16- Donna indipendente

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Pov's Diego
Ho posto la fatidica domanda al padre di Celeste e dopo qualche minuto di silenzio decido di incitarlo a rispondere.

《Allora?》
Dico ancora e lui muove le labbra non riuscendo a pronunciare parola.

È completamente sbiancato.

《Ma mia figlia, lei?》
Dice guardando Celeste al suo fianco che ha gli occhi puntati su di me.

L'ho stupita.

《Certo, non sapevo avessi altre figlie femmine》
Dico quasi ironico facendolo infuriare ancora di più.

《Sei un bastardo...》
Sussurra prima a voce bassa guardando il pavimento coperto da un tappeto.

Poi alza lo sguardo e noto nei suoi occhi la rabbia nei miei confronti.

《Cosa cazzo vuoi da mia figlia?!》
Si alza in piedi puntandomi il dito contro e facendo agitare mio padre.

E chi conosce mio padre sa che non è una persona calma e pacifica.

《Dov'è finito tutto il rispetto nei miei confronti?》
Dico con il mio solito fare saccente e ironico.

《È finito quando mi hai pugnalato alle spalle!》
Dice lui ferito dalla mia proposta, eppure non ho mandato un sicario ad ucciderlo.

《Te le ho sempre coperte le spalle e lo sai bene》
Dico tranquillamente per ricordargli tutte le volte che l'ho tirato dalla merda.

《Tu vuoi sempre qualcosa in cambio!》
Dice più a sé stesso che a me come se stesse capendo solo adesso di cosa sono capace.

《Non ti sto chiedendo niente nè soldi nè favori, voglio solo tua figlia in sposa》
Dico sempre con non curanza restando molto calmo.

《Mia figlia è piccola per te!》
Urla come un pazzo contro di me ed ammetto che la mia calma apparente sta per terminare.

《Ti vuoi scopare una ragazzina di vent'anni come una prostituta solo per ingravidarla?!》
Inferisce ancora toccando il mio onore e quello della sua bambina.

Ovvero la mia, la mia bambina.

No, questo non doveva dirlo.

Celeste e la parola prostituta non devono stare mai nella stessa frase.

Stringo il bicchiere di cristallo pieno di whisky per non scaraventarlo sul suo viso.

《Fai schifo a me e a mia figlia! Uccidimi pure ma non ti farò sposare Celeste!》
Continua a blaterare ed ormai non sopporto più i suoi insulti.

《Non faccio schifo a tua figlia, stai tranquillo》
Decido di fermarlo forse nel modo meno giusto possibile ma è quello che mi suggerisce l'istinto in quel momento.

《Cosa sta dicendo?》
Si volta di scatto verso di lei che mi guarda come un agnellino smarrito.

《P-apà》
Riesce solo a sussurrare cercando qualche scusa per non ammettere che le piaccio da morire.

《Tua figlia mi ha baciato più di una volta, si è fatta toccare dalle mie mani e ti assicuro che le piaccio》
Dico con un sorriso malizioso sul viso facendo sgranare gli occhi a tutti.

《Puttana!》
Le dice pronto a darle uno schiaffo sul suo splendido viso ma lo fermo.

《Non la toccare o ti uccido!》
Dico prendendo una pistola che avevo messo sotto la giacca e puntandola alla sua fronte.

《Dio santo, abbassa questa pistola Diego!》
Dice mamma alle mie spalle tirandomi la giacca ed il braccio.

《Passerai sul mio cadavere per riuscire a prenderti mia figlia!》
Urla ancora avvicinandosi sempre di più alla pistola.

𝐃𝐄𝐒𝐓𝐈𝐍𝐘Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora