39- Pace

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10 giorni dopo...
Pov's Diego
Porto una sigaretta alle labbra e me la accendo buttando fuori il fumo tossico.

Sbuffo cercando di rilassarmi contro la sedia del mio ufficio al nightclub.

Sono 10 giorni che non vedo mia moglie.

Pensavo tornasse a casa presto, che resistesse massimo una settimana dai suoi genitori perchè a casa nostra ha tutte le sue cose, i suoi attrezzi da lavoro, ha me.

Invece non si è fatta nè sentire nè vedere.

E neanche io.

Deve rispettarmi, non può fare queste sceneggiate da macciosa.

Non era mia intenzione nasconderle certe situazioni, l'ho fatto senza pensarci.

Sulle mie viste mediche, l'ho fatto per non ferirla.

Per Chiara e Santiago, non sapevo che lei non fosse al corrente di nulla.

Non mi chiama, non mi messaggia, non è venuta a prendersi nulla da casa.

Non ha speso neanche un euro dalla mia carta.

È scomparsa.

Tramite i miei uomini, so che non è uscita da casa dei suoi genitori e che passa molto tempo in giardino.

Ama leggere e disegnare al sole la mia bambolina.

Sento qualcuno bussare alla porta del mio ufficio mentre faccio un altro tiro di sigaretta.

《Avanti》
Dico e la porta viene spalancata subito da una delle prostitute che lavora per me.

《Dimmi》
Dico guardando senza volerlo, il suo corpo vestito con un indumento da notte corto e scollato.

《Boss, mi serve la mia settimana lavorativa》
Dice chiudendo la porta alle sue spalle per poi avvicinarsi alla scrivania.

《Come mai?》
Chiedo visto che io le pago molto bene mensilmente.

《Mia mamma ha bisogno di soldi》
Dice senza darmi troppe spiegazioni ed io cerco sul computer il numero di uomini che si è scopata questa settimana.

Di questo conteggio se ne occupa Flora e l'altra recepcionist man mano.

《Sono venti clienti, notevole》
Dico aprendo il cassetto dove ho varie buste di soldi.

《Dieci mila euro》
Lancio un pacchetto sul tavolo e lei lo afferra insoddisfatta.

《La vedo un po stressato ultimamente...》
Dice alzandosi e posando i soldi sulla scrivania.

《So che ha litigato con sua moglie...》
Dice avvicinandosi a me scoprendosi il seno rifatto.

《Chi te l'ha detto?》
Dico guardandola negli occhi per capire come fa a sapere le mie cose personali.

《Gira questa voce》
Dice mettendosi ai miei piedi in ginocchio.

《Se la faccio rilassare un po, me li da altri cinquecento?》
Dice cercando di toccare la patta dei miei pantaloni ma le tolgo la mano bruscamente.

《Farò tutto quello che vuole》
Dice toccandosi quel seno vomitevole pieno di plastica.

《Alzati puttana!》
Dico arrabbiato spegnendo la sigaretta in una posacenere.

Sento la testa girarmi e il fiato diventare sempre più corto.

Il me di una volta non avrebbe perso tempo, l'avrebbe scopata anche se non è dei miei gusti.

Ma non so quella ragazzina cosa ne ha fatto di me.

Lei è l'oggetto dei miei desideri, lei è l'unica che mi fa sangue.

𝐃𝐄𝐒𝐓𝐈𝐍𝐘Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora