Dazai: che c'è? Sei venuto a riprenderti il bacio dell'altra volta?
Chuuya pov
mi chiede sarcastico, levandosi soltanto le cuffie per sentire cosa ho da dire... ma non ho intenzione di dire niente, mi limito a prenderlo per il colletto e iniziare a trascinarlo fuori da casa sua, ciò che però non mi aspettavo era che mi avrebbe puntato una pistola sotto al mento ma non ho intenzione di lasciare la presa
Chuuya: non oseresti.
Dazai: hai ragione. Non ti ucciderei ma...
dice in modo freddo, puntando la pistola al mio piede; stringo ancora un po' la presa sul suo colletto, per poi rilasciarlo bruscamente
Dazai: allora? Che ci fai quì?
mi chiede, alzandosi e aggiustandosi i vestiti mentre io mi limito ad incrociare le braccia, affondando le unghie nella carne dalla rabbia
Chuuya: non ho bisogno di te. Ma del tuo potere. Stanno di nuovo sfruttando il potere di quel ragazzino. E ci è andata di mezzo mia madre.
dico a denti stretti iniziando a tremare dalla rabbia, mentre quasi tutto attorno a me inizia a contornassi di un rosso abbastanza acceso; la faccia del moro cambia da una di indifferenza ad una molto più seria
Dazai: seguimi.
dice in modo freddo, ma anche se un po' titubante, decido di seguirlo; scendiamo le scale e ci dirigiamo al suo garage, dove si trova una moto; non dice niente, ma si limita ad aprire la porta basculante, lanciandomi le chiavi "chi sa quanti anni sono che non guido..." penso, ma salgo lo stesso al posto di guida mentre lui si siede dietro di me, stringendo le braccia alla mia vita per non cadere ed io parto a tutta velocità, non mi importa se arriveranno delle multe. Tanto la moto è registrata a nome di uno dei suoi genitori
Dazai: so cosa stai pensando. E ho coperto la targa in caso dovessi prendere la moto e sfrecciare via in qualsiasi momento!
mi urla per farsi sentire, "questo bastardo le pensa proprio tutte..." penso, prendendo ogni curva al massimo della velocità... a quanto pare, non ho perso la mia bravura... arriviamo a casa mia e parcheggio proprio davanti la porta, saltando giù dalla moto e correndo all'interno della casa, dove ci sono ancora tutti gli altri che provano a controllare mia madre, la quale sembra essersi riuscita a liberare
Kajii: cosa ci fa' lui-
prova a dire, ma Tachihara gli mette una mano sulla spalla scuotendo la testa; Dazai ignora lo sguardo pieno di odio e cautela che gli rivolgono i presenti e si dirige verso mia madre, che viene tenuta ferma da Elise e dal demone d'oro e le appoggia una mano sulla spalla; una sorta di luce azzurrina viene sprigionata e piano piano gli occhi di mia madre ritornano al loro colore naturale
Dazai: bene. Se succede di nuovo qualcosa del genere chiamatemi pure.
dice, mentre io coro da mia madre che è praticamente svenuta; prima ancora che il moro possa uscire, viene afferrato per il polso da Ane-san
Koyo: pensi davvero che te ne andrai così?
gli chiede con sguardo gelido, mentre il demone d'oro estrae piano piano la sua katana dal fodero, pronto a farlo a pezzi
Dazai: oh, Koyo-san, non lo farei fossi in te... non vorrei che la cara Chiyo venisse ingiustamente accusata di complicità in omicidio...
in meno di un secondo, gli lancio le chiavi della moto verso l'unico occhio che non è bendato, ma purtroppo le riesce ad afferrare in tempo
Dazai: vieni con me Chuuya.
dice con un tono autoritario che mi fa' venire voglia di di usare le bende che ha sul collo per appenderlo alla trave, ma prima ancora che possa dire qualcosa, Mori-san mi precede
Mori: va' pure Chuuya-kun. Ci prenderemo noi cura di tua madre...
dice, con uno sguardo che mi fa' capire che ha qualcosa in mente; stringo i pugni ed esco di casa con lui e faccio per riprendermi le chiavi della moto, ma lui sposta velocemente la mano per non farmele prendere
Chuuya: ah no. Non ci penso nemmeno.
Dazai: in passato, la tua moto non la guidavo perchè tu non volevi, questa è la mia moto e se non voglio che la guidi, non la guidi.
dice fermamente, salendo e sospiro, sapendo che non posso ribattere; in meno di pochi secondi, mi ritrovo attaccato a quest'idiota e non so quale santo ringraziare, visto che ho avuto l'impressione che ci saremmo schiantati in un muro almeno 2 volte... Arriviamo al porto e lui parcheggia la moto vicino ad un container vecchio, molto vecchio e dallo sporco sembra essere abbandonato
Dazai: te lo ricordi, no?
mi chiede sarcastico, mentre apre la porta, che sembra essere stata già forzata; entro e vedo che l'interno non sembra essere cambiato per niente... il moro si butta sul letto, alzando una nube di polvere
Chuuya: perchè?
chiedo irritato, scuotendo la mano per allontanarla dal mio naso
Dazai: oh andiamo...! è soltanto un po' di polvere...!
dice ridacchiando per poi incrociare le braccia dietro la testa e stendersi
Chuuya: spero che da tutta quella polvere esca un ragno velenoso e che ti morda...
dico a denti stretti, per poi prendere la sedia e spostare alla meno peggio la maggior parte della polvere per sedermi su qualcosa di ^pulito^
Chuuya: allora? Perchè mi hai portato quì?
Dazai: non posso passare un po' di tempo con il mio ex-ragazzo/caro amico?
mi chiede con un sorrisetto
Chuuya: oh non osare definirmi tuo amico! Ne tanto meno il tuo ex!
Dazai: ma davvero? Potrei ricordarmi abbastanza... anzi molte occasioni nella nostra vita passata in cui-
Chuuya: silenzio!
urlo con la faccia bordeaux mentre lui scoppia a ridere come un pazzo; gli prendo il cuscino da sotto la testa e inizio a colpirlo ripetutamente mentre lui continua a ridere sempre più forte
Dazai: oh mamma... non ridevo così da tanto, tanto tempo...!
dice con un sorriso beffardo, mentre io lancio via il cuscino e mi risiedo sulla sedia ancora molto ma molto arrabbiato
Chuuya: vuoi parlare? E parliamo...!|
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Our second chance
FanfictionChuuya è un ragazzo del primo anno di superiori, che ogni notte, da quando ne ha memoria, fa un sogno abbastanza strano: lui pieno di ferite, fra le braccia di una persona, la quale non riesce a vedere il volto, sa soltanto che quella persona, che s...
