«Sei sicura Gem?» le chiesi prima di saltare giù dalla finestra di camera mia.
«Si, vai da lui, ma ti prego stai attento Harry.»
Quel giorno avevo chiesto a mia sorella se avrebbe potuto coprirmi. Volevo tornare al confine di quel filo spianato, volevo, nella speranza vedere Louis. Non potevo stare un giorno di più senza vederlo, mi manca da morire. Questa situazione mi sta facendo uscir matto. Certo, avevo paura che uno dei soldati mi potesse far qualcosa, ma per Louis avrei dato anche la mia vita.
«Starò attento, grazie Gemma.» le dissi abbracciandola di getto.
«Ora vai.» disse lasciandomi un bacio tra i capelli. Così, dopo aver saltato dalla mia finestra, con tutta la forza che avevo in corpo corsi verso il punto in cui c'era quel filo spinato, ma quando volsi l'angolo il mio cuore perse un battito. Del filo spinato non c'era quasi più traccia, al posto suo, c'erano blocchi di cemento l'uno accanto all'altro in modo da costruire un muro. Mi si gelò il sangue nelle vene a quella visione. C'erano alcuni soldati che lo stavano costruendo e altri sorvegliavano che nessuno non intralciasse il lavoro. Ma non mi importava di niente in quel momento, se non avevo Louis, potevo anche morire. Vidi Louis camminare nella mia direzione dall'altra parte del muro in costruzione con uno sguardo perso e credimi, rivederlo per me fu come se per tutto quel tempo che non lo avevo visto, fossi stato sott'acqua e alla sua vista, qualcuno all'improvviso mi avesse tirato su permettendomi di respirare di nuovo.
«Louis!» gridai attirando non solo la sua attenzione, ma quella di tutti i presenti in quel lato di Berlino est.
Successe tutto molto in fretta. Entrambi iniziammo a correre l'uno verso l'altro ma entrambi fummo fermati da due guardie che ci separarono immediatamente, non riuscì neanche ad avvicinarmi di cinque metri a quel dannato muro, figuriamoci a Louis.
«Louis!» gridai piangendo e porgendo una mano verso il vuoto, come se da un momento all'altro avessi potuto raggiungerlo.
«Indietro!» mi gridò in un perfetto accento tedesco la guardia, colpendomi allo stomaco.
«Non lo toccare!» gridò Louis pieno di rabbia verso l'uomo che mi aveva fatto del male. Ma nessuno sapeva che il vero dolore lo stavo provando al cuore. «Harry ti prego calmati!»
«Louis io ti amo...» gli dissi tra le lacrime, fregandomene delle guardie e del fatto che avessi appena dichiarato di amare un'uomo.
Perché in quel momento quelli sbagliati se proprio ci pensiamo, non sono due uomini che si amano, ma coloro che costruiscono un muro per dividere in due parti una città.
«Ti amo anch'io Harry, un giorno ci rivedremo, ricorda, tu resterai per sempre nel mio cuore, ovunque sarai, sempre. Ricordatelo Harry è una promessa.» mi disse Louis provando a sorridermi in modo tale da provare a rassicurarmi. Lo vidi indicarsi il dito e allora capì. Di riflesso mi guardai l'anello che quel giorno al mio compleanno ci eravamo scambiati e sorrisi.
«Io ti aspetterò, ovunque io sarò, ti aspetterò per sempre Louis.» gli disse sorridendo tra le lacrime e la stessa cosa fece Louis, mimandomi un "ti amo" fra le labbra prima che le guardie ci trascinassero via ad entrambi, non permettendo nemmeno di sfiorarci.
E fu quella l'ultima volta che vidi Louis Tomlinson, da quel momento qualcosa morì dentro di me.
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Battlefield
FanfictionL'amore è passione, ossessione, qualcuno di cui non puoi vivere senza. Trova qualcuno che puoi amare follemente e che ti amerà nella stessa maniera. Come puoi trovarlo? Dimentica la tua testa e ascolta il tuo cuore, perché la verità è che non ha sen...
