28- Fast food

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La sera...
Pov's Flora
Spengo il computer prendendo tutte le mie cose dalla scrivania per lasciare la postazione.

Ho appena finito il mio orario lavorativo che oggi andava dalle sedici alle venti.

Mi dirigo negli spogliatoi per togliermi questa scomoda divisa e mettermi i miei comodi vestiti.

Entro nello stanzone senza farmi notare e vedo le prostitute che si preparono per la serata che inizierà tra poco.

Alcune si truccano, altre si fanno capelli in modo particolare ed altre indossano calze a rete.

Mi avvicino al mio zainetto in un angolo della stanza, poso le mie cose all'interno ed inizio a sbottonarmi la camicia.

《Vai a casa, tesoro?》
Mi domanda una ragazza masticando una gomma in modo snervante.

Annuisco togliendomi la camicia ed abbassandomi la gonna.

Sono tutte abbastanza gentili con me, poche mi guardano con invidia e gelosia.

《Noi adesso iniziamo a lavorare》
Dice ridendo e passandosi la spazzola nei capelli rossi.

《Lavorate tutta la notte?》
Le chiedo indossando la mia t-shirt nera e il mio jeans.

《Fin quando vogliamo》
Risponde lei prendendo un corpetto stretto per indossarlo.

《Tu di solito fino a che ora lavori?》
Le chiedo curiosa di sapere come funziona la loro attività.

《Dipende, di solito dopo aver superato dieci clienti》
Mi risponde infilandosi poi una specie di mutanda che le copre a stento l'intimità.

Ha rapporti con dieci persone a sera?

Che schifo.

《E quanto guadagni?》
Le chiedo scioccata dalle sue affermazioni.

Perché calpestare la propria dignità così?

《Dipende da cosa vogliono, ad esempio una scopata di un'ora costa cinquecento euro》
Mi spiega indossando dei tacchi alti e rossi che rendono la sua figura ancora più slanciata.

《Cento euro al boss e gli altri quattrocento a noi》
Mi spiega facendomi capire quanti soldi guadagna il boss in una serata.

Le prostitute sono trenta che si portano a letto 300 persone a sera, inoltre ogni stanza costa duecento euro a serata.

Per non parlare di tutto l'alcol che vende al bar e la droga che circola.

È ricco da far schifo il signor Silvestri.

《Guadagni quattro mila euro a serata?》
Le chiedo pensando solo al loro guadagno in un mese.

《Le borse Prada non si comprano da sole》
Dice ridendo mentre io prendo il mio zaino portando le bretelle sulle spalle.

《Adesso devo andare, tra poco passa il pullman》
Dico per congedarmi ed andarmene via da questo posto bizzarro.

《Ciao bella》
Mi saluta cordialmente ed io ricambio uscendo dallo spogliatoio.

Esco dal nightclub velocemente e mi avvicino alla fermata dell'autobus proprio fuori al parcheggio.

Quando mi avvicino vedo una figura familiare appoggiato al palo della fermata.

Il cuore mi inizia a battere velocemente e cambio strada per andare alla fermata più avanti.

Sento i suoi passi alle mie spalle ed inizio a tremare per la paura che possa farmi del male.

《Dove vai, puttana?!》
Mi dice aggressivo e subito dopo mi afferra il braccio stringendolo.

《Lasciami stare!》
Urlo sentendo dolore per la forza che sta usando stringendomi il braccio.

𝐃𝐄𝐒𝐓𝐈𝐍𝐘Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora