Prologo

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Guardo fuori dalla finestra della camera dove si trova Fede, primo piano dell'ospedale, sala speciale in cui è tenuto sotto osservazione. Il cielo è scuro, dense nubi grigiastre lo ricoprono e piove intensamente. La vista non è male: un grande parco pubblico si estende vicino all'enorme parcheggio dell'ospedale, ci sono diversi fiumiciattoli e una vasta zona verde dove i bambini possono giocare o dove ci si può stendere sotto gli alberi per fare un picnic. Peccato che qui dentro tutto sembri un inferno.

Sono le quattro e mezza del pomeriggio e tra nemmeno un'ora diventerà buio, tra l'altro siamo in autunno inoltrato. Fa piuttosto freddo quest'anno, piove spesso e talvolta nevica. Se non altro con la neve si sente di più l'atmosfera natalizia. Realizzo che manca meno di un mese a Natale, ma quest'anno molto probabilmente non ci sarà la solita cena della Vigilia con i parenti, né grandi festeggiamenti durante il pranzo del 25 Dicembre. L'unico regalo che chiedo è che Fede possa tornare a vivere come prima. Non desidero altro, sarebbe il dono più bello.

Mi stringo nella mia grossa felpona rossa della Hollister. L'avevo presa con Federico a metà Ottobre, quando ci eravamo concessi un pomeriggio di shopping dopo aver studiato per preparare i nostri esami. Quando la indosso mi sento protetta, inoltre nasconde parte del mio corpo, troppo magro e ossuto per poterlo mostrare con disinvoltura come facevo qualche mese fa. Guardo il mio ragazzo disteso sul letto dell'ospedale, inerme. Una lacrima mi scivola lungo la guancia. Mi avvicino a lui, gli accarezzo il viso e mormoro: "Fede.. non mi lasciare.."

Never let me aloneDove le storie prendono vita. Scoprilo ora