre stati gli emarginati e gli esclusi, gli ultimi, i maledettissimi spezzati, ci ha portato alla luce e ci ha resi i suoi cavalieri.
Ci ha salvato.
Come ha salvato te.
E se il patto è che devo essere manipolato, raggirato e farcito di bugie per raggiungere la mia felicità per la quale lui stesso combatte, io lo firmo.
È questo il punto devi avere fede nel diavolo"
Da predatore si era trasformata in preda, ciò che era un attacco in una difesa estrema:"il male è male, una bugia è una bugia, una manipolazione,  tutto ciò è male".
E io da bastione ero diventato avanguardia, ora toccava il colpo di grazia.
"Vedi, io credo che se i cattivi facessero solo cose cattive sarebbe semplice ucciderli o condannarli, tutti abbiamo bene e male, tutti viviamo in un grigio, chi più chiaro chi più scuro, solo che le perone di solito il male che hanno lo celano, lo sopiscono; lui no, lui ci è sceso a patti e ci si è fuso, lui non può eliminare il male che ha dentro perché ora mai è troppo radicato, allora lo sfrutta, per fare del bene, lui usa il suo male per aiutare noi, per fare in modo che noi non dovremmo mai arrivare al suo livello, le cose peggiori per i fini più alti, se questo è male, è il migliore dei mali"
Un meditabondo silenzio calò sulle mie parole e i volti dicevano ciò che rimbalzava nelle loro menti, Elio era fiero, Iris commossa e Maia colpita finalmente dalla verità, ma una sconfitta è difficile da digerire allora prima di andarsene svela una scheggia sbagliata di un'anima pura:"l'unica cosa che mi fa piacere di tutta questa storia è che dopo questa botta finalmente si è reso conto di quanto Selene in realtà sia bambina e lascerà perdere, non può avere ciò che vuole, non stavolta, si fermerà.
Si sta soltanto facendo trascinare"
Io risi sonoramente e di gusto poi la guardai amorevolmente:"hai conosciuto Naos...
Dici che è il diavolo.
Io dico che assomiglia molto di più a un lupo: il lupo è determinato, il lupo è orgoglioso.
Se gli lanci della carne fresca mentre è a caccia, il lupo la ignora e prosegue ed è qualcosa di meraviglioso che non potete capire: se siete convinti della falsa prosperità del gregge che hanno domato, non potete capire la libertà del morente lupo affamato.
Ti sembra forse qualcuno che vorrebbe fermarsi ?
O che può essere fermato da cose effimere come la realtà ?
Lui che plasma verità e certezze con un battito di ciglia, che distrugge e riscrive le persone come si fa con i castelli di sabbia rimessi alla volontà del vento ?
È lei che muove il sole e le altre stelle e non la lascerà mai.
E sai come ho capito che è lei e non può non essere lei ?
Ti devo essere sincero: all'inizio credevo fossi tu quella destinata a lui, e credo proprio di parlare a nome di tutti: lo sfidavi, gli tenevi testa; o così sembrava.
Tu reggevi fintanto che lui te lo permetteva, perché era convinto di essere troppo per chiunque, troppo intelligente, troppo forte; così si limitava e abbassava, ma appena sollevava un minimo il capo non c'era paragone, poteva fare ciò che voleva e girarti come gli pareva.
Tu sparivi.
Sparivamo tutti
Tranne lei.
Lei gli ha tenuto testa quando era forte come non lo è stato mai, quando era lei che lo faceva esplodere.
Erano opposti ma non si scontravano si elevavano l'un l'altro e si mescolavano, lei mostrava la verità che sapeva di conoscere e lui l'amore che ha perso.
Ogni uno tirava fuori da se stesso quella parte dell'altro che lo componeva e questa è una cosa ineguagliabile, assoluta.
Per questo non mollerà mai.
Se non potrà muovere gli dei del cielo, smuoverà gli inferi; e stai certa che può farlo"
Arresa ci salutò e se ne andò con una scusa stupida.
Ora non ci restava che attendere.
Minuti che ci raccontavano di Selene e portavano il peso della sua assenza, poi finalmente apparve.
Iris non riusciva a vederlo in quelle condizioni e materna non potè fare altro che chiedergli :"come stai ?"
Elio non gli diede il tempo di rispondere che decise di risparmiargli la fatica di cercare una battuta sarcastica e inveì:"perché cazzo siamo arrivati a questo punto N, santo cielo lasciala perdere è solo..."
Di scatto meccanico alzò lo sguardo e spalancò gli occhi trepidanti di redivivo furore e Elio si bloccò immediatamente.
"Se vi sento ridire quella maledetta parola riferita a Lei in mia presenza ne risponderete"
ingoiato il vilipendio Elio rincalzò:"va bene, non lo dico ma lo sai, santo cielo, non lo vedi che perdi solo tempo, non puoi ridurti così per Lei, non se lo merita".
Placido Naos decise di dimostrare qualcosa:"Una volta deciso di mantenere vivo un sogno, non importa quanto sangue e quante lacrime dovrai versare devi arrivare fino in fondo; che senso avranno mai avuto tutte queste sofferenze se mi arrendessi ora ?"
Perché Elio sprecava parole mi chiedevo.
Sapeva quanto me che non lo avrebbe fermato neanche se avesse iniziato a sparargli addosso, non si sarebbe mai fermato.
Iris non poteva andare oltre il suo aspetto:"quanto è che non dormi ?"
Fece un ghigno divertito e rispose con una semplicità a dir poco anomala per ciò che stava per dire:
"Non dormo più.
E se dormo ho gli incubi.
Non riesco ad andare avanti e non voglio farlo.
Resto sveglio fino a che reggono le forze perché ho paura di dormire, poi quando non ne posso più e crollo sogno lei e mi sveglio.
La sogno ogni notte, non sogno altro, solo il suo volto che mi guarda, mi sorride e poi mi sveglio.
Poco più di una fotografia.
Raramente mi è capitato di fare anche dei sogni più complessi ma lei c'è sempre"
Calò la testa per raccogliere il fiato che bastava a farci sentire metà del dolore che sentiva lui:"Vedi Nick, tu un giorno mi hai chiesto come facessi ad avere la sicurezza che era lei quella giusta.
Io non ho mai avuto la sicurezza che fosse lei, io ho sempre avuto la certezza assoluta che lo fosse.
Certezza incrollabile come sono certo che sei davanti a me ora, e non è la certezza che cerco di insegnarvi, non è la determinazione assoluta che ti fa convincere che sia certezza, no, è tutt'altro.
Io sogno solo lei, ho sempre sognato solo lei, anche quando ero nei momenti migliori e più intensi con Maia sognavo sta cazzo di ragazza alta con i capelli neri mossi e le punte rosse, non la conoscevo e la sognavo.
Non ho mai sognato Maia, ne prima ne dopo, mai altra figura si è dipinta nella mia mente.
Tu non puoi immaginare come mi sono sentito quando l'ho vista li davanti a me incredulo del fatto che potesse esistere davvero, tu non puoi immaginarlo, Elio, non può, nessuno può; e io non posso spiegarlo, non esistono parole e se Dio le inventasse, neanche mi basterebbero.
E io stesso posso raccontarmi la più grande delle spiegazioni logiche, che sognamo persone vaghe che poi associamo a persone reali, che non esiste il destino e i segnali ma solo ciò che decidiamo di vedere ecc.
Cazzate, è sempre stata lei e forse con il fatto che posso leggere le persone semplicemente guardandole, una sera anni fa l'avrò vista passare con la coda dell'occhio e l'ho letta inconsciamente, ho letto che è quella giusta e allora l'ho sempre cercata.
Possono esserci milioni di spiegazioni ma nessuna cambierà mai i fatti ovvero che il mio cervello mi ha sempre mandato verso di lei con tutta la forza e i mezzi che ha.
Se non esiste dubbio ad ogni mio risveglio, se non esistono parole, se non c'è luogo al mondo dove non la penso, non c'è altro da cercare in giro, il sole, le stelle, il tramonto, l'arcobaleno può scendere l'inferno in terra domani mattina e portare via tutto perché non esiste altro oltre il suo sorriso.
Ha rubato tutta la bellezza del mondo per se e io non posso fare altro che tentare con tutte le mie forze e anche con le forze che non ho di starle accanto quanto più tempo possibile godermi ogni sua smorfia, ogni suo gesto, ogni sua incazzatura e se mi viene chiesto di darle tutto me stesso in cambio, non importa, io mi dimentico di me, io voglio vederla al mattino appena sveglia con i capelli che sono un disastro, voglio vederla che scappa quando è troppo imbarazzata, voglio vederla che sorride, che piange, che mi odia, che mi ama, la voglio vedere nuda, la voglio vedere d'inverno sotto la neve illuminata dalle luci di natale, voglio godermi tutto di lei ogni giorno e non voglio dirle per sempre, perché non esiste il per sempre voglio dirle a domani, che è molto più bello, è molto più potente di un banale impersonale per sempre, perché vuol dire che domani io sarò ancora qui con tutta la consapevolezza della realtà, quando aprirai gli occhi sarò ancora al tuo fianco, è una promessa, voglio dirle a domani e lo voglio ripetere ogni giorno che mi resta da vivere perché ogni minuto, ogni secondo, ogni respiro è sprecato se non c'è lei a completarlo"
Alcuni credono che Lucifero non fosse geloso di Dio, anzi, dicono che lo amava, come tutti gli angeli, e nel suo filiale amore lui voleva che Dio lo guardasse per un momento e per attirare il suo sguardo, pur di essere guardato anche solo per un momento, gli disobbedì, così Dio si voltò e punì per la disobbedienza suo figlio.
Però il diavolo ha visto negli occhi Dio, è l'unico, che ha visto gli occhi di Dio.
Ecco perché caduto dalla città d'argento Lucifero piange, perché sa di non poter più toccare Dio, la condanna più grande di tutte sarà sempre sapere che non può esistere altro paradiso.
E piange per tutti gli altri angeli che invece il paradiso non lo conosceranno mai.

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⏰ Ultimo aggiornamento: Aug 28, 2025 ⏰

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