"Non si può essere eterni se si continua ad evocare un errore da espiare"
La casa era pregna di in reverenziale silenzio, le luci erano fuggite e c'era aria di lutto.
E poi...
E poi apparve come fantasma, risorto come tuono aprì di scatto la porta della stanza e accese tutte le luci di casa.
Accorsi e lo trovai intento a radersi.
"Che cosa è successo ?"
"Preparati Nick, dobbiamo andare alla piazza vecchia di Arcadia"
"Perché ?"
"Perché lo ha detto lei"
Si voltò e mi sorrise fiero e felice.
"Ma cosa è successo ?"
"Non perdere tempo, preparati, parleremo dopo"
Così mi preparai e anche lui, e di nuovo, e di nuovo; alla quarta volta decise che poteva andare bene e finalmente uscimmo.
Iniziò con passo svelto poi quasi correva.
Non fece la solita strada, ma fece tutto il giro che passava da dietro alla piazza centrale, sia per non vedere nessuno ma più che altro per perdere tempo, sapeva che se fosse accorso sarebbe risultato disperato e sapeva che non avrebbe resistito alla voglia di rivederla e avrebbe camminato svelto per forza, quindi scelse la strada più lunga possibile per sembrare appena tornato da chissà dove.
"Allora ? Mi vuoi spiegare ?" Chiesi affannato.
Lui di tutta risposta si fermò e mi diede il telefono, lo sbloccò e mi mostrò un video che gli aveva mandato lei.
Nel video si vedeva lei camminare per Arcadia con dietro Elio.
Mentre Elio le parlava di quello che sembrava un accorato discorso sui sentimenti, lei aveva preso il telefono e aveva fatto un video dove invitava Naos a raggiungerli.
"Quindi Elio ha funzionato ?"
"No, tutt'altro Nick, hai visto ? Lui parlava e lei era totalmente assente, non le interessava minimamente"
"Allora perché ti ha chiamato ?"
"Perché uscendo con lui si è annoiata e ha iniziato a sentire nostalgia di quando usciva con me e mi ha chiesto di raggiungerli"
"Figlio di puttana, tu sapevi che Elio avrebbe fallito"
"Ma certo che lo sapevo Nick, era ovvio ma doveva fallire"
"Per questo non gli hai detto cosa dirle, perché sapevi che qualunque cosa avrebbe fatto non sarebbe stato all'altezza"
"Ogni uno fa la guerra con i soldati che ha, lui ha detto che voleva essere utile no ? E ho fatto in modo che lo fosse"
Sei veramente un bastardo.
Arrivammo e ci trovammo davanti una decina di persone: c'erano Selene, Elio, Zora e gli amici di Zora.
Lui scendeva le scale per la piazza vecchia con le braccia aperte in gloria come se stesse scendendo le scale la più grande delle rock star a un concerto.
Tutti si voltarono, gli amici di Zora ne furono contenti perché sapevano che era simpatico e lo adoravano, Elio lo guardava come se fosse veramente quella rock star, Zora alzò gli occhi al cielo infastidita e Selene fece finta di non accorgersene.
Salutò tutti silenzioso con un gesto della mano e poi andò davanti a Zora, accennò un sorriso con il lato destro del viso, abbassò la testa e la guardò da sopra agli occhiali, malefico e malizioso:"sorpresa di vedermi ?"
Lei sbuffò alzò ancora gli occhi al cielo e fuggì:"ma che vuoi ? Lasciami stare"
"Volevo solo ricordati che ho vinto io"
Lo sapeva che aveva vinto lui, lo sapevamo tutti.
Selene continuava a rivolgergli poco la parola e parlava con Zora, allora lui si mise a fare lo scemo con i suoi amici, ascoltando,
Ascoltavamo tutti, Lui rideva e scherzava e Lei perdeva tempo ma noi ci sentivamo come in una polveriera buia a farci luce con una candela.
E poi...
E poi qualcosa di insolito.
Selene dal nulla iniziò a parlare di Nasciro con Zora e raccontò di averlo visto nell'orto a raccogliere pomodori commentando con:"raccogli me come un pomodoro" sapevamo che non lo pensava, sapevamo che lo aveva detto per mandare un messaggio a Lui, ma Zora reagì a quella frase, Zora la guardò contrariata e per la prima volta da che la conosco si rivolse alla cugina con diniego.
Lui lo vide quello sguardo vide più di tutti cosa c'era in quello sguardo così comandò:"bimbi, andiamo".
Si alzarono tutti e si fermarono vedendo lei che rimase seduta; lei alzò lo sguardo e chiese:"e dove vorresti andare ?"
"Non lo so, a fare un giro, mi manca essere guardato male dalle persone, si sono dovuti fare i cazzi loro per quasi tre giorni, staranno morendo, oppure vuoi rimanere qui ad aspettare di farti raccogliere come un pomodoro"
Rise.
"Va bene, andiamo, però non arriviamo alla piazza, non voglio che la gente parli"
Si alzò e ci avviammo.
"Come fai a preoccuparti ancora di cosa dice la gente di te ?"
"Per te è facile parlare, tu stai a Karnak, non vivi qui"
"E pensi che cambierebbe qualcosa ?
Cosa mai può interessarmi di una banda di falliti, fedifraghi, adulteri e alcolizzati che mi giudica ?
Lo faranno lo stesso, il semplice fatto di uscire di casa implicherà che almeno quindici stronzi commenteranno come ti sei vestito e con chi passeggi.
Non lo puoi evitare, sono un popolo di merda così e se inizi a preoccuparti di tutto finirai anoressica e chiusa in casa"
"Parli facile tu, qualunque cosa succeda puoi sempre scappare"
"Da quando in qua sono diventato uno che scappa ?
Ti ho detto che ero innamorato di te anche se sapevo a cosa andavo incontro e sono venuto a sentirti dire che non volevi più vedermi pur sapendolo"
"È diverso..."
"E perché è diverso ? È più coraggioso di chiunque altro sia mai venuto prima di me"
"È diverso perché sapevi che..."
E si fermò.
Ma si fermò troppo tardi e quel silenzio abbiamo sentito tutti cosa diceva.
Io stupito, Elio fiero, Zora sconvolta.
Passeggiammo ancora un pò e poi Selene volle tornare a casa così la accompagnammo e lui la salutò:"ci vediamo domani ?"
"Non lo so, devo decidere quando ho voglia di vederti di nuovo; anche perché sono giorni che mi perseguiti anche mentre dormo"
Stop
Il tempo si cristallizza, i suoni si fanno ovattati, le luci si sgranano.
Sente un fuoco che gli parte dalle viscere e gli risale la schiena fino ad infiammargli le tempie, ha capito di aver preso quel posto e di essere riuscito a detronizzare un fantasma.
Sorride
Sorride perché è l'unica cosa che riesce a fare.
Sorride perché è il suo modo di esprimere qualcosa di inesprimibile.
"Allora a domani"
"Cosa ne sai che non ho di meglio da fare ?"
"Non lo so, lo spero"
"Sai che sei snervante quando fai così ?"
"Si lo so, tu invece quando fai finta che non sia così importante sei adorabile"
E si girò per darle l'occasione di sorridere senza che lui potesse vedere e la colse poi se ne andò.
Da li mano mano ce ne andammo tutti.
Il giorno dopo uscimmo di nuovo tutto insieme.
Un giorno andammo al ristornate.
Una sera siamo rimasti in piazza.
Un altra sera ci siamo riuniti tutti al castello.
Poi un altra.
Poi un altra.
Ora mai avevano e avevamo ritrovato una certa costanza e stabilità e poi ancora una volta le cose accaddero di colpo, naturali come un respiro.
Perché ci sono cose nella vita che funzionano come il corso di un fiume: puoi buttarci dentro un sasso, creare un'onda, ma la corrente si corregge sempre. Non importa cosa fai, il fiume scorre nella stessa direzione.
E di sassi ne abbiamo tirati...
Quel giorno lui si era alzato prima di me ed era andato con Selene a fare colazione.
Quando tornò emanava una scia di gioia anomala per lui.
"Nick, oggi pomeriggio usciamo, andiamo a fare shopping con Zora ed Elio"
"Ma perché dobbiamo venire anche noi scusa ? Non è meglio se andate solo voi ?"
"Per due semplici motivi amico mio 1: non ho la patente e 2: perché lo ha detto lei"
"Mi sembra giusto, cosa chiedo a fare io ? Tanto la risposta è sempre quella"
Ricordo tutto di quel giorno come se fosse stato uno dei giorni più felici della tua vita e allora ogni tanto lo ripercorri per intero per essere sicuro di non dimenticarlo.
Io che guidavo e Elio affianco a me perché era troppo grosso per stare dietro.
Lui sulla destra, Zora in mezzo e Selene sulla sinistra il tettuccio abbassato e io che andavo più velocemente possibile quando potevo per fargli prendere il vento.
Ricordo ogni foto che Elio ha scattato.
Quella dove io avevo gli occhi chiusi, quella dove Zora aveva tutti i capelli in faccia per il vento, quella dove Zora e Selene si sono messe in posa, quella dove lui sembrava stralunato, quella dove lei guarda il telefono.
E poi..
E poi quella foto.
Quella foto dove Selene ha la mano appoggiata alla portiera, lo sguardo volto al panorama e il sorriso.
Non un sorriso.
Il sorriso.
Così lo chiamava Naos, "Il sorriso", lo guardava sempre, ogni giorno.
Di quel sorriso diceva questo...
Ho avuto paura quando l'ho conosciuta perché ho capito che prima che la conoscessi io l'avevo già conosciuta la sera in cui l'ho vista per la prima volta.
Ho avuto paura quando ho capito che lei era in tutto ciò che dicevo, che facevo che sentivo perché ho capito che se un giorno se ne fosse andata non avrei avuto più niente da dire, da fare, da ascoltare.
Ho avuto paura quando ho capito che lei era in tutti i sogni che ho fatto da sempre, da prima.
Ho avuto paura quando ho visto il suo sguardo la sera del suo
compleanno perché in quel momento ho capito che lei c'è sempre stata prima che ci fosse e la vita che verrà io l'ho già vissuta.
Ho avuto paura quando ho capito che il senso di tutte le vite è sempre stato lei e tutto non avrebbe senso senza lei
Ho avuto paura quando ho capito che è l'inizio di ogni cosa che immagino, ed è li che inizia tutte le volte.
E dopo averlo visto non puoi stare più senza vederlo è una cosa insopportabile.
Ho avuto paura quando ho capito che senza di lei, la mia storia non ha nulla da raccontare e se ci provo non ha senso.
E tutta la paura che ho vissuto in ogni momento, è stato tutto finalizzato a creare quel sorriso.
Tutto il dolore che il mondo grida per un attimo è silenzio.
Quel sorriso è Dio che si scusa e dice "grazie di essere arrivato fino a qui, grazie di averla amata"
Ricordo ogni negozio che abbiamo visto, ricordo ogni abito che le ragazze si sono provate, ricordo Zora che in cercava l'approvazione di lei per fare ogni cosa e ogni tanto chiedeva anche la sua.
Ricordo Elio che ha sempre odiato fare shopping e che non è mai stato più felice di farlo, ricordo il viaggio di ritorno dove la stanchezza tentava di raggiungerci ma la gioia la scacciava.
Ricordo Selene che propose di andare tutti al castello a mangiare e tutti entusiasti perché volevamo che quel giorno non finisse mai.
Ricordo la pizza che abbiamo ordinato, come eravamo seduti, come eravamo vestiti; ricordo Selene e Zora che lavavano i piatti mentre noi pulivamo.
Ricordo le ore che abbiamo passato a cantare e ballare ricordo Naos che timido come non è mai stato si avvicinava sempre più a lei con la paura di sfiorarla per sbaglio fino a che non ha preso il coraggio in mano, ha messo una canzone romantica, l'ha guardata negli occhi le ha porto la mano, le ha sorriso e l'ha invitata:"mi concedi un caschè ?"
"Non ci pensare nemmeno"
"Perché hai paura che ti faccio cadere ?"
"Si"
La guardò con lo sguardo di quella sera in cui l'ha vista tremare e le disse:"se la terra decidesse di squarciarsi e inghiottire la città, la valle e la casa nelle viscere della terra, quando arriveremo alla fine saresti ancora tra le mie braccia"
L'aveva già convinta ma era troppo imbarazzata per concedersi e allora creò un nodo karmico:"la prossima volta, se saremo soli"
Ricordo noi stanchi morti sul divano.
E poi...
E poi ricordo il momento in cui il giorno è finito ed è stato dopo che lei ha commentato una foto di Nasciro, ricordo ogni minuto che Naos era rimasto a pensare se farlo o no.
Ma alla fine era tempo sprecato, sapevamo che avrebbe dovuto affrontare il discorso, sapevamo che prima o poi, avrebbero dovuto combattere.
Prese la sua sdraio e si mise al centro della sala, rivolto verso di lei, si sedette, chiuse gli occhi per un secondo, prese un respiro profondo.
Calmati.
Pensa.
Dolcezza affilata.
Rallenta il cuore.
Cancella il resto.
Cancella gli altri.
E ora vai.
Aprì gli occhi di scatto e la affrontò.
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L'assoluta
RomantizmChe cos'è che distingue l'amore dall'infatuazione? Nick tornato per le vacanze estive nel suo paese d'origine fa degli incontri destinati a cambiargli la vita. Divenuto testimone di un amore che non è, forse, sempre in grado di comprendere, inizia a...
